"Quella spada sul capo dei giudici", di Valerio Onida
Una delle norme del progetto di riforma costituzionale approvato dal governo prevede che «I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato. La legge espressamente disciplina la responsabilità civile dei magistrati per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della libertà personale. La responsabilità civile dei magistrati si estende allo Stato». L’articolo 2 della legge vigente sulla responsabilità civile dei magistrati (n. 117 del 1988) stabilisce che «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale». Lo Stato poi si rivale sul magistrato (art. 7). Se invece il danno consegue a un fatto costituente reato commesso dal magistrato nell’esercizio delle sue funzioni l’azione di risarcimento può …
