Anno: 2011

"Quella spada sul capo dei giudici", di Valerio Onida

Una delle norme del progetto di riforma costituzionale approvato dal governo prevede che «I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato. La legge espressamente disciplina la responsabilità civile dei magistrati per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della libertà personale. La responsabilità civile dei magistrati si estende allo Stato». L’articolo 2 della legge vigente sulla responsabilità civile dei magistrati (n. 117 del 1988) stabilisce che «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale». Lo Stato poi si rivale sul magistrato (art. 7). Se invece il danno consegue a un fatto costituente reato commesso dal magistrato nell’esercizio delle sue funzioni l’azione di risarcimento può …

"Rinnovabili, il modello è la Germania", di Francesco Ferrante

«Lo spartiacque nella storia della tecnologia mondiale» (così Merkel ha definito la tragedia di Fukushima) ha tolto dall’agenda del futuro energetico il nucleare, tanto che di “opzione zero” parla apertamente il commissario europeo Oettinger, e impone definitivamente in tutto il mondo la marcia verso efficienza energetica e fonti rinnovabili. Una marcia che dovrà essere a tappe forzate, se vogliamo emanciparci presto e il più possibile dalla dipendenza dai fossili, e che premierà nella competizione globale i paesi che meglio e più rapidamente saranno in grado di adeguarsi a questo scenario. Oggi in Europa c’è già una lepre che corre nella direzione giusta e più promettente: la Germania che già produce oltre 40 Twh con il vento (per capirci in Italia siamo a 8 Twh) e vuole superare i 100 Twh entro i prossimi 10 anni, che ha già istallato 16mila Mw di fotovoltaico e conta di arrivare a 52mila Mw nel 2020, che punta con forza sullo sviluppo compatibile delle agroenergie, per arrivare all’80% di energia elettrica nel 2050. Dovrebbe essere quello il modello da …

"Unità e Costituzione", di Andrea Manzella

“Unità e Costituzione” non fu solo la felice formula politica degli anni tumultuosi della tessitura italiana. Furono anche le parole che resero possibile il nostro Risorgimento. Esse dettero infatti alla vicenda italiana il significato di una progressiva conquista di libertà. Legarono perciò l´identità del nuovo Paese non al fatto territoriale di una serie di annessioni nazionalistiche, ma al grande movimento liberale che attraversava l´Europa. In questo senso la nostra identità fu un fatto “europeo” prima ancora che nazionale-italiano. “Noi credevamo”, allora, in quelle due parole. Anche quando le speranze di farcela erano assai poche. Furono quelle anzi le parole che permisero la creazione di uno spazio, piccolo ma decisivo, di convivenza degli opposti: monarchici e repubblicani; cattolici e laici; ceti “ristretti” e classi popolari. Il nostro “mondo di vita” nazionale prendeva le forme istituzionali di una comunità democratica. Fu, dunque, il nostro, fin delle origini, un “patriottismo costituzionale”. Quando, con il fascismo, quella formula si ruppe, quando ci fu la scissione tra il valore dell´unità-statale e i valori costituzionali, venne meno la stessa identità del …

"Uno statista, un popolo, un alieno", di Stefano Menichini

Quante volte Ignazio La Russa avrà sognato, nella sua giovinezza sanbabilina, una notte tricolore nella quale arringare la folla dall’Altare della Patria, in piazza Venezia, in diretta tv? Amara le nemesi, per lui e per Alemanno: dover lasciare quella piazza gremita sotto i fischi, contestati da quegli stessi italiani patriottici che di solito, affollando i vicini Fori Imperiali per la sfilata del 2 giugno, rimangono freddi per i politici di sinistra e incoraggiano quelli di destra. È incastonata di episodi così, tutti dello stesso segno, questa festa del 17 marzo, celebrazione nella quale non tutti credevano (alcuni, sventurati, talmente poco da chiederne l’annullamento) e che invece ieri ha magicamente assunto un significato autentico, nazionale, nell’incontro – intorno ai luoghi simbolo del Risorgimento – fra quattro soggetti: il capo dello stato, il popolo, le amministrazioni locali, la scuola pubblica. Sì, anche la scuola pubblica, per una volta nel suo vero ruolo di motivatrice ed educatrice. Di che cosa è cosparso questo quadro di ritrovata unità nazionale, oltre che della partecipazione popolare e della solenne riflessione del …

"Gelmini, ministra impreparata", di Enzo Costa

La ministra Gelmini, da Fazio, si applica ma non è preparatissima: dice che nella sparata contro la scuola pubblica lui è stato frainteso (e fin qui, la lezioncina l’ha imparata), però Fazio la interroga su “inculcare”: non è verbo sbagliato, grondante imposizione e non educazione, sia se riferito ai valori (negativi, per il Premier) trasmessi dai professori, sia se relativo a quelli (positivi, sempre per il Premier) proposti dalla famiglia? Ovvero: un capo del governo che, nel giudicare malamente la scuola pubblica, si esprime malamente, non dimostra – al di là del contenuto – di non essere all’altezza di giudicare la scuola pubblica? La ministra non risponde: fa finta di non capire, o – peggio – non capisce? Sarò fazioso: propendo per la seconda ipotesi. Però ha imparato altro: dire “piuttosto che” in senso disgiuntivo, per intendere “oppure”, “o anche”, è trendy, e perciò lo dice. Ma non sa che dirlo in quel senso è sbagliato. E’ sbagliato, ma lo dicono in tv, lo dicono molti anche di sinistra (figli di quelli che dicevano “nella …