Anno: 2011

"PD, partito patriottico", di Rudy Francesco Calvo

Il partito di Bersani evidenzia la sintonia con il Quirinale. Fischi a destra, applausi a sinistra. È una celebrazione “patriottica” anomala questa per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Anche se i meno sorpresi sembrano proprio i Democratici, che sull’importanza di questo anniversario insistono da mesi, a partire dalla Festa nazionale che si è svolta a Torino a inizio settembre. «Io voglio che il mio sia un partito di patrioti, di autonomisti e di riformatori – ha detto ieri Pier Luigi Bersani guidando una delegazione del Pd sull’Altare della patria, omaggio inedito per un partito politico – la parola “patriota” è stata sempre legata ai democratici, mai ai conservatori, e noi dobbiamo recuperare questo tratto in una Italia che deve essere ricca di autonomie». Ieri questa intenzione è apparsa evidente, dalle coccarde tricolori indossate dai deputati dem ai primi versi dell’Inno intonati in aula al termine del discorso di Napolitano, con il resto dell’emiciclo che si accoda all’iniziativa del Pd. Se Berlusconi, e con lui tutto il Pdl, paga in termini di immagine soprattutto in questi …

"Il Pdl accelera sulle norme salva-premier", di Liana Milella

Giustizia, rafforzata la prescrizione breve. L´Udc: così salta il dialogo. Entro giovedì voto sul processo breve Riforma della giustizia ancora non inviata al Colle. Il Pdl accelera sulle norme per Berlusconi, compreso il conflitto di attribuzione sul caso Ruby. Ma a una settimana dal consiglio dei ministri il Guardasigilli Angelino Alfano non ha ancora spedito al Colle il testo della riforma costituzionale perché i suoi uffici stanno ancora lavorando alla relazione introduttiva. Per cambiare la Carta c´è tempo, adesso è urgente approntare la trincea per bloccare i dibattimenti del Cavaliere. Ecco allora che, tra martedì e giovedì alla Camera, i berlusconiani vogliono far approvare subito in commissione Giustizia il “nuovo” processo breve con la “nuova” prescrizione breve per gli incensurati (come il premier). Negli stessi giorni vogliono ottenere il via libera per il conflitto di attribuzioni alla Consulta per il Rubygate. Perché, come dice uno di loro, «Montecitorio si dev´essere già espressa quando cominceranno le udienze a Milano». La prescrizione breve sarà in aula dal 28 marzo. E addirittura prima si vorrebbe il voto sul …

"Il Carroccio disunito", di Michele Brambilla

I leghisti hanno boicottato le celebrazioni o vi hanno partecipato obtorto collo. Era scontato. Molto meno scontato, però, era che la Lega desse una prova di disunità non solo d’Italia, ma anche di partito. Contrariamente alla loro tradizione, infatti, dirigenti e militanti non si sono presentati compatti all’appuntamento. Già nei giorni scorsi c’erano stati alcuni segnali. Ad esempio a Milano, nel consiglio regionale, i lumbard se n’erano andati al bar mentre suonava l’inno di Mameli; però il leghista Davide Boni, che è presidente di quella assemblea, era rimasto in aula: con l’entusiasmo di chi deve pagare una cambiale, ma c’era rimasto. Ieri poi un po’ tutto il partito ha dato l’impressione di non saper tenere la barra dritta. A Montecitorio s’è presentato un solo parlamentare leghista, tale Sebastiano Fogliato. Però i membri del governo c’erano tutti. Maroni a domanda sulla sua presenza aveva risposto «lasciatemi in pace», mostrando un certo nervosismo: però c’era. Bossi, che negli anni passati ci aveva fatto sapere quale uso avrebbe fatto del tricolore, c’era anche lui. Non ha applaudito il …

"La festa di un popolo", di Ezio Mauro

Grazie allo spirito unitario, costituzionale e repubblicano della sua presidenza, Giorgio Napolitano è infine riuscito a trasformare in una festa nazionale e di popolo il centocinquantenario dell´unità d´Italia. Il tricolore alle finestre e ai balconi, le famiglie nelle piazze imbandierate e nei palazzi delle istituzioni aperti per l´occasione, l´inno di Mameli cantato per le strade: un popolo di cittadini ha unito patria, unità e costituzione in un nuovo sentimento nazionale che la politica non potrà ignorare. Solo la Lega ha voluto andare pubblicamente in minoranza rispetto a questo nuovo patriottismo repubblicano, che non è di parte ma è costitutivo di un´identità nazionale finalmente risolta e riconosciuta. Assenze vistose a Montecitorio, solo Bossi e i ministri presenti come per un vincolo istituzionale, due deputati e nient´altro. È un´occasione perduta per i leghisti, chiamati ad una prova culturale e politica di governo e di responsabilità davanti all´intero Paese. Ma è anche un gesto fortemente minoritario e ideologico, di chi si autoesclude da una festa di popolo puntando sulle divisioni e sulle differenze, fino al punto da non …

"Centocinquant'anni di Unità d'Italia. La trappola di credere che non siamo una nazione", di Stefano Folli

È singolare che qualcuno si preoccupi di un eccesso enfatico nelle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità. A dire il vero in tali manifestazioni non si scorge traccia né di enfasi né di retorica. Non solo per l’ottimo lavoro svolto dal comitato presieduto da Giuliano Amato (e prima di lui da Carlo Azeglio Ciampi), ma soprattutto perchè l’atmosfera di questo 17 marzo è tale da suggerire una generale sobrietà. Si è detto che il modo giusto di celebrare consiste nel riflettere sull’identità italiana, sulle sue opportunità e i suoi limiti. Ma non è ciò che sta accadendo? In una nazione che troppo spesso è priva di memoria e non crede nel futuro, quasi vivesse in un eterno presente, il centocinquantenario ha spinto molti a riflettere. Forse è la prima volta che accade. Nel 1911 i primi cinquant’anni furono festeggiati – mentre le nostre truppe occupavano la Libia – nel registro glorioso di un’Italia che si pretendeva grande fra i grandi nel concerto europeo. Nel 1961 il centenario coincise con il miracolo economico al suo culmine. L’espansione …

Intervento del Presidente Napolitano alla Seduta comune del Parlamento in occasione dell'apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Sento di dover rivolgere un riconoscente saluto ai tanti che hanno raccolto l’appello a festeggiare e a celebrare i 150 anni dell’Italia unita : ai tanti cittadini che ho incontrato o che mi hanno indirizzato messaggi, esprimendo sentimenti e pensieri sinceri, e a tutti i soggetti pubblici e privati che hanno promosso iniziative sempre più numerose in tutto il Paese. Istituzioni rappresentative e Amministrazioni pubbliche : Regioni e Provincie, e innanzitutto municipalità, Sindaci anche e in particolare di piccoli Comuni, a conferma che quella è la nostra istituzione di più antica e radicata tradizione storica, il fulcro dell’autogoverno democratico e di ogni assetto autonomistico. Scuole, i cui insegnanti e dirigenti hanno espresso la loro sensibilità per i valori dell’unità nazionale, stimolando e raccogliendo un’attenzione e disponibilità diffusa tra gli studenti. Istituzioni culturali di alto prestigio nazionale, Università, Associazioni locali legate alla memoria della nostra storia nei mille luoghi in cui essa si è svolta. E ancora, case editrici, giornali, radiotelevisioni, in primo luogo quella pubblica. Grazie a tutti. Grazie a quanti hanno dato il loro …

«Ecco le risposte che vogliamo, Ministro Gelmini!», di S.B.

Perché le studentesse e gli studenti con disabilità sarebbero stati esclusi dalla partecipazione alla Finale Nazionale di Corsa Campestre dei Giochi Sportivi Studenteschi, come è stato anche denunciato in un’Interrogazione Parlamentare? In una recente trasmissione televisiva, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha dichiarato di essere «per le pari condizioni di partenza» tra tutti gli studenti. Rispondere quindi in modo chiaro e netto alla discriminazione denunciata da quell’Interrogazione Parlamentare potrebbe essere un primo modo per dimostrarlo concretamente «L’esclusione dei ragazzi disabili dalle finali dei Giochi Sportivi Studenteschi è gravissima e in netto contrasto con le norme di legge sull’integrazione scolastica, che da sempre costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo»: questa la denuncia della deputata Manuela Ghizzoni, che il 14 marzo scorso ha presentato come prima firmataria, in Commissione Istruzione e Cultura della Camera, un’Interrogazione al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, in riferimento appunto alla Finale Nazionale di Corsa Campestre dei Giochi Sportivi Studenteschi, prevista per il 20 marzo a Nove, in provincia di Vicenza, «su uno spettacolare percorso ricavato nell’area …