Anno: 2011

"Riforma epocale? Per ora c’è solo una leggina ad personam"

La “sintesi migliore” è una bilancia. La mostrano insieme, Silvio Berlusconi seduto a destra e il delfino Guardasigilli a sinistra, sala stampa di palazzo Chigi zeppa come un uovo per la riforma «epocale». Il premier con la guancia incerottata che si scusa «per questo imbarazzo estetico», Alfano che sfodera la sua flautata retorica. La bilancia della giustizia ha i due piatti «finalmente in parità», accusa e difesa con gli stessi diritti, mica come oggi che «i due piatti sono totalmente sbilanciati, il cittadino solo e nettamente sfavorito contro giudice e pm, un accumulo di potere che va abolito». Il premier non lo dice ma è chiaro che quell’omino solo sul piatto schiacciato dal sistema giustizia è lui, «protagonista unico e insuperabile della storia dell’universo della giustizia». Carta straccia della Costituzione con l’alibi di una «bilancia». Che può essere, come dice il ministro, la «nuova architettura» dello stato democratico «in cui il giudice sta in alto e l’avvocato e il pm sono sotto». Oppure la fine del principio di bilanciamento tra poteri dello stato. Con i …

"Energie rinnovabili abbandonate all'incertezza", di Annalisa D'Orazio

Il decreto legislativo sulle energie rinnovabili ha avuto un iter caratterizzato da conflitti e polemiche tra gli operatori del settore e il legislatore. Oggetto di scontro sono state le parti riguardanti gli incentivi alle rinnovabili, elemento di crescita dello scontro la norma sul fotovoltaico, introdotta in una seconda versione del decreto. Una storia che si ripete e destinata a continuare nei prossimi mesi se il Governo non farà chiarezza. L’iter di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili è stato caratterizzato da un confronto limitato e accese polemiche. La prima versione è stata trasmessa dal Governo al Parlamento il 10 dicembre 2010. Ha riservato agli operatori la sorpresa di leggere, in un testo di recepimento dei criteri e delle condizioni di promozione delle energie rinnovabili e dei biocarburanti verso l’obiettivo 2020 previsti dalla direttiva (1), anche la modifica della disciplina nazionale di incentivazione delle rinnovabili elettriche. Una seconda versione, approvata il 3 marzo 2011 in seguito agli emendamenti parlamentari (e sull’onda del dibattito suscitato dalla dichiarazione di Gse di una corsa accelerata alla …

Al via l'Assemblea nazionale Amministratori locali Pd – Interventi

Le proposte del Pd per una “vera riforma delle pubbliche amministrazioni”. Le prossime elezioni amministrative saranno ”un modo per dare l’avviso di sfratto a Silvio Berlusconi” secondo il Pd che ha scelto Milano per l’Assemblea nazionale degli amministratori del Partito Democratico, dal titolo: “Oltre gli steccati c’è la tua città c’è il tuo Paese”. Oggi si è cominciato con quattro gruppi di lavoro per passare domani a una assemblea plenaria con la conclusione del segretario Pier Luigi Bersani intorno alle 17,30. Un appuntamento che servirà a scrivere un manifesto degli amministratori con le linee guida in vista delle elezioni. Ci saranno tutti, o quasi, i candidati: Piero Fassino che corre a Torino, Giuliano Pisapia a Milano, Roberto Cosolini a Trieste, Virginio Merola a Bologna, solo per citarne alcuni. Non ci sara’ Mario Morcone, da poco scelto come candidato a Napoli, che fara’ la sua prima uscita ufficiale sabato prossimo. ”Si vota in 11 Province, 30 Comuni capoluogo. Sono coinvolti 13,5 milioni di elettori – ha spiegato Davide Zoggia, il responsabile enti locali della segreteria nazionale …

"Signori si chiude lo spettacolo è finito", di Michele Serra

Duecentotrentuno milioni di euro è la cifra che lo Stato italiano intende spendere per cinema, teatro e lirica nell´anno corrente. Lo stanziamento è talmente esiguo da avere spinto la Consulta ministeriale a rifiutarsi di decidere: si può spartire una torta, non si può spartire un mucchio di briciole. Che arte e cultura possano e debbano vivere solo dei loro incassi è un concetto palesemente truffaldino. Perché senza mecenatismo privato e pubblico nessuna arte, in nessuna epoca, in nessun paese avrebbe mai potuto attecchire e svilupparsi: progettualità, pensiero, creazione, sperimentazione non sono “beni” immediatamente misurabili in termini di rendimento economico. Sarebbe come pretendere che i ricercatori scientifici portassero a incasso, ogni anno, più di quanto hanno speso per ricercare. Morirebbe la ricerca scientifica. Il bilancio delle arti non è mai calcolabile nel breve periodo. Al botteghino si contano i proventi immediati, ma il prestigio culturale e la crescita intellettuale di un paese, specie di un paese come il nostro che ha tra i suoi pochi punti di eccellenza un patrimonio artistico e culturale unico al mondo, …

"Noi prof, nemici come i magistrati e i giornalisti liberi", di Annamaria Palmieri*

Per «non inculcare…» ci hanno tagliato le ore di lezione hanno costretto i ragazzi a stare in 30 per classe, hanno tolto il sostegno a chi ne aveva bisogno. Facciamo proprio paura!. Di appartenere alla categoria dei “nemici” di Berlusconi, noi, insegnanti della scuola pubblica, ce ne eravamo accorti da tempo: almeno da quando, nel 2005, scoprimmo che la scuola era stata inserita dal premier, ispirato dagli irrinunciabili sondaggi, tra i luoghi del potere occulto organizzato contro di lui. Ci trovammo dalla sera alla mattina in nobile compagnia, insieme alla magistratura, le televisioni, l’università, i giornalisti. Non sembra trascorso tanto tempo: anche senza andare tanto indietro, chiunque abbia osservato, negli ultimi anni, pur con occhio distratto, i provvedimenti adottati dall’attuale compagine governativa, le mosse del magico trio Gelmini- Tremonti-Brunetta, nonpuò che concludere che la scuola pubblica italiana, a Berlusconi e ai suoi fedelissimi, sta decisamente antipatica. Un covo eversivo, abitato da una manica di fannulloni e disfattisti, privi di autorevolezza e preoccupati solo di difendere se stessi; contro questa scuola è stata imbastita una “riforma …

"Scuola pubblica e Costituzione. Due valori sacri", di Marco Rossi Doria

Andiamo nelle piazze per difendere la Costituzione e la scuola pubblica. Perché pensiamo che l’Italia, che noi tutti, non ne possiamo fare proprio a meno. E non ne possiamo fare a meno perché sono due cose che hanno la rara qualità di essere, ad un tempo, vitali e sacre. Vitali perché consentono a un organismo complessissimo – quale è la società – di regolarsi e di continuare a vivere nel tempo, generazione dopo generazione. Sacre perché contengono le qualità simboliche che permettono di tenere insieme una comunità fatta di milioni di persone diverse secondo un diritto che è uguale. La nostra Carta sa mettere insieme, in modo chiaro, non solo i diritti e i doveri ma «quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi» – come scriveva Piero Calamandrei. In questi anni abbiamo vissuto e stiamo vivendo un tempo grave non perché si è pensato o si pensi di cambiare questa o quella parte della Costituzione, cosa del tutto prevista dalla …

"Il disegnino del cavaliere", di Filippo Ceccarelli

La chiamano ancora conferenza stampa, ma è qualcosa di più e un po´ anche di peggio. Così anche ieri, fra il cerottone e le bilancette, nella sala stampa di Palazzo Chigi l´agenda riformatrice del quarto governo Berlusconi si è concessa uno spettacolino d´inedita creatività, e dimostrativa. È andato in scena, il muto siparietto, quando il presidente del Consiglio, ha estratto a sorpresa da una delle sue cartelline il disegno di due bilance e con studiata lentezza, a beneficio delle telecamere, con la faccia seria e quasi per metà occupata dall´immensa benda adesiva, ha mostrato questo assai semplice bozzetto agli italiani. Ad assoluta e definitiva riprova della bontà del suo provvedimento sulla giustizia, oggi senz´altro – come da illustrazione – sbilanciata. Il Guardasigilli Alfano, che al suo fianco svolgeva la parte del giovane promettente, perché disponibile e assennato, ha accolto con un segno del capo il numero dell´arzillo presidente. La condizione permanente dell´allievo prevede infatti un caloroso, ma discreto assenso rispetto a una delle più celebrate massime berlusconiane, sul cui cinismo non si starà qui a …