Anno: 2011

«Ma già oggi è emergenza pochi presidi, classi stipate e insegnanti in fuga», di Salvo Intravaia

Alla fine a pagare sono le famiglie: si moltiplicano le richieste di contributi volontari ROMA – La Gelmini sostiene che la scuola «è in grado di reggere» i tagli. Sì, ma come? Dall´inizio dell´anno ad oggi, l´elenco delle proteste di insegnanti, alunni e genitori è lunghissimo. L´ultima in ordine di tempo è quella delle associazioni dei dirigenti scolastici, che si sono rivolte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A settembre saranno almeno 3 mila le scuole italiane senza un dirigente stabile. Il ministero non ha ancora bandito il concorso promesso dalla Gelmini entro il 2010. E un terzo delle scuole italiane verrà governato da un preside “reggente”, che ha già un´altra scuola. Sono già rimasti a casa invece, senza incarico e stipendio, 25 mila precari della scuola migliaia, per effetto delle 87.400 cattedre tagliate in un triennio. E mancano all´appello ancora quelli di quest´anno. Ma i tagli non riguardano soltanto il personale. Ne fanno le spese, è il caso proprio di dirlo, le famiglie ogni giorno. Proprio qualche settimana fa, in occasione dell´iscrizione al nuovo …

«L'8 marzo della Gelmini», di Pippo Frisone

Nel 1908 in una fabbrica di New York, 129 operaie che scioperavano da giorni contro le terribili condizioni di lavoro, venivano dal padrone prima rinchiuse dentro e poi lasciate morire, bruciate vive. Fu Rosa Luxemburg a proporre la data dell’8 marzo, in memoria di quel tragico evento, quale giornata di lotta internazionale delle donne. Da allora in poi le donne hanno sempre lottato per l’uguaglianza e l’emancipazione in ogni parte del mondo. La ministra Gelmini, dopo il pieno appoggio dato al premier contro gli insegnanti della scuola pubblica, inculcatori e seminatori di valori contrari alla famiglia, torna alla carica con le sue colleghe, al chiuso d’un auditorium romano, perché “ qualcosa il Pdl doveva pur fare per l’8 marzo“. E cosi, assieme ad altre parlamentari e ministre del Pdl , prende a pretesto l’8 marzo per scagliarsi contro le donne del 13 febbraio e la manifestazione che portò in piazza oltre un milione di manifestanti. “Strumentalizzate, per attaccare Berlusconi” quelle del 13 febbraio, “donne indignate ma l’indignazione non è l’undicesimo comandamento”, sottolinea la Gelmini. “La …

«I tre "corpi" del Cavaliere», di Ilvo Diamanti

TRA Silvio Berlusconi e i magistrati, ormai, è un corpo a corpo. L´attività del governo e del Parlamento, infatti, ruota intorno a un solo problema. Immunizzare il premier. Impedire che venga indagato, giudicato. Intercettato. D´altronde, oggi l´opposizione è afona e l´attacco portato dall´antico alleato, Gianfranco Fini, in Parlamento, pare neutralizzato. L´unico vero “nemico” sembra essere rimasto il “partito dei Pm”, alla guida della “Repubblica Giudiziaria”. Tuttavia, non è stato sempre così. Anzi. La “discesa in campo” del Cavaliere non sarebbe stata possibile senza Tangentopoli. Senza la “tabula rasa” prodotta da Mani Pulite nel sistema partitico e nella classe politica della Prima Repubblica. È in quel “vuoto” che si è imposto Silvio Berlusconi, insieme al suo “partito personale”, Forza Italia. La magistratura, all´epoca, più che la giustizia rappresenta il Grande Giustiziere, a cui gli italiani affidano il compito di affondare la Prima Repubblica, ormai delegittimata – e, dunque, di fondare la Seconda. In quella fase paga un prezzo pesante. Falcone, Borsellino e la loro scorta cadono vittime dell´attacco della mafia contro l´unica istituzione che ancora rappresenti …

«Troppi ostacoli. Serve un piano per l’occupazione femminile», di Simone Collini

Quello di domani «sarà l’8 marzo più difficile degli ultimi anni per le donne italiane, che in questa fase di crisi devono fare i conti con un precariato e una disoccupazione che fanno spavento». Ma, forse proprio per questo, e sicuramente pure per la «scossa » arrivata con le manifestazioni del 13 febbraio, sarà anche l’8 marzo in cui «invece della festa commerciale, delle mimose regalate, delle cene fuori da sole, si tornerà a dare a questa data il valore originario di giornata internazionale del lavoro delle donne». Valeria Fedeli è del comitato promotore “Se non ora quando”, che dopo il successo della mobilitazione del mese scorso sta organizzando per domani una serie di appuntamenti in tutta Italia. Sarà che è presidente della Federazione sindacale europea del tessile, ma a più riprese fa il confronto tra la condizione femminile nel nostro paese e negli altri Stati comunitari. E le conclusioni non sono rosee. C’è poco da festeggiare? «Diciamo che l’8 marzo torna ad essere un momento celebrativo per fare il punto su diritti, autonomia, libertà …

«Libertà e petrolio le voci di Tripoli», di Giuliano Amato

Lo so che il tema che più desta la nostra attenzione, e le nostre preoccupazioni, è oggi la Libia. È lì la rivolta popolare nordafricana dall’esito più incerto, quella che può trasformarsi in una guerra civile o addirittura in un conflitto armato più ampio, con l’intervento dell’Onu, forse della Nato e quindi in qualche modo della stessa Italia. Per non parlare delle conseguenze economiche di tutto ciò, a partire dal petrolio. Ma dal Nordafrica non ci vengono solo preoccupazioni. Quello che è successo in Tunisia e in Egitto, che neppure sappiamo come andrà a finire, è stato segnato da novità che possono avere riflessi positivi sulla vitalità e le prospettive delle nostre stesse democrazie. Ed è proprio su tale aspetto, riguardante temi più volte toccati su queste colonne da Gianni Riotta, che vorrei attrarre l’attenzione dei lettori. Da tempo si parla in Occidente di democrazie malate e la malattia viene ricondotta a due fattori diversi, che si sono connessi perversamente fra loro. Per mille ragioni è intervenuta una crescente individualizzazione delle nostre vite, che ha …

«Piccole Italie fanno la vera unità d'Italia», di Daniele Marini *

L’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia si avvicina in un clima politico rovente, da «curva Sud»: il tifo è a prescindere, prevalgono l’invettiva e l’insulto reciproco. Il senso di appartenenza esiste, ma è di (una) parte. Il confronto pacato non trova spazio. Così, arriviamo a celebrare l’Unità dis-uniti, in ordine sparso. Tuttavia, esiste anche un altro Paese, diverso, fatto di tante formiche operose che costruiscono reti di relazione economiche, sociali e istituzionali. Che raggiungono risultati importanti, ma collocato in un cono d’ombra: non viene visto e non trova una rappresentazione. Dunque, se non ha rappresentazione è come se non esistesse. La rottura di questo circuito perverso aiuterebbe a costruire un’idea e un progetto dell’Italia volti al futuro di cui si avverte un forte bisogno. È una missione impossibile? La risposta diventa positiva se proviamo ad alzare lo sguardo rispetto alle vicende contingenti. Se alzassimo l’obiettivo della nostra visione, paradossalmente, abbassando gli occhi sui territori locali, sul sistema delle imprese, sui mondi del volontariato. Che vivono di una «normale eccezionalità» in cui costruiscono reti di coesione …

Scuola, l'anno prossimo -881 docenti in Emilia-Romagna

I sindacati: a rischio inglese e tempo pieno. La Flc-Cgil: «Aumenterà il numero di alunni per classe. E già ora alle superiori ce ne sono da 32-34 studenti». Nuovo allarme dei sindacati sulla scuola. Nell’anno scolastico 2011-12 in Emilia-Romagna ci saranno 881 posti da insegnante in meno e 606 da personale Ata in meno. La Flc-Cgil parla di «emergenza» e chiede l’aiuto della Regione: «Ha il dovere di intervenire». Siamo di fronte a un quadro «drammatico», dice il segretario Raffaella Morsia, una situazione che riduce «allo stremo» l’intero sistema dell’istruzione. A rischio, per il sindacato, il tempo scuola e il numero di alunni per classe «che non rispetterà i parametri fissati dallo stesso Ministero», visto l’incremento demografico: sono previsti 7.235 alunni in più. Rispetto al quadro regionale, il taglio di 881 docenti significherà un -2,28% (la media nazionale è del 3.17%): «Salterà completamente il discorso relativo all’insegnamento della lingua inglese nelle primarie – spiegano dal sindacato – le nuove richieste di tempo pieno non verranno neanche prese in considerazione, oltre al rischio per quello già …