Anno: 2011

"Responsabili contro la Lega, il rimpasto intrappola Silvio" di Natalia Lombardo

Risiko di governo e ricatti di maggioranza: mentre Gheddafi ci minaccia e la disoccupazione cresce, Berlusconi deve tenere buoni gli appetiti per garantirsi l’utilizzazione finale, i voti sul conflitto d’attribuzione del caso Ruby e sul processo breve. Così congela la pratica del rimpasto, che ieri i Responsabili, che battono cassa, davano per certo nel consiglio dei ministri di domani. I fedelissimi del cavaliere parlano del rinvio almeno una settimana. Ma i vari Saverio Romano e gli Scilipoti esigono una ricompensa, senza la quale minacciano «il venir meno del loro apporto», magari proprio sul federalismo municipale che si vota oggi con la fiducia. Il campo è reso ancora più scivoloso dalla richiesta sul conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato che la maggioranza ha avanzato al presidente della Camera, Fini. Berlusconi non può rischiare di perdere voti sicuri in Parlamento. Quindi deve rinverdire le promesse perché, dice un berluscones, «non è il momento per procedere, prima si devono risolvere alcune urgenze, c’è il conflitto d’attribuzione da portare a casa» e il processo breve. La partita «rimpasto» …

La Consulta: «Non siamo comunisti Difendiamo la Carta», di Marcella Ciarnelli

«Neanche sotto tortura ne dirò il nome » ma quando Ugo De Siervo, presidente della Corte Costituzionale parla di un politico che polemizza con i giudici che lui presiede definendoli «comunisti» è fin troppo facile capire che allude a Silvio Berlusconi e al grande numero di esternazioni del premier che non perde l’occasione per incolpare la Consulta di bocciare le leggi che potrebbero fargli comodo in nome di una presunta ideologia. «Almeno undici su quindici si sa da che parte stanno» ama sottolineare il Cavaliere e sembra non porsi il problema che forse se le leggi « impugnate dai Pm» fossero fatte meglio, in toto o in parte, non incorrerebbero nell’autorevole altolà. «In questi giorni ho sentito critiche non giuste e non solo nei confronti della Corte Costituzionale» ha aggiunto De Siervo, alludendo con altrettanta evidenza all’attacco che l’altro giorno Berlusconi ha portato ai componenti dello staff del Capo dello Stato «troppo puntigliosi» nel valutare le leggi che arrivano al Colle, tralasciando nel suo stile la totale e sempre evidente capacità critica del presidente Napolitano …

Bondi, Pd: Basta pantomime, si dimetta

Ghizzoni: inaccettabile ministro che non va al ministero da settimane. “Sarebbe l’ora di finirla con le pantomime e ridare al paese un ministro dei beni culturali a tempo pieno. Per questo, Bondi non perda altro tempo e faccia la sua scelta: quello che non è accettabile è un ministro che non si reca al ministero da settimane”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la lettera con cui il ministro della Cultura, Sandro ha annunciato oggi dalle pagine di un quotidiano nazionale le sue imminenti dimissioni dal governo.

"Vigilanza anti-Santoro", di Paolo Gentiloni

Ma di cosa sta discutendo la Commissione di vigilanza sulla Rai? Per quanti non abbiano seguito la questione, o siano estranei al ramo, traduco il documento presentato dal senatore Alessio Butti, capogruppo del Pdl. Pur non essendo autorizzata, garantisco che la mia traduzione è assolutamente fedele al testo proposto. E forse aiuta a capire il senso di un’operazione che ha due obiettivi precisi, uno il martedì e l’altro il giovedì. 1) La Rai deve riflettere gli orientamenti della maggioranza degli elettori. E non solo nell’insieme, ma sempre e in ogni trasmissione. 2) Quando il format prevede l’intervento di un opinionista (Travaglio, ndr), bisogna farne intervenire anche un altro di diversa opinione. 3) Quanto sopra vale a maggior ragione per le trasmissioni «apparentemente di satira che dibattano temi di attualità politica e sociale». Anche per costoro (Litizzetto, Gramellini, Vergassola, ndr) serve il contraddittorio. 4) Vanno moltiplicate le trasmissioni affidate a conduttori di centrodestra (da aggiungersi al Tg1, a tutta Mediaset, a Vespa, Paragone, nonché Ferrara e Sgarbi già in arrivo, ndr). 5) I partiti non possono …

L'inflazione ricomincia a crescere

A febbraio l’inflazione torna a crescere, spinta al rialzo (+2,4%) da carburanti e alimentari. Si tratta del dato peggiore dal novembre 2008, quando era stato toccato il 2,7%. In particolare – spiega l’Istat – il prezzo della benzina è aumentato dello 0,8% su base mensile, con un incremento annua dell’11,8 per cento. La rincorsa dell’inflazione potrebbe essere spinta ancora più avanti dalle turbolenze nel mondo arabo. Intanto resta critica la situazione sul fronte del lavoro: a gennaio per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione si attesta all’8,6%. A crescere – segnala l’Istat – è soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile (età compresa tra i 15 e i 24 anni), che raggiunge il 29,4%. Dall’Istat anche le cifre su crescita e debito: il Pil italiano nel 2010 è aumentato dell’1,3%, oltre il target del governo (+1,2%). Il rapporto deficit/Pil nello stesso anno è stato pari al 4,6%, quasi un punto in meno rispetto al 2009. Infine il fabbisogno del settore statale a febbraio è risultato pari a circa 8 miliardi, inferiore di circa 5 …

"Dopo Bondi i debiti. La Cultura senza candidati: colpa del buco da 230 milioni", di Luca Del Fra

Il ministro della Cultura è pronto a lasciare la Cultura. Ma attorno a sé ha fatto il vuoto. Il settore è con l’acqua alla gola. Ieri una importante riunione per i fondi Fus è saltata per l’assenza del ministro. La mattinata pigra del ministero dei Beni e delle Attività Culturali è stata ieri scossa da un fatto nuovo: le associazioni di categoria – teatrali, musicali, della danza, del cinema e i sindacati – che dovevano partecipare alla Consulta dello spettacolo, hanno dato forfait, consegnando una lettera di protesta contro i tagli alla cultura. E Sandro Bondi? Come al solito brillava per assenza, una latitanza che sigilla anche la fine della sua avventura in questo dicastero, così fallimentare da rendere problematico nel rimpasto di governo trovare un successore disposto a farsi carico delle macerie che lascia nel mondo della cultura italiano. «Non possiamo più accettare giochetti» – sbotta uscendo dal ministero Paolo Protti presidente dell’Agis, che ha consegnato la lettera con cui associazioni, sindacati e critici hanno spiegato la loro diserzione dalla Consulta per lo spettacolo, …

"Quel silenzio in aula per salvare la scuola", di Carlo Galli

Nelle sue recenti esternazioni sulla scuola Silvio Berlusconi è riuscito ad argomentare nelle modalità più disparate e apparentemente sconnesse. Da una parte, in un contesto di “cattolici riformisti” (ma forse “contro”-riformisti), ha abbracciato tesi sanfediste. Si è cioè esibito in un’incredibile polemica contro la scuola di Stato. La scuola pubblica che sottrae i figlioli alle famiglie, per educarli a valori opposti a quelli in cui sono nati e in cui devono essere cresciuti – e che quindi in realtà “non educa” – . Era, questo, l’argomento portato dal cattolicesimo reazionario – in Francia e in Italia – contro lo Stato moderno nel momento del suo insediarsi e consolidarsi. Un argomento oscurantista, figlio di una visione chiusa e organicistica della società come di un corpo naturale di famiglie, tenute insieme dalla fede. Rispetto a questo scenario, lo Stato moderno, che attraverso la scuola statale pubblica porta i giovani fuori dalle chiusure localistiche e li educa ai principi civici razionali di cittadinanza universale – per quanto timidamente applicati nella pratica – , è un’intollerabile minaccia, un’inaccettabile sopraffazione. …