Milleproroghe, stop del Colle "Il decreto viola la Costituzione", di Umberto Rosso
Napolitano censura le modifiche: eluso il mio controllo. Il frequente ricorso alla apposizione del voto di fiducia realizza una ulteriore pesante compressione del ruolo del Parlamento. Bisogna evitare che un testo riguardante essenzialmente il rinvio di alcuni termini si trasformi in una sorta di nuova legge finanziaria dai contenuti più disparati. Quaranta minuti di colloquio sul Colle, con il premier, e il decreto Milleproroghe riprende la via delle Camere. Stoppato. Così com´è, ha spiegato senza tanti convenevoli Napolitano a Berlusconi, io non lo posso firmare. «Viola la Costituzione ed elude il vaglio preventivo che spetta al capo dello Stato sui decreti». Perciò il governo, che sul provvedimento al Senato aveva già incassato la fiducia e a Montecitorio si preparava a fare altrettanto saltando le commissioni, deve ricominciare da capo. Berlusconi, di fronte all´alternativa secca – o lo cambiate o non lo promulgo – fa buon viso a cattivo gioco e si piega al´ultimatum del Colle. Il governo, come si incarica di far sapere un comunicato ufficiale che arriva prima da Palazzo Chigi e poi “confermato” …
