Anno: 2011

«La sfida è partita: Più donne nella politica, più politica per le donne», di Concita De Gregorio

Da oggi chiunque voglia dare una prospettiva alla straordinaria energia che ha attraversato le piazze di domenica dovrà far questo: mettere le donne al centro della politica. Più donne nella politica e più politica per le donne. Il punto fondamentale, come sempre, è l’ascolto. La comprensione: quel che è accaduto domenica è un segnale precisissimo e potente, bisogna coglierlo. La reazione patetica del presidente del Consiglio e il silenzio di chi lo circonda mi fa pensare che a destra l’abbiano capito benissimo. Alle opposizioni di centrosinistra la piazza – questa piazza che non è di nessuno – chiede concretezza, risposte chiare, cambiamento. Unabella sfida. Comincerei a pensare a due o tre cose da fare, fossi un leader politico, poche perché se no non sono vere. Da leader sindacale questo intendo fare, di questo abbiamo discusso stamani in segreteria Cgil: mostrare che c’eravamo e abbiamo capito, dare un segno nell’attività quotidiana. Faremo una grande campagna contro le discriminazioni sulla maternità, riprenderemo la legge sulle dimissioni in bianco, metteremo la donna al centro del discorso sul lavoro …

"E ora è emergenza graduatorie", di Alessandra Ricciardi

Dopo la Consulta, il ministero è a caccia di una soluzione. L’emendamento Pittoni non basta. Letteralmente non sanno che pesci prendere. I vertici del ministero dell’istruzione sono alla ricerca disperata di una soluzione che accontenti tutti e che eviti di dover rifare in corso d’anno le graduatorie e dunque le asunzioni. Va accontenta la Consulta, che ha bocciato l’inserimento in coda alle graduatorie dei docenti perché non meritocratico; la Lega Nord, e con essa la burocrazia scolastica, che spinge perché non si riaprano tutte le graduatorie per gli inserimenti a pettine e non ci siano scavalcamenti di posizioni. E poi, i docenti che hanno fatto ricorso e avevano buone chance di essere assunti con il pettine e ora rivendicano quelle assunzioni; ma anche chi è stato assunto grazie al blocco delle code e ora rischia di vedersi, non per sua colpa, tolto il posto a favore di altri. In tutto ciò, il decreto a cui si dovrebbe tornare, dopo l’annullamento della Consulta, non c’è più. Un bel ginepraio, giuridico e amministrativo, a cui l’emendamento della …

"La bandiera della dignità", di Stefano Rodotà

È Tempo di liberarsi dello spirito minoritario che, malgrado tutto, continua a lambire anche qualche parte della stessa opposizione. È questa l’indicazione (la lezione?) che viene dai molti luoghi che da molti mesi vedono la presenza costante di centinaia di migliaia di persone che, con continuità e passione, rivendicano libertà e diritti: un fenomeno che non può essere capito con gli schemi, invecchiati, del “risveglio della società civile” o di qualche partito “a vocazione maggioritaria”. Non sono fiammate destinate a spegnersi, esasperazioni d’un giorno, generiche contrapposizioni tra Piazza e Palazzo. Non sono frammenti di società, grumi di interesse. È un movimento costante che accompagna ormai la politica italiana, e a questa indica le vie per ritrovare un senso. È l´opposto delle maggioranze “silenziose” che si consegnano, passive, in mani altrui. Donne, lavoratori, studenti, mondo della cultura si sono mossi guidati da un sentimento comune, che unifica iniziative solo nelle apparenze diverse. Questo sentimento si chiama dignità. Dignità nel lavoro, che non può essere riconsegnato al potere autocratico di nessun padrone. Dignità nel costruire liberamente la …

Le proposte del PD per un'agenda digitale italiana

Libertà e neutralità della Rete vanno difese dalla diffusione di circuiti chiusi che sono l’altra faccia della medaglia del successo dei motori di ricerca, dei nuovi device e delle loro applicazioni proprietarie L’avvento dell’era digitale sta cambiando l’economia, le forme di comunicazione e di impegno politico, le nostre stesse vite. Nei Paesi privi di democrazia e libertà, Internet è uno straordinario motore di cambiamento. A livello comunitario, il mercato digitale viene definito come la “quinta libertà” e, come tale, il suo sviluppo viene considerato prioritario. L’innovazione tecnologica ha un ritmo tale da modificare continuamente e in profondità la realtà della Rete. I mutamenti più recenti, con l’enorme incremento dell’accesso da reti mobili legato agli smartphone e ai nuovi tablet, moltiplicano le possibilità di superare il digital divide ma allo stesso tempo pongono nuovi problemi. Libertà e neutralità della Rete vanno ora difese anche dall’eccessiva diffusione di circuiti chiusi e a pagamento che sono l’altra faccia della medaglia del successo dei motori di ricerca e dei nuovi device e delle loro applicazioni proprietarie. L’Agenda Digitale del …

Emergenza rifugiati

Negli ultimi 5 giorni sono oltre 5mila gli immigrati arrivati sulle coste italiane. Turco: “Davvero pensavano che gli accordi con Gheddafi servissero a risolvere i problemi del Maghreb e dell’Africa?”. Il PD presenterà un esposto contro il ministro Maroni pubblicato il 14 febbraio 2011 , 186 letture È piena emergenza rifugiati. In soli 5 giorni, oltre 5mila immigrati provenienti dalla Tunisia sono sbarcati sulle coste siciliane. L’isola di Lampedusa è allo stremo e nonostante l’ultima notte abbia registrato un leggero rallentamento degli afflussi, non si riesce a prevedere una soluzione immediata al problema. Alle difficoltà di accoglienza si aggiungono le tragedie umanitarie dovute ai naufragi dei barconi della speranza al largo di Zarzis: tra sabato e domenica, cinque persone sono morte e altre 17 risultano disperse. Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza ma deve far fronte alle dure critiche che giungono dalla Commissione europea che ha accusato il Viminale di lentezze burocratiche. A dire il vero il richiamo di Bruxelles viene in risposta all’accusa del ministro Maroni alla Ue “di non fare …

Bersani: 'Andare a votare è il male minore: la situazione che stiamo vivendo è insopportabile'

Per il leader Pd non c’è più tempo da perdere, i problemi veri del Paese vanno affrontati ma Berlusconi non è all’altezza Ad immobilizzare il Paese ci sono i guai (personali e non) del premier: per venirne fuori, ha detto Pier Luigi Bersani, stamane a Milano per partecipare a un convegno, “andare a votare è il male minore. Credo che la situazione che stiamo vivendo non possa essere protratta oltre, sia dal punto di vista del ruolo dell’Italia nel mondo, sia dal punto di vista della possibilità di affrontare con urgenza i problemi che abbiamo”. Di qui, a giudizio del segretario del Pd, anche “l’esigenza segnalata dal presidente Napolitano di abbassare i toni ed evitare lo scontro tra le istituzioni pena la sopravvivenza della legislatura” Estrema chiarezza, insomma, contro le cortine fumogene che vengono alzate da Berlusconi con un pretesto o con l’altro: un esempio per tutti sui temi del federalismo e della giustizia, “fretta, urgenza di correre chi ad avere una bandierina chi ad avere una fedeltà per far votare il processo breve piuttosto …

"Berlusconi, fiducia a picco è tornato ai livelli del 2005", di Ilvo Diamanti

Metà degli italiani crede ai pm. Gli elettori spaesati guardano a Napolitano, l’80% è con lui: Lega e Pdl compresi. Premier a parte, i leader aumentano i consensi, Tremonti il più gettonato nel centrodestra. Silvio Berlusconi resiste. Nonostante le inchieste, gli scandali e le proteste. Anzi, reagisce con violenza. Contro i nemici. La Magistratura, i giornali e i giornalisti della Repubblica Giudiziaria. Perfino – anche se in modo meno esplicito – contro il Presidente della Repubblica. Ma la sua posizione e la sua immagine ne hanno risentito sensibilmente. Come mostra il sondaggio condotto nei giorni scorsi dall’Atlante Politico di Demos per la Repubblica. Oggi, infatti, la fiducia dei cittadini nei confronti di Silvio Berlusconi ha toccato il fondo. La quota di italiani che ne valuta positivamente l’operato (con un voto almeno sufficiente) è ridotta al 30%. Meno che nel settembre 2005, quando il Cavaliere sembrava avviato a una sconfitta pesante alle elezioni politiche dell’anno seguente. Il che suggerisce di usare cautela, prima di darlo per finito, visto come sono andate le cose in seguito. Tuttavia, …