Anno: 2011

"Il paradosso del sultano", di Nadia Urbinati

“Chiediamo insieme le dimissioni di Berlusconi”.Con questo slogan le donne rompono il silenzio. E lo fanno in massa a Milano come a New York. Invitano gli uomini a schierarsi con loro, perché tutte e tutti sono stanchi dei continui attacchi alla Costituzione, alla giustizia, alla libera informazione e alla dignità delle donne e degli uomini. Stanchi degli abusi, dell´illegalitá, del servilismo che contraddistinguono questa maggioranza. Soprattutto, le donne che manifestano dissipano ogni dubbio sull´insidiosa distinzione tra “donne reprobe” e “donne serie” che è stata da piú parti ripetuta in queste settimane di potesta contro gli abusi contestati al premier. Questa distinzione è sbagliata. È il segno di una reale impotenza della cultura dell´opposizione etico-politica al regime del sultanato. È figlia dei paradossi che hanno segnato il successo egemonico di Berlusconi, costruito a partire dagli anni ´70 su un´interpretazione estrema, ma non opposta, della cultura individualista nell´etá dei diritti. Mettere in moto una contestazione politica efficace quando l´oggetto è l´uso dei diritti è difficile ed insidioso. Su questa difficoltá e su questa insidia riposa tanto il …

Legge delega sul Federalismo Fiscale. Lo studio del PD

I documenti elaborati dal Gruppo Pd in Commissione bicamerale per il federalismo fiscale di Walter Vitali, Antonio Misiani, Giuliano Barbolini. Secondo l’analisi dei servizi tecnici del parlamento, contenuta nella relazione semestrale sull’attività svolta dalla bicamerale, la legge delega contiene 20 oggetti. Di questi, solo due sono stati finora attuati (trasferimento patrimonio e fabbisogni standard comuni e province; Roma Capitale non conta, perché manca ancora il vero decreto, quello su poteri e risorse). I decreti in corso affrontano 7 temi, mentre per altri 11 oggetti di delega siamo in alto mare. C’è quindi da registrare un ritardo nell’attuazione, con una distanza molto grande fra le parole e i fatti (i numeri, le proposte) che il Governo è capace di mettere in campo. Fra gli “oggetti mancanti” spiccano i fondi perequativi, la perequazione infrastrutturale, gli interventi speciali, i livelli essenziali delle prestazioni nei settori che ancora non li hanno, l’armonizzazione dei bilanci, il vero decreto per Roma Capitale, le Città metropolitane. Nell’ allegato potete trovare i seguenti dicumenti elaborati in sede di Commissione bicamerale dal Pd: – …

Emma Marrone: «Ragazze venite in piazza con me», di Mariagrazia Gerina

Martedì prossimo debutterà a Sanremo con Arriverà. «Parla del fatto che quando tutto sembra andare male, poi c’è il momento del riscatto», racconta Emma Marrone, classe 1984, l’ultima “creatura” di Maria De Filippi, vincitrice della nona edizione di Amici. Migliaia di fan tra le giovanissime, già tre dischi di platino all’attivo. Un talento Mediaset, che domani, lasciando le prove del Festival, sarà a Roma, in piazza del Popolo, con le altre donne, a manifestare. E spera di trascinarsi dietro anche le fan. Da Amici alla piazza in difesa della dignità delle donne, un bel salto. «Non ne posso più di sentirmi dire che Emma Marrone è il “prodotto di Amici”: io non sono il prodotto di nessuno, sono solo una ragazza che ha avuto la possibilità di cambiare il suo destino ma mi-sono-fatta- un-mazzo-così per riuscirci e continuo ad essere quello che sono sempre stata: una persona pensante. Ascuola, facevo concerti per raccogliere fondi per le donnedeturpate dagli acidi. Avevo una insegnante di filosofia, che non ci insegnava solo Kant ma ci faceva leggere i …

Fiat, incontro Berlusconi Marchionne. Fassina: "Oggi assenza di risposte chiare"

Fassina: “Nell’audizione parlamentare di martedì prossimo, il Pd farà a Sergio Marchionne le domande che Berlusconi e Sacconi non hanno voluto e saputo fare”. “Purtroppo l’incontro di oggi tra Fiat e governo non ha chiarito nulla. È stato un passaggio ad uso mediatico, data l’assenza di strategie industriali da parte del Governo. Sono stati ribaditi punti noti, ma non sono state fornite informazioni sufficienti a fugare i dubbi sulla collocazione delle funzioni direzionali strategiche. Rimane oscura l’allocazione di 18,7 miliardi di euro dei 20 prospettati da Fabbrica Italia. È inaccettabile l’ennesima offensiva del Ministro Sacconi per scaricare sulle spalle dei lavoratori il futuro delle scelte della Fiat in Italia. Dopo i referendum di Pomigliano e Mirafiori, il Governo avrebbe dovuto porre il problema del rientro delle newco Fiat nell’ambito del contratto nazionale ed offrire una qualche idea di politica industriale a sostegno dell’automotive. Dopo l’incontro di oggi, l’assenza di risposte chiare alimenta le preoccupazioni sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici Fiat e delle aziende dell’indotto. Nell’audizione parlamentare di martedì prossimo, il Pd farà all’A.D. …

"Per le ragazze la laurea è con lode", di Francesco Semprini

Nuovo record negli Usa: all’università le studentesse hanno il 60% di possibilità in più dei maschi. Determinate, in cerca di riscatto e motivate dalle opportunità che offre un mondo del lavoro in trasformazione. Parliamo delle donne, più brave degli uomini almeno negli studi secondo quanto riporta un recente rapporto pubblicato dal Bureau of Labor Statistics americano dal quale emerge, per le prime leve degli anni ‘80, la figura di una donna più brava dell’uomo, almeno nel primo ciclo universitario. Secondo lo studio, le studentesse hanno il 60% di possibilità in più rispetto ai colleghi maschi di ottenere, entro i 23 anni, il «Bachelor degree», la laurea di primo livello, già all’attivo per il 23% delle donne intervistate. Per i maschi invece la quota è nettamente inferiore, visto che solo il 14% è riuscito a completare gli studi. Se la stessa percentuale di studenti e studentesse, ovvero il 16%, è ancora iscritto al college per conseguire il titolo, il divario tra i due sessi non accenna a ridursi nemmeno in seguito. Senza dubbio un risultato significativo …

"Oltre le mutande", di Massimo Gramellini

Mentre una casta di subrettine aspiranti onorevoli domina la scena mediatica, negli angoli meno illuminati della società le loro coetanee stanno dando la spallata definitiva al predominio del maschio. Qualsiasi statistica racconta ormai il sorpasso fra i sessi: le ragazze si laureano di più, conquistano più borse di studio, ottengono più posti come ricercatrici. Ma poiché lo fanno senza dimenare il sedere in televisione, non esistono. La civiltà dello spettacolo funziona così: tutto ciò che esce dal quadrilatero intrattenimento-sport-giornalismo-politica non dà visibilità e quindi non rientra nel dibattito pubblico. Questa distorsione altera la percezione della realtà, al punto che oggi in Italia si scontrano due opinioni palesemente fasulle. La prima è l’opinione Così Fan Tutti: ogni uomo è un maiale e ogni donna una escort, e chi fa la morale al Silvio e alle sue amichette stia bene attento, perché gli scateniamo dietro un segugio che rivelerà al popolo i suoi altarini sessuali. La seconda è l’opinione Pochi ma Buoni: i virtuosi esistono e coincidono coi nemici del Silvio, una minoranza destinata a perdere sempre. …

"Il realismo delle donne", di Barbara Stefanelli*

In Italia esiste un divario di genere da colmare. Magari con una legge che fissi quote di presenza femminile. Una manifestazione, domani, che vuole lanciare «un urlo collettivo» contro Berlusconi e denunciare «la degenerazione della libertà in arroganti libertinismi» che offendono la dignità delle donne. E una contro-manifestazione, già questa mattina, che considera gli slogan di quella piazza una forma di «giacobinismo moralista» che farà arretrare le donne stesse a favore di pericolosi agenti del pubblico pudore. Le cronache del caso Ruby e l’appello a partecipare a una grande protesta popolare al femminile hanno percorso e diviso il Paese. Il dibattito è stato appassionato, a tratti spregiudicato, comunque – crediamo – positivo perché ha animato una sfida non banale tra generazioni e idee diverse. Il Corriere ha dato ampio spazio a questo confronto che non è mai diventato «pollaio» e che, anzi, ha dato prova di una sorprendente vitalità civica. Ora, per quanto vasta, una manifestazione non fa cadere un governo in Italia. Come non lo fanno cadere i magistrati, e sarebbe grave per una …