Anno: 2011

Egitto, Mubarak si dimette. Si chiude un'epoca

Fassino: “La comunità internazionale garantisca la transizione pacifica”. Pistelli: “Dimissioni atto responsabile ma tardivo”. Egitto-Mubarak si è dimesso. Manifestazioni di gioia alla notizia in Egitto delle dimissioni di Mubarak. Un’epoca si chiude in Egitto e nel mondo arabo. E come tutti i passaggi d’epoca gli esiti non sono determinati a priori. E’ responsabilita’ della comunita’ internazionale favorire una transizione pacifica, fondata sul coinvolgimento di tutte le componenti della societa’ egiziana e volta a corrispondere alla domanda di liberta’, democrazia e dignita’ che ha ispirato il grande movimento popolare di queste settimane. E in questa direzione chiediamo al governo italiano di agire con determinazione e chiarezza, di concerto con l’Unione Europea”. Lo ha dichiarato, a nome del PD, Piero Fassino. “Ci auguriamo adesso un’effettiva transizione democratica, nell’interesse di un grande popolo, civile amico dell’Italia”. Lo ha affermato il capogruppo del Pd nella commissione Esteri di Montecitorio, Francesco Tempestini, dopo l’annuncio delle dimissioni di Mubarak. Lapo Pistelli, Coordinatore Pdel Dipartimento Relazioni Internazionali del PD riconosce che le dimissioni di Hosni Mubarak “anche se tardive, sono comunque un …

Gelo tra Napolitano e Berlusconi "Il premier deve accettare il giudizio", di Umberto Rosso

Lungo colloquio tra il capo dello Stato e il presidente del Consiglio. Lo scontro. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, preoccupato dallo scontro istituzionale «Se, come lei afferma, questa storia è tutta una bolla di sapone, caro presidente del Consiglio non ha che da seguire la strada maestra della giustizia, e affrontare i magistrati: ci sono le leggi, e gli uomini, che di certo sono sopra le parti e possono garantire un giusto processo. Non credo che ci siano persecuzioni organizzate dai pm nel nostro paese». È quel che Giorgio Napolitano indica e consiglia a Silvio Berlusconi. Un´ora abbondante di faccia a faccia sul Colle, dopo settimane di gelo e l´ultimo incidente di un incontro “fantasma”, ma alla fine non sembra che la tensione fra i due si sia sciolta. Le posizioni restano distanti: il premier conferma di voler mettere mano alla giustizia, il capo dello Stato lo mette in guardia da «strappi e prove di forza». E lo si era già intuito quando, qualche ora prima, il presidente della Repubblica aveva ricevuto il vertice …

"La dignità delle donne riguarda tutti", di Anna Finocchiaro

Domani in piazza per dirlo. C’è in quello che sta avvenendo una importante assunzione di responsabilità collettiva che deciderà della reale modernità del nostro Paese. Molte hanno capito che questo è il momento di fare massa critica, in cui non hanno spazio ortodossie da difendere, diversità da ostentare. Non ricordo, negli ultimi anni, un così vasto movimento di opinione, una così ricca produzione di documenti pubblici, una così numerosa serie di iniziative come quella che in questi giorni si manifesta tra le donne italiane. Perché stavolta non è in gioco né il destino di una legge per quanto definitiva sotto il profilo sostanziale e simbolico come fu quella sulla violenza sessuale, né resistono divisioni politiche e di concezione di vita e di ruolo, come accaduto con la legge sul divorzio. Stavolta in gioco c’è l’identità stessa delle donne. L’essere donne italiane così come in lunghi decenni esse hanno definito nella più strabiliante delle diversità se stesse. Che poi la rappresentazione mediatica risulti un’altra è altro affare. Attiene al fatto che, per ritardo culturale, perdurante ottusità …

"Il falso teorema del golpe morale", di Giuseppe D'Avanzo

Il presidente del Consiglio, settantacinque anni, si tiene accanto in villa – a pagamento – una prostituta minorenne per un paio di mesi, nel 2010. Questo è il fatto, assai ostinato nonostante la nebbia e le censure. Nasce una domanda processuale (Berlusconi ha commesso un reato?) e sortisce qualche effetto politico. Lasciamo in un canto la questione giudiziaria, per il momento. Elenchiamo qualcuno degli esiti politici sotto forma di domanda.| Quell’uomo, già sorpreso in altri anni in compagnia di minorenni, ha il pieno controllo della sua vita? Le sue condotte lo hanno reso vulnerabile ai ricatti o minacce della sua ospite, delle sue ospiti? Quanto la vita caotica di quell’uomo danneggia il Paese che governa? A quel discredito, domestico e internazionale, può egli stesso porre rimedio? I suoi comportamenti possono essere, una buona volta, appropriati ai doveri pubblici che liberamente ha voluto assumere? Come si vede, ognuno di questi interrogativi è concreto, factual perché rinvia all’interesse nazionale e al nostro destino collettivo. Per questa ragione pretende un’assunzione pubblica di responsabilità e reclama con urgenza un …

"Riforma Gelmini, dottorandi senza risposte e nel frattempo i concorsi non si fanno", di Manuel Massimo

L’Adi denuncia di non aver ottenuto nessun chiarimento dal ministro, malgrado l’impegno assunto il 19 gennaio scorso. Ora si parla di “apposito regolamento di imminente emanazione”. Ma gli atenei e gli enti di ricerca sono fermi. Tutti i nodi vengono al pettine: anche quelli contenuti nelle pieghe della riforma dell’università in materia di dottorato di ricerca, ancora in attesa di essere sciolti. Lo denuncia l’Adi (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) in una nota sottolineando come “anche dopo l’entrata in vigore della legge 240/2010 che porta il suo nome, il ministro Gelmini non sa ancora fornire un’interpretazione univoca dell’articolo 19, relativo al dottorato”. Una situazione che si trascina ormai dal 19 gennaio scorso, quando la dottoranda Valentina Maisto – rappresentante al Cnsu e socia Adi – nel corso di un incontro aveva posto al ministro precisi quesiti, con la promessa di una pronta risposta scritta. Risposta che, a tutt’oggi, non è ancora arrivata. Tante domande, zero risposte. Le delucidazioni richieste dall’Adi riguardano alcuni aspetti particolarmente problematici e “oscuri” contenuti nella Legge Gelmini, in particolare: …

"Scuola, la Lega “congela” le graduatorie fino al 2012 Passa l’emendamento. Supplenti solo dalla provincia", di Alessandra Migliozzi

Graduatorie degli insegnanti, l’odissea continua: la Lega, con un emendamento inserito ieri nel Milleproroghe, ne ha imposto il congelamento fino al 31 agosto 2012. Niente più cambi di città o rivalutazione del punteggio per i prof iscritti: chi poteva migliorare la propria posizione potrebbe perdere la possibilità di un contratto a vita o di una supplenza annuale. Ma la Lega vuole portare a casa “la nuova legge sul reclutamento”: c’è già un testo del senatore del Carroccio Mario Pittoni sul tavolo del ministro che prevede albi e concorsi regionali. Il pressing sul Miur è cominciato e ci sarebbe l’ok della Gelmini. Intanto si procede con il blocco delle graduatorie che arriva a tre giorni dalla sentenza della Consulta che aveva bocciato la decisione del ministro (messa nel 2009 nella legge salva-precari) di relegare in coda alle liste il docente che cambia provincia per lavorare. Norma spinta dalla Lega. Per i giudici ogni candidato deve poter conservare il suo punteggio. Il Carroccio corre ai ripari: «I giudici- dice Pittoni- vogliono tutelare chi si sposta in un’altra …

"Milleproroghe, Bondi lascia a secco la Lirica e lo Spettacolo", di Luca Del Frà

Alla Scala di Milano e alla Arena di Verona arriva un contentino, ma per il resto delle fondazioni liriche e dello spettacolo italiano la partita del “Mille proroghe” si chiude malissimo. Il reintegro, più volte promesso dal ministro Bondi, degli oltre 100 milioni di euro tagliati dalla finanziaria 2011 (ribattezzata legge di stabilità), si attesta appena a 15 milioni per la lirica di qualità –Maggio Musicale, Regio di Torino, Santa Cecilia, Comunale di Bologna e così via. Una mancia lanciata con disprezzo sotto il tavolo. L’imbarazzo è palpabile e con apposito emendamento la Lega ha sentito l’esigenza di concedere, extra, 3 milioni di euro sia all’Arena di Verona che alla Scala, con il duplice risultato di non risolvere i problemi e, privilegiando i ricchi, creare ulteriore malcontento. Lascia molto perplessi la situazione della Fondazione veronese, che con la stagione estiva all’Arena, solo teatro al mondo con 20 mila posti, è l’unica a poter contare su cospicue entrate di botteghino per coprire i costi. A ciò s’aggiunga che malgrado l’indotto portato alla città in estate, il …