Anno: 2011

"Ora Berlusconi chiede aiuto a Bersani", di ce.bu.

Silvio Berlusconi è in difficoltà e questo è ormai assodato. Non si spiegherebbe altrimenti il contenuto e la forma della sua lettera pubblicata oggi sul Corriere della Sera e indirizzata al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. LEGGI IL TESTO Si potrà anche ironizzare su certe espressioni del premier, arrivate dopo giorni di verbali a luci rosse. Così come quando scrive di voler dare una “frustata” all’Italia oppure di non amare la “botta secca” per il Paese. Ma gli elementi che più fanno riflettere della lettera politica e programmatica di Berlusconi sono altri. Il presidente del Consiglio invita il leader dell’opposizione a stringere un patto bipartisan per far ripartire l’economia, ma lo fa fuori tempo massimo. Già mesi, ormai anni fa, era stato proprio Bersani a spronare l’esecutivo a darsi da fare per l’economia stagnante dell’Italia. E Berlusconi aveva sempre risposto parlando d’altro, di un’economia in salute o di giudici che lo perseguitavano. Ma non solo. Berlusconi nella sua lettera arriva a blandire Bersani (“uomo dalla cultura pragmatica dell’emiliano”) dopo avergliene dette di tutti i …

"Linguaggio, ecco perché Berlusconi usa le parole postribolo o insufflare", di Leonardo Tondelli

Ci si abitua a tutto, col tempo, e il giorno che Berlusconi a rete unificate mostrerà le chiappe ai giudici noi spegneremo la tv sbadigliando, ormai assuefatti. Nel frattempo la scorsa settimana si è limitato a telefonare in diretta a Gad Lerner rimproverandogli di condurre non una trasmissione ma un “postribolo”, e di farlo in modo “spregevole, turpe, ripugnante”. Diamo per scontato che l’intervento di Berlusconi sia stato estemporaneo, e che lui abbia usato nella foga le prime parole che gli venivano in mente; al limite se le sarà appuntate su un foglietto prima di prendere la linea. Non suonano comunque incredibilmente sue? In effetti, chi altri in tv può permettersi, al colmo dello sdegno, di usare la parola “turpe”? Forse lo stesso presidente del Milan che si compiace di pronunciare “giuoco”, che si lamentava che qualcuno “insufflasse” notizie tendenziose ai quotidiani stranieri. Berlusconi del resto può dire quello che vuole, essendo il capo. Chiunque altro vada in tv, soprattutto sui suoi canali (cioè tutti, ormai), ha imparato da anni a limitarsi, a ridurre il …

"Lega Predona e la stangata del federalismo", di Massimo Giannini

Con il decreto di Calderoli c’è una sola certezza: più tasse per tutti Dalla gigantesca cortina fumogena che avvolge il federalismo fiscale, nella versione municipale appena riscritta dal ministro Calderoli, emerge finalmente una luminosa certezza. Pagheremo più tasse. Secondo la grancassa leghista – amplificata da un governo che dalla Legge di Stabilità del 28 maggio 2010 non ha più varato uno straccio di misura strutturale – la rivoluzione federale avrebbe dovuto cambiare la storia italiana. Gli enti locali avrebbero lucrato un dividendo politico: rafforzare il rapporto con i cittadini con l’offerta di servizi più legati ai territori. I contribuenti avrebbero ottenuto un vantaggio economico: costi certi per le prestazioni, e meno imposte per tutti. La prima è e resta un’incognita assoluta. La seconda invece non lo è più. Il nuovo testo del decreto, che andrà all’esame della Commissione bicamerale della Camera giovedìi prossimo, prevede infatti una gragnuola di potenziali inasprimenti fiscali. Ai 4.781 comuni (ora sotto la soglia dello 0,4%) viene restituito il potere di aumentare le addizionali Irpef già a partire dal 2011. Non …

"L´etica relativa di un Paese indulgente", di Ilvo Diamanti

È probabile che i recenti scandali abbiano eroso ulteriormente la popolarità di Berlusconi. Che, dopo la scorsa estate, si era già sensibilmente ridimensionata. Non più del 35-36% degli italiani, infatti, valuta il suo operato con un voto uguale o superiore a 6.Cioè: la sufficienza. Tuttavia, non bisogna pensare che i nuovi scandali producano effetti immediati e visibili anche sul piano del consenso elettorale. In primo luogo perché parte dei consensi perduti dal Pdl vengono drenati dalla Lega. (E occorrerebbe un´opposizione davvero competitiva.) Poi, perché sarebbe errato pensare che Berlusconi abbia costruito il proprio consenso su valori specifici e “originali”, imposti da lui. In parte è vero il contrario. Berlusconi ha, semmai, intercettato un sentimento comune che gli pre-esisteva. Attraverso l´azione personale e mediatica. Da un lato, ha riprodotto la passione degli italiani per “l´arte di arrangiarsi”. Il distintivo nazionale, insieme all´attaccamento alla famiglia (come dimostrano le indagini condotte da Demos e liMes, negli ultimi vent´anni). Berlusconi lo ha esibito con orgoglio. L´uomo dei fatti, che si è fatto da sé. Imprenditore ingegnoso, riluttante alle regole …

"Fiat, Chrysler e Volkswagen Modelli e tutele a confronto", di Marco Ventimiglia

L’appuntamento è per oggi pomeriggio nella sala conferenze del Pd dove si svolgeràunseminario sul settore dell’auto dopo le tumultuose vicende che hanno portato all’approvazione dell’accordo su Mirafiori «Va bene, la Fiat ha imposto il referendum su Mirafiori, il cui risultato va comunque accettato, però adesso il re è nudo. Ora tocca a Marchionne dimostrare che ci mette i soldi, che ci sono dei nuovi modelli, che gli operai potranno veramente compartecipare agli utili se non contribuire alle decisione aziendali». Cesare Damiano, capogruppo dei democratici in Commissione Lavoro alla Camera, parla alla vigilia di un importante appuntamento. Oggi pomeriggio alle 18, presso la sala conferenze del Pd a Roma, si svolgerà un seminario di approfondimento che assume anche una valenza di grande attualità,come suggerisce il suo argomento: “Il settore dell’auto nella globalizzazione tra tutele e competitività. Tre casi a confronto: Fiat Chrysler e Volkswagen”. «Con questa iniziativa – spiega Damiano – vogliamo uscire fuori dalla trincea e capire come stanno veramente le cose. E per farlo occorre occuparsi della realtà all’interno delle fabbriche d’automobili, confrontare gli …

"L'inglese? Insegnatelo prima delle elementari", di Vera Schiavazzi

E se a Parigi pedagoghi come Michel Morel ironizzano sull´inglese non soltanto a 3 ma anche a 5 anni (“come si può imparare un´ora alla settimana la lingua di Shakespeare quando alla stessa età i bambini non conoscono ancora la propria?”), in Italia gli esperimenti più importanti in questo campo vengono cancellati, o semplicemente si esauriscono, per mancanza di fondi. È il caso di Torino, dove non ci sono più soldi – denuncia il Coordinamento genitori – per pagare insegnanti di madre lingua dedicati ai bimbi dell´ultimo anno delle scuole comunali d´infanzia, o della Sardegna, dove il massiccio investimento compiuto su Sardinia speaks english è durato tre anni ma ora appare incerto. Asili e scuole d´infanzia bilingui non mancano, come non manca l´autorganizzazione della madri, che a Roma come a Milano promuovono una volta a settimana la “merenda all´inglese”: con una cifra compresa tra i 50 e gli 80 euro da suddividere tra le famiglie, quattro o cinque bambini vengono intrattenuti con favole, filastrocche e canzoncine in inglese da un´insegnante madrelingua che fa anche da …

"A Torino, il progetto sperimentale di valutazione dei docenti proprio non passa…", a cura di flcgil.it

Ma il MIUR non si arrende all’evidenza e insiste, estende… Il messaggio è chiaro: va bene tutto purchè si faccia qualcosa, purchè si possa dire che il progetto è partito. Pezze a colori su un tessuto che non c’è. Dovevano trovare 20 scuole disposte a fare la sperimentazione nella città di Torino. Non le hanno trovate. Hanno allargato alla provincia. Ne sarebbero bastate anche 15 di scuole, ma nemmeno in tutta la provincia le hanno trovate. Ragionevolezza avrebbe suggerito di fermarsi, di chiedersi perché il progetto sulla valutazione dei docenti venga rifiutato in modo così massiccio. No, si persevera. Il 24 gennaio scorso il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, Francesco de Sanctis ha vergato una circolare regionale avente per oggetto proprio il progetto sperimentale, nella quale si assicura innanzitutto che il dottor Biondi, capo dipartimento del MIUR, incontrando i dirigenti scolastici dell’ambito territoriale torinese, ha fornito significative risposte in ordine alle proposte e ai quesiti precedentemente avanzati dalle scuole. Informa subito dopo che poiché si vuole (adesso?!!!) il coinvolgimento dei protagonisti, il campione …