Anno: 2011

«Non solo Pompei: così il ministro ha umiliato il Belpaese», di Luca Del Fra

Dopo ogni annuncio in pompa magna ecco i tagli, e poi i crolli e nei casi più drammatici anche le inchieste. Fenomenologia del filosofo che ha trasformato il permanente in transeunte… I galantuomini della cricca afflitti dall’inchiesta sulla protezione civile lo chiamavano «quello che lavora con Nastasi». Nessuna definizione scolpisce meglio. Sandro Bondi come ministro dei Beni e delle Attività Culturali (Mbac): un’ombra nascosta dietro il suo capogabinetto – il dinamico e discusso Salvo Nastasi –, mentre l’intero settore culturale italiano si sfarinava, tra la drammatica diminuzione delle risorse economiche pubbliche e gli sperperi. Predicatore di efficienza, nemico giurato dei cosiddetti privilegiati della cultura e quindi ministro assenteista quant’altri mai, Bondi in circa tre anni al Collegio Romano c’è stato poco, mostrando fin da subito un sovrano disinteresse per il suo dicastero. Il che non gli ha impedito di dettare le sue surreali linee guida per il Mbac già dalla primavera del 2008 quando, fresco di nomina e ancor gonfio della vittoria elettorale, al Teatro Argentina di Roma ha incontrato il mondo dello spettacolo per …

"La macchina del tempo della signora Gelmini", di Giovanni Belfiori

L’India avanza con una scolarizzazione di massa, l’Italia arretra con abbandoni scolastici tra i più alti in Europa. Il nostro futuro è segnato dall’insipienza di chi ci governa. C’è chi arretra e c’è chi avanza. C’è chi taglia e c’è chi investe. C’è chi si chiama Italia e chi India. Mentre da noi il terno terribile Berlusconi-Gelmini-Tremonti ha smantellato, nel giro di tre anni scarsi, la scuola pubblica, in India i dati relativi alla scuola sono : il 96,5% dei bambini indiani fra i 6 e i 14 anni va a scuola. Per un un paese che ha un miliardo e 200 milioni di abitanti, il dato è impressionante. In Italia i numeri della dispersione scolastica sono allarmanti. Nel 2009 la quota di giovani che ha interrotto precocemente gli studi è stata del 19,2% e ha collocato il nostro Paese in una delle posizioni peggiori nella graduatoria dei 27 Stati dell’Unione Europea (media 14,4% nel 2009). Le incidenze dell’abbandono scolastico raggiungono percentuali drammatiche in Campania Puglia, Sicilia e Sardegna dove quasi un giovane su quattro …

"L'orrore si racconta così" di Wlodek Goldkorn

Il 27 è il Giorno della Memoria. Ma gli ultimi testimoni della Shoah stanno morendo. Così il museo di Auschwitz ha deciso di cambiare. Perché il campo diventi anche uno spunto di riflessione sul nostro domani. Non potevano pensare, e tantomeno immaginare, i soldati dell’Armata Rossa che nella loro marcia verso Berlino, il 27 gennaio 1945 scoprivano l’esistenza del lager in Alta Slesia, che quel luogo sarebbe diventato il simbolo della Shoah e l’icona della Memoria. Avevano visto ben peggio, e prima, i militari sovietici: Treblinka, campo di sterminio dove 900 mila ebrei sono passati direttamente dai treni alle camere a gas; Sobibor e Belzec di cui perfino si stava perdendo la memoria, perché non c’erano praticamente superstiti. Ad Auschwitz trovarono pochi prigionieri, per lo più malati, ma comunque vivi (tra loro Primo Levi), baracche in muratura e in legno, i resti delle fabbriche dove lavoravano per la gloria del Terzo Reich e il profitto delle sue imprese i reclusi schiavi. Oggi, sono oltre un milione trecentomila le persone che nell’arco di un anno visitano …

Appalti G8, verso il processo "A Bertolaso case, soldi e sesso", di Carlo Bonini

Da Anemone a Balducci, in 22 sotto accusa: un patto criminale. Chiuse le indagini: “Per 11 anni hanno truccato il mercato e saccheggiato le risorse pubbliche”. Per 11 anni, «uno stabile sodalizio a delinquere» ha governato il Sistema dei Grandi appalti pubblici di questo Paese, «pilotandone le scelte», saccheggiandone le risorse, truccando il mercato, umiliando le regole di imparzialità e trasparenza. Per 11 anni, «un´associazione per delinquere ha commesso una serie indeterminata di corruzioni, abusi di ufficio, rivelazioni di segreto d´ufficio, favoreggiamenti, mettendo la funzione dei funzionari pubblici a disposizione di privati imprenditori, tra cui principalmente Diego Anemone e il gruppo di imprese a lui riconducibile». Perché, «di fatto, i funzionari pubblici hanno operato a servizio del privato e consentito che la gestione degli appalti avvenisse in maniera del tutto antieconomica per le casse pubbliche a favore degli imprenditori». E dei loro astronomici «profitti illeciti». In soli quattro anni, dal 2004 al 2009, e per il solo Diego Anemone e il suo occulto socio, il grand commis di Stato ed ex presidente del Consiglio superiore …

"Sachsenhausen, un monito per l'umanità", di Riccardo Valsecchi*

Era il lager modello dei nazisti. Oggi un museo. Le motivazioni che portarono alla deviazione nazista sono presenti ancora oggi. L’unico modo per evitare che degenerino è sapere cosa significava vivere sotto una dittatura, essere prigionieri in un campo. Sachsenhausen – È una giornata gelida e dalle nuvole sopra il cielo di Brandeburgo scende un misto di pioggia e neve che, appena giunge al suolo, si trasforma in poltiglia e fango. “Proprio lì dove siede lei ora”, spiega Günter Morsch, esperto di storia del nazismo e direttore del Museo della memoria di Sachsenhausen, “si trovava la scrivania di Anton Kaindl, l’ultimo famigerato Comandante delle SS assegnato a questo lager. Qui venivano prese le decisioni su tutto ciò che riguardava il campo.” Costruito nel 1936, Sachsenhausen è stato il primo vero e proprio campo di prigionia nazista: “Dal 1936 al 1945 sono state imprigionate circa 200 mila persone, di cui il 20% d’origine ebraica”, spiega Morsch. “Alla fine della guerra, quando i nazisti scapparono, restavano solo tremila prigionieri stremati dalla fame e dalle malattie”. “Sachsenhausen era …

"Confindustria: il mondo accelera ma l'Italia non tiene il passo", di Laura Matteucci

La ripresa globale «è tornata vigorosa », e «il 2011si presenta come l’anno della stabilizzazione delle aspettative e della riduzione dell’incertezza ». Un giudizio che vale per il mondo intero ma non per l’Italia, che «non tiene il passo». È Confindustria a sottolineare che il nostro Paese «fatica ad andare oltre l’1% nella velocità del Pil». Il problema, insomma, è ancora una volta la crescita, «su cui tutto il Paese si deve concentrare», come dice la presidente degli industriali Emma Marcegaglia. Segnali negativi, intanto, arrivano anche dai consumi. A livello globale «i ritmi di crescita restano differenziati: surriscaldati negli emergenti, soprattutto in Asia; elevati in Usa e Germania; deboli in molti paesi dell’eurozona». E l’Italia, spiega il Csc, «non tiene il passo: la produzione industriale è invariata in dicembre (-0,3% nel 4° trimestre; +1,1% in novembre). È del 17,8% sotto i livelli pre-crisi. Contrastanti i segnali dagli indici Pmi: in dicembre stagnazione nei servizi e maggiore vivacità nel manifatturiero, con l’afflusso di nuovi ordini». NOVITA’ STRAORDINARIE? Nel terzo trimestre2010è proseguita la flessione dell’occupazione (-0,2% sul …

Sospesa l'Assemblea Nazionale PD a Napoli

Bersani chiede chiarezza: “I problemi che sono emersi a Napoli dopo le primarie non possono condizionare il lavoro che si sta facendo nel Paese per costruire un’alternativa. Chiedo un immediato incontro alla coalizione di centrosinistra che ha organizzato le primarie a Napoli per dare una risposta politica convincente ai problemi emersi dalla consultazione”. Bindi: “L’Assemblea sarà riconvocata nel mese di febbraio”. “Adesso bisogna fare chiarezza. I problemi che sono emersi a Napoli dopo le primarie non possono condizionare il lavoro che si sta facendo nel Paese per costruire un’alternativa. Ho chiesto alla presidente Rosy Bindi di sospendere l’Assemblea nazionale, concepita anche per il lancio della candidatura a sindaco decisa dalle primarie, e chiedo un immediato incontro alla coalizione di centrosinistra che ha organizzato le primarie a Napoli per dare una risposta politica convincente ai problemi emersi dalla consultazione, al di là delle determinazioni procedurali della Commissione di garanzia. Ritengo che questo sia il modo più onesto e serio di corrispondere efficacemente alla straordinari volontà di partecipazione che i cittadini di Napoli hanno dimostrato. Dobbiamo infatti …