"Rai, Masi: applausi bipartisan", di Maria Zegarelli
Il pubblico «attivo» ospite nei programmi di approfondimento dovrà essere sapientemente dosato o, se volete, equamente schierato, a prescindere da quello che si dirà in studio. Altrimenti, la Rai farà meglio a rinunciarci, come annuncia il direttore generale, Mauro Masi, tornato ieri alla carica con una circolare vincolante. Per dovere di cronaca: a porre la questione del pubblico era stata nei giorni scorsi la sottosegretaria Daniela Santanché che si era vista negare l’ingresso ad Annozero di una sessantina di suoi supporter. Qualche collegamento? Sicuramente una coincidenza. Sta di fatto che ieri mattina la missiva del Dg è stata recapitata ai direttori di Rete e a quelli di Testata della Rai per ricordare che la presenza del pubblico in sala è da ritenere «un elemento di responsabilità precipuamente gestionale e pertanto pienamente riconducibile alla specifica responsabilità dei Direttori di Rete e di Testata (e quindi non può essere attribuita, più o meno tacitamente, a scelte autonome dei conduttori e/o autori di prodotti editoriali)». Bilancia o blindatura? Pubblico pesato con il bilancino dunque, nessun riferimento ad una …
