Anno: 2011

"Effetto Fiat. Picconate sul contratto nazionale", di Luigina Venturelli

Eccolo, infine, il tanto annunciato e temuto «effetto valanga» scatenato da Marchionne sulle relazioni industriali italiane: un contratto aziendale alternativo a quello nazionale, che consenta alle imprese di qualsiasi settore di prescindere dalla normativa generale senza accollarsi la scocciatura di uscire, anche solo temporaneamente, da Confindustria. LA PROPOSTA DI SANTARELLI Gli osservatori più accorti l’avevano previsto mesi fa, alle prime battute della vertenza Pomigliano. Adesso la cancellazione del contratto nazionale di lavoro come cornice obbligatoria di diritti e doveri, valida dalle Alpi alla Sicilia, è stata messa nero su bianco, pensata da Federmeccanica e subito convalidata dalla presidente di Confindustria. L’idea allo studio è quella di riformare il modello contrattuale del 2009 prevedendo la possibilità che «il contratto aziendale sia sostitutivo di quello nazionale» e non più solo integrativo. Per le industrie meccaniche, ma non solo. Emma Marcegaglia l’ha definita «una «proposta immediata e tempestiva di modernizzazione», citando il solito modello Germania ed aprendo all’alternatività del contratto nazionale in tutti i settori produttivi: «È una possibilità». «Stiamo facendo un ulteriore passo avanti rispetto al sistema …

"Scuole, arriva la lista dei libri proibiti", di Carlo Brambilla

Il Veneto ai presidi: “Diseducativi” La Regione: no agli autori pro-Battisti. Censure a Saviano nelle biblioteche. «Non chiediamo nessun rogo di libri, intendiamoci. Semplicemente inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l´appello a favore di Cesare Battisti», dice l´assessore regionale all´istruzione Elena Donazzan, 39 anni di Bassano del Grappa, pidiellina fervente cattolica, con alle spalle una militanza nel Fronte della Gioventù e un passaggio in An. «Un boicottaggio civile è il minimo che si possa chiedere davanti ad intellettuali che vorrebbero l´impunità di un condannato per crimini aberranti», sbotta annunciando una lettera a tutti i presidi. La sua crociata arriva dopo la “sparata” dell´assessore alla cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, che aveva detto: «Via quegli autori dalle biblioteche pubbliche». Ora a chiederne ufficialmente la censura nelle scuole è l´assessore regionale. Al suo fianco il presidente della Regione Luca Zaia, che definisce la vicenda Battisti «abominevole». E tuona: «I delinquenti vanno messi in galera, non lasciati liberi». Intanto …

"Il suo destino non è quello del Paese", di Luigi La Spina

Il videomessaggio con il quale il presidente del Consiglio ha comunicato agli italiani la decisione di non presentarsi alla procura di Milano e la volontà di varare una legge per punire quei pm che lo accusano annuncia, purtroppo, una linea di difesa inquietante. Destinata ad aggravare sia lo stato di turbamento del Paese, sia l’immagine di discredito internazionale che, in questi giorni, si sta riversando sull’Italia. Berlusconi ha lanciato un appello drammatico alla maggioranza che lo ha eletto perché, in maniera compatta, unisca il destino della nazione al suo destino personale. Senza comprendere che l’istituzione che presiede, il governo della Repubblica, deve rappresentare non solo coloro che l’hanno votato, ma tutti gli italiani. Ecco perché la sua sfida alla magistratura, in nome del consenso popolare, rischia di aver gravi conseguenze sull’ordinamento e sull’equilibrio dei poteri dello Stato, fondamenti della nostra democrazia. Il presidente del Consiglio ha diritto, come tutti i cittadini, di veder rispettata la presunzione d’innocenza davanti alle infamanti accuse che la procura di Milano gli ha rivolto. Un principio costituzionale di elementare civiltà …

"La dignità per legge", di Livia Turco

Ha ragione Claudia Mancina, quando afferma nell’articolo comparso su questo giornale, che sui temi etici l’ambizione del Pd non può essere solo quella di consentire la libertà di coscienza bensì quella di costruire un nuovo pensiero attraverso il confronto, il dialogo e il reciproco riconoscimento di approcci culturali e visioni etiche differenti. Sul testamento biologico questo sforzo è stato ricercato e praticato dal Pd nel corso di questa legislatura attraverso momenti significativi. In particolare rammento e mi sono cari anche dal punto di vista umano i “mercoledì” del gruppo Pd della commissione affari sociali della camera in cui persone molto diverse tra loro si sono confrontate ed hanno costruito una proposta importante utilizzando il prezioso lavoro precedentemente svolto al senato. È emersa una proposta tradotta in 100 emendamenti al testo Calabrò animata da un filo conduttore: la legge deve essere mite, deve sostenere e valorizzare «il sacrario della coscienza e la comunione degli affetti» per usare una bella espressione del teologo Bruno Forte. Una legge mite, che parte dal presupposto che il valore in gioco …

Scuola, Istat: "Italia fanalino di coda per risorse, in pole position per abbandoni"

La responsabile Scuola del PD Francesca Puglisi commenta i dati dell’indagine “Noi Italia” che confermano il declino del sistema di istruzione italiano, smantellato dai tagli di Tremonti e mortificato da politiche umilianti per insegnanti e studenti. Il nostro Paese investe meno della media europea in Istruzione e ha un tasso di abbandono scolastico abnorme: la conferma non arriva dall’opposizione ma dai dati ISTAT. Quindi, se davvero vogliamo raggiungere gli obiettivi di Europa 2020, che chiedono al nostro Paese di dimezzare il tasso di dispersione scolastica e triplicare il numero di laureati, dobbiamo capovolgere ciò che sta facendo il Governo. E allora la ricetta non va cercata nei tagli lineari ma negli investimenti per l’estensione del tempo pieno con le compresenze nella primaria in tutto il Paese (nelle regioni dove il tempo pieno è diffuso i livelli di apprendimento sono più alti); investimenti nella didattica laboratoriale (i dati denunciano che i nostri ragazzi continuano ad andare male in scienze rispetto ai coetanei europei); investimenti nella formazione continua degli insegnanti per aggiornare la didattica e nella dotazione …

In Italia, una donna su due non ha lavoro e non lo cerca

E’ la percentuale più bassa dei 27% paesi Ue dopo Malta. Un giovane su cinque è nella stessa situazione. L’Italia non è un paese in salute, soprattutto per giovani e donne: una su due non ha lavoro e ha anche rinunciato a cercarlo. Stesso destino per un giovane su cinque: non studia e anche lui ha rinunciato a cercare un posto di lavoro. E’ la fotografia con molti toni grigi che descrive come sta andando il paese, come risulta da oltre 100 statistiche tra aspetti demografici ed economici, culturali e sociali. Si chiama “Noi Italia” ed è un dossier curato dall’ Istat, (clicca qui per la versione integrale). In Italia, quindi, un giovane su cinque non studia, nè lavora: i ragazzi «non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un’attività lavorativa, sono poco più di due milioni, il 21,2% tra i 15-29enni (anno 2009), la quota più elevata a livello europeo». Il tasso di inattività femminile italiano nel 2009 (48,9%), è stato il secondo più alto dell’Ue a 27, inferiore solo a …

Le parlamentari Pd: Berlusconi calpesta la dignità delle donne

L’on. Ghizzoni e la sen. Bastico tra le firmatarie della richiesta di dimissioni del premier. Ci sono anche due parlamentari modenesi del Pd – l’on Manuela Ghizzoni e la sen. Mariangela Bastico – tra le firmatarie della richiesta di dimissioni di Silvio Berlusconi presentata dalle deputate democratiche. “La dignità delle donne e delle istituzioni – si legge nell’appello – non può essere ulteriormente calpestata: Berlusconi si deve dimettere. Siamo all’ultima fermata, quella dei festini con le minorenni, della sovrapposizione fra vita privata e ruolo pubblico del premier, abituato a comprare tutto: aziende, deputati, donne. Non in nostro nome, Presidente Berlusconi. Restituisca la dignità che ha scippato alle donne, al Parlamento, al Paese. Si Dimetta”. Parole che riecheggiano nella lettera aperta che le donne della segreteria del Pd hanno indirizzato al Presidente del Consiglio per invitarlo a rassegnare le dimissioni. Nella lettera si punta il dito sull’imbarazzo di un intero Paese causato dal comportamento del Premier, che riduce le donne a merce e oggetto di scambio. Mentre, come conclude la lettera aperta “le donne di questo …