Anno: 2011

"Chiarimenti che non chiariscono ancora sulle sperimentazioni ministeriali per premiare la qualità nelle scuole", di Antonio Valentino

Chiariscono poco in verità i “chiarimenti” forniti dal Comitato Tecnico Scientifico – CTS – (Nota ministeriale del 20 dicembre u.s.) sulle sperimentazioni che dovrebero premiare, in alcune province italiane, i docenti più apprezzati e le scuole con performance migliori. Questa è almeno la valutazione di chi, nonostante la pesantezza della situazione complessiva dei nostri istituti (o forse proprio per questa?) è ancora disposto a dare credito a quanto potrebbe aiutare a introdurre elementi di “movimento” e quindi, in prospettiva, di miglioramento per il nostro languente sistema scolastico. La nota introduttiva ai “chiarimenti”, a firma del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse, parla, certamente con cognizione di causa, di un “dibattito serrato” sul Progetto di sperimentazione e rileva come in esso sarebbero emerse “preoccupazioni e informazioni non corrette”. Ma il riferimento è stranamento circoscritto alla sola sperimentazione che mira a premiare i docenti più apprezzati. Non si accenna minimamente a quella sulla valutazione delle scuole, su cui non poche sono state le perplessità sollevate da più parti. Sperimentazione, quest’ultima, che, come si sa, …

«Più ricchi e più poveri: foto di gruppo di un Paese diviso» di Luca Lando

La strana unità d’Italia. Un ricco Paese di poveri: ecco l’Italia che si appresta a celebrare i 150 anni di Unità nel segno della diseguaglianza e delle difficoltà. E sempre più lontana dall’Europa. Nell’anniversario dell’Unità gli indicatori economici mostrano una nazione gravemente frammentata: cresce la povertà e aumenta il divario fra redditi Alla faccia dell’Unità. Certo, con l’aria che tira è meglio non andare per il sottile e celebrarli davvero questi 150 anni, con tanti saluti a chi vorrebbe passare oltre o addirittura tornare indietro. Il guaio è che per smontare le fissazioni leghiste, finiamo per parlar d’altro. E per rispondere all’ipotesi insulsa di un improbabile stato padano, dimentichiamo di affrontare i problemi reali di un concreto stato italiano. Insomma, se non fosse per i teorici delle camicie verdi, oggi al governo, questi 150 anni sarebbero l’occasione per celebrare criticamente l’Unità d’Italia. Ponendosi in tutta libertà una domanda semplice ma importante: l’Italia, questa Italia, è davvero unita? Centocinquant’anni dopo siamo davvero una nazione? O non siamo piuttosto un collage di realtà diverse. Uno spezzatino di …

I migliori cervelli? Sono nel pubblico. Bologna vince la hit della ricerca italiana *

L’Alma Mater in cima alla classifica stilata da Via-Academy, accademia virtuale nata ‘bottom-up’, dal basso, a Manchester, per volontà di cervelli emigrati. I migliori istituti di ricerca italiani non sono privati, ma pubblici Bologna si riscopre capitale italiana della ricerca. Un traguardo prestigioso che viene certificato dall’indagine di Via-Academy, un’accademia virtuale nata ‘bottom-up’, dal basso, a Manchester, per volontà di cervelli emigrati come Mauro Degli Esposti (biologo ricercatore a Manchester), Silvia Massini (Business School di Manchester), Lucio Piccirillo (astrofisico nello stesso ateneo). L’Alma Mater batte istituti privati e altri atenei italiani, collocandosi in cima alla classifica dei poli di ricerca grazie alle scoperte e all’impegno dei suoi ricercatori, accreditate prima di tutto da altri studiosi che citano le pubblicazioni dei “cervelli” bolognesi. Nella top ten degli istituti di ricerca italiani – ma la tendenza vale anche per le quaranta posizioni successive – la maggioranza sono realtà pubbliche: Bologna, appunto, poi il Cnr e la Statale milanese, poi Padova, la Sapienza di Roma, Torino, l’Inaf – l’Istituto nazionale di astrofisica. Un istituto privato compare in ottava …

«L'eclisse di sole e l'eclisse della ragione», di Franco La Cecla

Le eclissi sono imprevisti che vanno corretti. Questa è l’interpretazione che ricorre nelle tradizioni antiche e nelle culture indigene. Per i tartari dell’Altai è un vampiro che ha occupato la luna. Per gli armeni di tradizione persiana si tratta di una vacca primordiale che si è frapposta tra sole e luna. Per gli eschimesi si tratta di un incesto tra pianeti. Nella Mesoamerica di tradizione Maya l’eclisse era un momento estremamente critico. Se la luce della luna o del sole va via, è la vita che se ne va. La risposta di molti popoli amazzonici è ancora una gran confusione, ci si mette a urlare e a lanciare frecce contro la luna, si fanno cose che manifestano un disordine del mondo: dall’orgia rituale all’inversione dei ruoli, a una angoscia generalizzata. E si mettono in atto rituali per ristabilire l’ordine interrotto, come se si dovesse rimettere in moto il procedere del mondo, rituali di circoambulazione per accompagnare di nuovo la luna nel suo giro. È importante però proteggere dagli effetti nocivi dell’eclisse alcuni animali, le donne …

«Nel 2010 seimila aziende in cassa integrazione», di Cristina Casadei

2010: l’anno delle 6mila aziende in cassa integrazione straordinaria. Della cassa in deroga che cresce del 250% rispetto all’anno prima. Della cassa integrazione che, nel complesso, ha di gran lunga superato il miliardo di ore autorizzate, mentre nel 2009 era arrivata solo molto vicina ai nove zeri che tanto preoccupano i sindacati. In attesa di conoscere gli ultimi dati relativi a dicembre, che dovrebbero essere diffusi dall’Inps tra oggi e domani, qualunque confronto dei numeri porta a concludere che per il lavoro il 2010 verrà ricordato come l’anno della cassa integrazione straordinaria e in deroga. E forse non è il migliore ricordo perché la cigs e la cigd non sono necessariamente il preludio di un rientro al lavoro, soprattutto senza segnali forti di una ripresa economica a cui potrebbe legarsi quella dell’occupazione. Mentre i numeri dei lavoratori coinvolti stanno diventando importanti: secondo una rielaborazione dell’ufficio studi della Cgil, che si ferma a novembre, nel 2010 i lavoratori in cigo a zero ore sarebbero 163.452, quelli in cigs circa 227.344, mentre quelli in cigd 179.197: sommati …

«Scuole occupate, raffica di denunce a Milano», di Davide Carlucci

La procura indaga sugli studenti. Il vicesindaco: il Comune parte civile nei processi. La protesta: “Ragazzi sotto accusa solo per aver manifestato, mai successo” MILANO – Il primo fascicolo d´indagine è stato affidato al pm Grazia Pradella. Il magistrato – che nella sua carriera si è occupato di casi come la strage di piazza Fontana o le morti per malasanità alla clinica Santa Rita – ora dovrà valutare se decine di studenti appena maggiorenni che a novembre hanno occupato le scuole superiori di Milano per protestare contro la riforma Gelmini, hanno commesso o no i reati di occupazione abusiva e violenza privata. L´inchiesta è una conseguenza della decisione di alcuni presidi di denunciare i liceali alla Digos e ai carabinieri. Le informative delle forze dell´ordine, alle quali sono allegati gli elenchi dei ragazzi identificati con tanto di foto segnaletiche, stanno arrivando in questi giorni in procura. La prima riguarda il liceo artistico Caravaggio, sgomberato il 18 novembre dagli agenti in tenuta antisommossa, che provvidero a far rimuovere i banchi che bloccavano l´ingresso. In quell´occasione furono …

«Nuove regole per investire sull'università», di Francesco Profumo *

Caro direttore, nell’ormai lontano 1989 fu approvata la legge dell’autonomia universitaria (legge Ruberti), che consentì agli atenei di essere istituzioni che devono rispondere del loro operato ad un soggetto esterno di valutazione. Fu una riforma epocale per un sistema universitario che era stato fino ad allora fortemente centralizzato e privo di autonomia. Il ministero dell’Istruzione «dettava le regole» e le singole università le «applicavano»: per quello che si doveva insegnare, per come si doveva spendere e per come scegliere i temi della ricerca scientifica. L’obiettivo principale della nuova legge fu quello di rendere (in prospettiva) gli atenei autonomi e responsabili, legando una parte del finanziamento del ministero al raggiungimento di specifici obiettivi. Nei primi Anni Novanta, le università scrissero «da sole» la loro mini-costituzione, ovvero lo statuto. Successivamente, il primo passo concreto dell’autonomia fu la responsabilizzazione dei centri di spesa delle università, meglio nota come autonomia finanziaria degli atenei. A seguire, furono attuate l’autonomia didattica e quella relativa al reclutamento del personale docente e tecnico amministrativo. Dopo vent’anni dall’approvazione della legge, si può affermare che …