Anno: 2011

«Caso Fiat, l’appello di Napolitano «Ritrovare un dialogo costruttivo»", di Marzio Breda

«Ci attendono prove molto impegnative. Occorre uno scatto, una mobilitazione. E bisogna soprattutto tenere aperta la linea di comunicazione con le generazioni più giovani, i cui problemi sono esattamente quelli del futuro dell’Italia» . Giorgio Napolitano torna al cuore del suo messaggio di Capodanno e usa ancora il linguaggio della verità. Esprime cioè senza illusioni o vaghezze i termini del proprio ragionamento, nel quale ripropone l’urgenza di una missione collettiva mirata sui giovani— «perché le loro ansie diventino l’assillo di tutti» —, fondata sulla coesione nazionale e su un diverso approccio alle emergenze che ci stanno davanti. La prima delle quali, per ragioni di calendario, riguarda la prova di forza sul destino dello stabilimento di Mirafiori. Il capo dello Stato ne parla a Napoli (dove si è concesso un po’di riposo a Villa Rosebery), in risposta ai cronisti che lo intercettano al termine di una visita al Pio Monte della Misericordia. Presidente — gli viene chiesto — il debutto della «doppia Fiat» in Borsa è stato premiato dal successo, ma resta assai discusso dai lavoratori: …

«Padova, il calendario della discordia cancellati 25 aprile e Primo maggio», di Filippo Tosatto

Iniziativa della Provincia per le scuole. Insorge il Pd: ritiratelo. Nessun accenno a Liberazione e Festa dei lavoratori: in compenso c´è il Capodanno veneto PADOVA – Nel Veneto ai tempi della Lega, il Primo maggio non coincide più con la festa del lavoro e il 25 aprile celebra la Pasquetta e San Marco, non certo la liberazione del Paese dai nazifascisti. Resiste ancora la festa della Repubblica del 2 giugno mentre spuntano nuovi appuntamenti, dal 28 febbraio con il “Bati marso” (una sorta di Capodanno veneto) al 25 marzo dedicato al “ricordo del Popolo veneto”; e ancora, le ricorrenze familiste della mamma o dei nonni elevate a pietre miliari dell´anno. È il calendario 2011 stampato in 50 mila copie dalla Provincia di Padova, e ha il suo artefice nell´assessore all´identità veneta Leandro Comacchio, esponente del Carroccio. Corredato da disegni e filastrocche, in occasione della Befana è stato inviato a tutte le scuole elementari perché sia distribuito ai bambini. Ma c´è chi non ha gradito. È il caso dell´amministrazione di Solesino, un piccolo centro retto dal …

«L'inflazione ritorna a preoccupare», di Franco Bruni

Le statistiche italiane e dell’area dell’euro mostrano che nel 2010 l’inflazione ha accelerato. In parte ciò dipende da una qualche ripresa dell’attività economica, che era precipitata l’anno precedente. Ma la disoccupazione è stata tanta e crescente. Non è certo il mercato del lavoro a spingere la dinamica dei prezzi. È invece colpa dei margini dei settori meno competitivi, dove i produttori e i commercianti hanno più potere di mercato, come quello dell’energia, e delle quotazioni di materie prime e prodotti agro-alimentari, che crescono insieme alla domanda impetuosa dei Paesi emergenti e sono spesso gonfiate dalla speculazione. Per ora l’aumento dei prezzi al consumo rimane prossimo al tetto del 2% fissato dalle autorità monetarie. Ma non mancano ragioni per preoccuparsi, visto che il tetto è raggiunto in presenza di andamenti tutt’altro che brillanti della domanda di beni e servizi, della produzione e dell’occupazione. Il pericolo è che un più alto tasso di inflazione entri nelle aspettative di medio termine dei consumatori e dei risparmiatori, delle imprese e dei lavoratori. Se crescono le attese di inflazione essa …

«Cari Cofferati e Damiano questa è una sconfitta…», di Carlo Ghezzi*

Ho letto ieri su l’Unità le interviste di Cesare Damiano e di Sergio Cofferati sul caso Fiat e devo francamente dire che entrambe non mi hanno convinto a partire dall’analisi di fondo su quanto accaduto. Innanzitutto non partono dal fatto che alla Fiat la Fiom-Cgil ha subito una pesante sconfitta paragonabile a quella gravissima, subita sempre a Mirafiori, nel 1955 nel rinnovo della commissione interna e nel 1980 dopo la marcia dei 40.000. Poco importa se, come sottolinea Damiano, l’accordo di Mirafiori sia un po’ meno peggio di quello di Pomigliano, nè regge la sua tesi di una lettura articolata. E’ un accordo a perdere. Punto e basta. Quando si perde una battaglia non si può negarlo, si può solo cercare di ottenere un trattato di pace meno umiliante e rimettersi alacremente al lavoro per ricostruire il proprio futuro. Anche quando vi sono lesioni dei diritti contrattuali sottoscritti tra le parti. E non è affatto la prima volta che accade. Voglio ricordare a Cofferati che il 31 luglio del 1992 – insieme a Bruno Trentin …

«Studenti a prova di fiducia», di Roberto Ciccarelli

Dopo il 14 dicembre e l’incontro con Napolitano, i giovani più «sfiduciati» d’Europa preparano le nuove iniziative per bloccare la riforma dell’università. A partire dallo sciopero Fiom del 28 gennaio Il movimento no-Gelmini ha dunque avuto un esito rassicurante. Dopo avere distinto i «violenti» protagonisti del tumulto del 14 dicembre a Roma dagli studenti «non violenti» che hanno parlamentato con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una settimana dopo, l’ordine del discorso è stato riportato allo zero. Gli studenti, cioè i ragazzi tra i 18 e i 30 anni più disoccupati d’Europa (il 28 per cento, mentre più alto è il tasso di «sfiduciati» che il lavoro nemmeno lo cercano o, più semplicemente, lavorano «in nero») hanno avuto un buon voto sui quaderni delle loro doglianze e sono andati in vacanza soddisfatti. L’«unico interlocutore» ha ribadito che sul loro futuro si gioca il destino della democrazia. All’apice della commozione nazionale, nessuno però ha ricordato la «profezia» del presidente dell’Inps Antonio Mastropasqua il quale ha sostenuto che «se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati …

Blocco dei tribunali, parte il duello Alfano-Tremonti

L’Anm (associazione nazionale magistrati) annuncia il “rischio di paralisi totale della Giustizia” a causa del blocco informatico causato dai tagli imposti dal ministero dell’Economia a quello della Giustizia. La colpa, secondo il sindacato delle toghe, questa volta non sarebbe però del Guardasigilli Angelino Alfano, ma del collega Giulio Tremonti. Alfano risponde al presidente e al segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, spiegando di “aver chiesto aiuto a Tremonti, senza averlo finora ricevuto”. Si consuma così l’ennesimo strappo tra colui che è considerato da molti il delfino, il successore naturale di Berlusconi, stiamo parlando di Alfano, e colui che al momento ne è considerato l’antagonista, Tremonti, pronto a farsi strada al posto del premier. Il Guardasigilli sulla questione blocco informatico però non cede al pessimismo e annuncia sibillino: “Non dispero – spiega riferendosi a un intervento del ministro dell’Economia – perché conosco la sua sensibilità per l’informatizzazione. Intanto faccio da solo. Farò l’impossibile e confido proprio di riuscirci, anche se i margini di manovra sono strettissimi”. “Salveremo il servizio. Siamo al lavoro e …

La lezione di stile di un innocente *

In un’Italia perennemente in ostaggio dei “15 minuti di celebrità” predetti a chiunque da Andy Warhol, era pressoché scontato che passasse sotto silenzio il gesto di ribellione di Marco Previati. Che si è rivelato un modello di anti-retorica. Arrestato il 31 dicembre perché «fortissimamente sospettato» dagli inquirenti per l’attentato alla sede della Lega di Gemonio e scarcerato il 3 gennaio perché le accuse a suo carico erano, secondo il gip, dettate da «delazioni nate per piaggeria», il 21enne operaio ha preferito dribblare la selva di taccuini e telecamere che lo aspettavano all’uscita del carcere dei Miogni. «Sono contento di essere uscito, ma sono stanco e adesso voglio solo riposare», queste le uniche parole pronunciate dal giovane mentre lasciava il penitenziario varesino. Con in mano una busta di plastica gialla contenente i suoi pochi effetti personali e tanta rabbia per le tre notti passate in cella. Il suo silenzio è parso ancora più assordante se paragonato alla continua ricerca dei riflettori a cui altre vicende recenti ci avevano abituato. E qui il pensiero va ad Avetrana …