Anno: 2011

«Numeri in libertà sul federalismo», di Massimo Bordignon

Giorni di festa con i giornali pieni di stime degli effetti del federalismo sulle entrate dei comuni capoluogo di provincia italiani, con tanto di vincitori e vinti. Ma hanno senso questi numeri? Difficile rispondere. Il vero problema è l’ambiguità dello schema di decreto sul quale quelle stime si basano. Dice poco su quello che avverrà da qui al 2014 e nulla su quello che succederà dal 2014 in poi. Un nuovo esempio di federalismo annunciato, senza che i problemi siano veramente affrontati. A Santo Stefano i giornali si sono riempiti delle stime, dovute a un senatore del Pd, Marco Stradiotto, sugli effetti del federalismo prossimo venturo sulle entrate dei comuni capoluogo di provincia italiani, con tanto di vincitori, generalmente al Nord, e di perdenti, generalmente al Sud. Ma hanno senso queste stime? Difficile rispondere. Al di là dei numeri, il vero problema è che lo schema di decreto a cui le stime fanno riferimento è ambiguo; dice poco su quello che succede da qui al 2014 e nulla su quello che succederà dal 2014 in …

"Rosarno un anno dopo Ancora crisi, ancora paura. E sempre più lavoro nero", di Gianluca Ursini

Il 7 gennaio 2010 si scatenò la rivolta e la caccia all’uomo lungo le strade Oggi i migranti sono 800 circa e come allora nessuno raccoglie le arance…Per le strade intorno Rosarno, i campi dal verde fosco sono punteggiati dal sole: mèlange di arance abbandonate. «A 5 centesimi al chilo, andateveli a raccogliere voi», sbeffeggiano il forestiero amareggiati i caporali a tarda sera, sulla statale 118 che attraversa la Piana e unisce una realtà metropolitana di paesini divisi da ettari di agrumeti e uliveti centenari: Rizzìconi, Rosarno, Laureana, Drosi, San Ferdinando, Taurianova e giù verso il mare le luci del porto di Gioja. Rumeni, Bulgari, magherebini, persino un improbabile argentino biondo come un Gesù che di giorno fa il cassiere all’Iper, guidano i furgoncini da dove smontano gli africani, la minoranza. Per la gran parte, un migliaio di bulgari, macedoni, rumeni e ucraini che dopo la rivolta del 2010 non se ne sono mai andati, mai stati espulsi. Chi perché comunitario,chi perché bianco. E qui di troppo erano solo i nivuri. Gli africani, che nel …

"Altro che ultimatum la Lega è implosa", di Francesco Lo Sardo

La leadership calante di Bossi, la gestione della crisi, il federalismo monco: il Carroccio non è più una macchina da guerra. Fare la voce grossa e fumo sul federalismo conviene. Non soltanto per andare all’incasso del decreto sulla fiscalità comunale entro fine mese, ma anche per tener meglio occultate dietro un’impenetrabile cortina di ferro le tensioni che squassano in una sorta di clima da dopo-Bossi, nelle roccaforti della Lombardia e del Veneto, l’ultimo partito stalinista d’Occidente: la Lega. Tre giorni fa Bossi aveva tirato un siluro micidiale contro il suo ministro Maroni denunciando implicitamente, insieme alle “cimici” ritrovate in casa, un grave difetto (o un eccesso?) di “attenzioni” nei suoi confronti. Ieri è stato di nuovo lui, Bossi, con una frase apparentemente buttata lì a caso, a segnalare la punta di un altro iceberg: il caos che regna nella Lega nella regione più leghista d’Italia, il Veneto del Carroccio al 35,2 per cento. «Si va al congresso e chi vince sarà designato, basta che non sia un rompipalle, uno che non si faccia intrappolare dai …

"Perché le nuove generazioni sono rimaste senza futuro", di Benedetta Tobagi

Il presidente Napolitano li ha messi al centro del suo discorso di fine anno. Evidenziando le contraddizioni di un´epoca che sembra togliere speranze e possibilità. Gli anni Cinquanta partorirono la generazione dei ribelli alla James Dean poi venne l´ondata del Sessantotto. Oggi scendono in piazza per gridare che non vogliono pagare la crisi E sono il simbolo non di una rivoluzione ma della nostra angoscia Il presidente della Repubblica, 85 anni, ha pronunciato ben 19 volte la parola “giovane” e derivati nel suo messaggio alla nazione di fine anno: i dati sul malessere giovanile devono diventare un “assillo comune”, altrimenti “la partita del futuro è persa, non solo per loro, ma per tutti”. I disordini dicembrini, certo, la dimensione internazionale della protesta universitaria e del dramma del precariato, ma le parole di Napolitano attingono a una radice più profonda. L´immagine dei giovani è sovraccarica di significati simbolici, catalizza le angosce di una società e le sue aspettative per il futuro. Incarna le possibilità di grandezza e di riscatto di un paese: per questo i regimi …

La Camusso scrive a Tremonti e Sacconi:«Non bastano i soldi per il fondo occupazione»

La Cgil lancia l’allarme sulle risorse necessarie per il fondo occupazione. Il segretario generale del sindacato, Susanna Camusso, in una lettera aperta ai ministri dell’Economia e del Lavoro, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi sottolinea che le risorse messe in campo per fronteggiare gli effetti della crisi sull’occupazione «non basteranno» e che «si corre un rischio fortissimo di terminarle nel primo semestre». La legge di stabilità – scrive Camusso – prevede che il Fondo per l’occupazione sia incrementato nel 2011 di un miliardo di euro e che queste risorse servano per rifinanziare gli ammortizzatori in deroga, le politiche del lavoro e all’occorrenza le regioni possano utilizzarli per coprire i problemi del trasporto pubblico locale. Facendo i calcoli sulle varie misure per la cassa integrazione in deroga resterebbero solo 33 milioni». Il sindacato infatti ha provato a ricostruire la destinazione delle risorse del Fondo: 45 milioni per gli ammortizzatori sociali per le aziende del commercio da 51 a 200 dipendenti; 45 milioni per l’iscrizione nelle liste di mobilità dei licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti; …

"Il giuramento di Silvio: mai donne di sinistra", di Filippo Ceccarelli

In genere certe storie si capiscono dopo. Quando tutto è finito. E la fine, o almeno qualcosa che assomigli a una “finis regni”, è da tempo nell´aria, nonostante tre o quattro voti di maggioranza. Spiace qui dover utilizzare un tono oracolare. E non solo perché il vaticinio sull´esaurimento del ciclo berlusconiano è sempre andato a buca. Ma ancor più dispiace ricorrere a questo timbro vagamente apocalittico perché la materia è quella che è. Materia bassa. Pettegolezzo. Gossip. Più precisamente: un´eventuale “tresca”, cioè un intrico amoroso e/o carnale. E presidenziale, tanto per cambiare. Ma da lanciare in una direzione esattamente opposta a quella che finora ha visto il Cavaliere alle prese con minorenni marocchine, o napoletane, escort baresi o reggiane. E quindi: a quale figura accoppiare, sia pure ipoteticamente, Berlusconi per ripulirlo da quel genere di frequentazioni? Facile: a una quarantenne di sinistra. La potenza del gossip sta nell´ambigua concisione e nell´intensità allusiva, oltre che evocativa. Ecco quel che si è potuto leggere lunedì 3 gennaio su Dagospia: “Tra i botti di Capodanno, questa chicca da …

«Finalmente un confronto che vale», editoriale da Europa Quotidiano

All’interno dei partiti esplodono spesso conflitti che non riguardano minimamente scelte importanti per i cittadini, non dicono nulla di chi li anima, servono solo a regolare rapporti di forza e di potere interni. È il rischio corso da Fini nel corpo-a-corpo con Berlusconi; è quanto accade in maniera sorda ma violenta dentro alla Lega; è la sindrome che ciclicamente travolge il Pd e lo trascina un po’ più lontano dalla vita reale. La maledizione della autoreferenzialità potrebbe spezzarsi finalmente sulla Fiat, su Marchionne, sul sindacato. Di nuovo è il Pd il teatro principale dello scontro, ma stavolta chi soffre per l’unità infranta può consolarsi: ci si batte per qualcosa che ha un senso, perché il contratto di Mirafiori è ormai diventato il paradigma di come affrontare i mutamenti strutturali della produzione e del lavoro. Siamo pienamente nella parabola storica delle molte sinistre d’Italia, nel cuore dell’identità stessa di un partito progressista e del lavoro. Precipita la questione sulla quale i riformisti hanno provato le loro timide rotture con la tradizione (fin dai tempi del Pci), …