«Tremonti-Berlusconi, restano le distanze», di Marco Galluzzo
Doppio no alla riduzioni delle tasse e quoziente familiare MILANO – Berlusconi sogna di intercettare la ripresa, di irrobustirla, ripete che la Confindustria ha le sue ragioni, che bisogna dare ossigeno alle imprese, e anche alle famiglie, a tutti insomma, perché oggi finalmente si può fare, il peggio della crisi è alle nostre spalle e si scorgono i primi segnali di una stabilizzazione verso l’altro delle curve dei prodotti interni. Berlusconi compulsa i dati economici e sofferma l’attenzione su quelli positivi. Tremonti no. O non solo. Riconosce i segnali ma sottolinea anche quelli negativi: l’occhio puntato dei mercati internazionali, la nostra condizione di eterno osservato speciale, l’impossibilità di dare alibi a chi può giocare brutti scherzi al nostro Paese. Il Cavaliere definisce «chiacchiere» dei media le indiscrezioni sulle frizioni con il suo ministro. E magari anche di questo avranno parlato ieri pomeriggio, in una telefonata che è parsa agli staff conciliante, eppure nessuno dei due fa mistero di pensarla in modo opposto sulle capacità della nostra finanza pubblica, su quello che Palazzo Chigi può fare …
