Anno: 2011

«Tremonti-Berlusconi, restano le distanze», di Marco Galluzzo

Doppio no alla riduzioni delle tasse e quoziente familiare MILANO – Berlusconi sogna di intercettare la ripresa, di irrobustirla, ripete che la Confindustria ha le sue ragioni, che bisogna dare ossigeno alle imprese, e anche alle famiglie, a tutti insomma, perché oggi finalmente si può fare, il peggio della crisi è alle nostre spalle e si scorgono i primi segnali di una stabilizzazione verso l’altro delle curve dei prodotti interni. Berlusconi compulsa i dati economici e sofferma l’attenzione su quelli positivi. Tremonti no. O non solo. Riconosce i segnali ma sottolinea anche quelli negativi: l’occhio puntato dei mercati internazionali, la nostra condizione di eterno osservato speciale, l’impossibilità di dare alibi a chi può giocare brutti scherzi al nostro Paese. Il Cavaliere definisce «chiacchiere» dei media le indiscrezioni sulle frizioni con il suo ministro. E magari anche di questo avranno parlato ieri pomeriggio, in una telefonata che è parsa agli staff conciliante, eppure nessuno dei due fa mistero di pensarla in modo opposto sulle capacità della nostra finanza pubblica, su quello che Palazzo Chigi può fare …

«La Lega cala, si divide e c’è chi chiama il Pd», di Francesco Lo Sardo

Nel Carroccio non esiste un’unica strategia. E sul federalismo si cercano sponde nell’opposizione. C’è un dato utile per capire quel che sta accadendo nella Lega: il vero elemento di destabilizzazione del governo Berlusconi, che sta in piedi per tre soli voti di maggioranza. Gli ultimi sondaggi segnalano che l’inarrestabile corsa del Carroccio verso il 13 per cento (12,8 certificato da Euromedia) s’è fermata ed è iniziata la discesa. Dati Digis (dal 12,4 di fine novembre all’11,5), dati Emg (11,4) e Lorien (dal 12,7 del 13 dicembre all’11,7 della vigilia di Natale). Dati che allarmano Bossi, che innervosiscono la Lega, la rendono inquieta, instabile e che, per la prima volta, la paralizzano: rendendola incapace di decidere. Con conseguenze nefaste per Berlusconi, che è appeso alle scelte leghiste. Elezioni o no? Dalla rottura di Fini e fino a qualche mese fa nella Lega c’erano due fronti. C’era chi puntava alla mietitura dei voti prima che la stagione peggiorasse con danni al raccolto e chi non voleva scossoni a Roma per tenersi un interlocutore governativo certo. La Lega …

«Battisti e la Francia. L’ignoranza militante», di Barbara Spinelli

La lettera più difficile, più scabrosa, Bernard-Henri Lévy avrebbe dovuta scriverla non al Presidente Lula ma, informandosi sulla storia italiana, al Presidente Napolitano. Non mi consta l´abbia fatto. Il gesto più difficile e scabroso sarebbe stato quello di visitare, oltre a Cesare Battisti, le sue vittime. Non mi consta abbia fatto neanche questo. Né che abbiano fatto cose simili Philippe Sollers, Daniel Pennac, Fred Vargas, e i tanti francesi che guardano all´Italia come a un paese di scimmie, privo di magistrati dignitosi: bellissimo e incivilissimo, diceva Stendhal. I francesi in questione sono esteti e assai selettivi: contro la mafia o la cultura dell´illegalità dilatata da Berlusconi, mai alzano la voce. Usiamo la parola scabroso perché letteralmente deriva da scavare, cercare sotto la superficie. Con le sue dichiarazioni giubilanti e la lettera a Lula, Lévy pensa d´aver pensato, chiude il ragionamento in un boccale come una pietanza che si riscalda di tanto in tanto. Non ha preso neppure una pala, per smuovere la terra alla maniera in cui Rilke, meditando il buio, «ascolta come la notte …

«Riforma Gelmini. La sostanza del sistema che tagliando lo studio macina le generazioni», di Benedetto Vertecchi *

L’orario di funzionamento della scuola equivale a quello delle lezioni. Così, colpevolmente, si tralascia il resto delle attività educative. Ovvero l’interazione tra studenti e quella con gli insegnanti, e lo sviluppo di progetti che richiedono il congiungimento di pensiero e azione Occorre chiedersi se la legge approvata in via definitiva dal Senato qualche giorno prima di Natale costituisca solo una razionalizzazione (almeno nelle intenzioni di chi l’ha promossa) nel funzionamento del sistema universitario o se ad essa si colleghino implicazioni molto più ampie, e tali da configurare nel complesso un cambiamento sostanziale del ruolo che gli studi superiori hanno finora assunto nel sistema educativo e, più in generale, nella società. Una razionalizzazione comporta, infatti, che si sia in grado di incidere sul funzionamento del sistema: ma questo obiettivo, che suppone siano effettuati investimenti consistenti, appare rinviato a tempi migliori. Viene quindi da pensare che l’intento realmente perseguito sia stato il secondo, e cioè la sostituzione del modello degli studi superiori derivante dalla tradizione universitaria con una diversa concezione della quale si incominciano a vedere i …

Fiat, Fassina: "Marchionne paga l'imposta sostitutiva del 12,5%, gli operai il 25% sui salari"

Marchionne sulle sue stock options Fiat otterrà un capital gain di circa 120 milioni di euro, più di salari e stipendi percepiti da tutti gli operai e quadri delle Carrozzerie Mirafiori se lavorassero a tempo pieno per tutto l’anno. Gli operai pagheranno un’Irpef del 25%, i quadri il 33%. L’AD Fiat verserà un’imposta sostitutiva del 12,5%. A Sacconi va bene così “La “modernità” dischiusa da Fabbrica Italia è efficacemente rappresentata da due dati: nel 2011, i capital gain del dott. Marchionne sulle sue stock options Fiat sono attesi in circa 120 milioni di euro, una somma superiore ai salari e stipendi percepiti da tutti gli operai e quadri delle Carrozzerie Mirafiori se lavorassero a tempo pieno per tutto l’anno, ma purtroppo faranno tanti mesi di cassa integrazione. Sui suoi stellari capital gain, il dott. Marchionne verserà, come gli altri azionisti Fiat, un’imposta sostitutiva del 12,5%. Gli operai delle Carrozzerie Mirafiori sulla cassa integrazione e sui loro salari pagheranno in media un’irpef del 25%, i quadri avranno un carico intorno al 33%. È il mondo post …

«La riforma federalista già tradita da Tremonti e dalla Lega», di Davide Zoggia

I tagli drastici del Tesoro, il colossale bluff del demanio e i pasticci sul patto di stabilità affossano di fatto l’autonomia finanziaria di comuni ed enti locali, facendo prevalere sperequazioni ed egoismi Il 2010 per gli Enti Locali è stato un anno particolarmente difficile. E il 2011, se possibile, sarà anche peggiore. I tagli verticali del Ministro Tremonti, la mancata attuazione del Federalismo Fiscale, una scatola vuota che di fatto concede margini ristrettissimi di autonomia finanziaria, il colossale bluff del federalismo demaniale e un patto di stabilità che sembra seguire meccanismi sempre più kafkiani, hanno indebolito pesantemente il ruolo delle autonomie locali. La riforma federale, frutto del lavoro di Lega-Pdl, è un provvedimento pasticciato e dannoso che genera pericolose sperequazioni in cui egoismo, incapacità e piccole furbizie hanno di fatto affossato la spinta modernizzatrice che avrebbe dovuto caratterizzarne l’attuazione. Comuni, Province e Regioni sono l’ossatura portante del nostro Paese soprattutto in un momento così difficile per le famiglie e le imprese. Così non è per questo governo. Dietro la copertura della Lega, che ha in …

Benzina su, raddoppia inflazione. Il dato più alto dal 2008

A dicembre 2010 l’inflazione e’ balzata all’1,9% su base annua, dall’1,7% da novembre. Si tratta del dato piu’ alto dal dicembre 2008. Lo comunica l’Istat nelle stime provvisorie, aggiungendo che su base mensile i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4%. Il tasso di inflazione medio annuo nel 2010 e’ stato pari all’1,5%, quasi raddoppiato rispetto a quello del 2009 (0,8%), comunica sempre l’Istat. Mentre i prezzi della benzina sono saliti del 9,8% (6,1% a novembre) su base annua e del 2,5% su base mensile. I prezzi del gasolio per auto sono cresciuti del 14,5% (+10% a novembre) in termini tendenziali e del 3% sul piano congiunturale. Per quanto riguarda il Gpl l’indice ha registrato un rialzo del 21,3% (+20,2% a novembre) su base annua e del 6,5% su base mensile. Quanto al gasolio da riscaldamento, a dicembre segna un aumento del 14,3% (+10,2% in termini tendenziali e del 3,2% sul piano congiunturale). Sempre in base alla stima provvisoria, fa sapere l’Istat, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che tiene conto anche delle riduzioni …