Anno: 2011

"Per uscire dalla crisi investiamo nella cultura", di Vittorio Emiliani

Di fronte a Palazzo Madama di colpo mi si para davanti Francesco Sisinni, a lungo direttore generale dei Beni Culturali, negli anni 80-90, da noi spesso criticato. «Mi rimpiangete, eh?…», ghigna beffardo. Esito un attimo e poi, teatralmente, in un soffio: «Sì, Francesco, sì!». In realtà, non rimpiangiamo lui quanto un Ministero dei Beni Culturali e Ambientali che, nonostante difetti di base, assicurava, col sacrificio personale di «fedeli (e competenti) servitori dello Stato», una rete di tutela invidiata all’estero. Non sarebbe stato possibile all’epoca promuovere d’autorità ai più alti incarichi persone pluribocciate ai concorsi. Né degradarsi a decine di avvilenti gestioni “ad interim” di Soprintendenze, avendo nel contempo una direzione centrale macrocefala, né disattivare i concorsi per anni, né lasciar tagliare il personale con l’accetta: 19.000 unità (presto 16.000) per tutelare un patrimonio tanto sontuoso quanto aggredito. «Ogni funzionario della Soprintendenza architettonica di Milano, la più esposta ai pericoli, dovrebbe esaminare al giorno 79,24 progetti di ogni tipo», ha ammesso, come se lui piovesse da Marte, l’8 novembre al bel convegno di Assotecnici il segretario …

"Italiani si nasce", di Luigi Manconi

E se il Presidente incaricato, Mario “super Mario” Monti, decidesse di stupirci? E se questo governo “tecnico”, nel mentre che assolve i suoi compiti tecnici, volesse realizzare una di quelle riforme europee, ma davvero europee, che il nostro infelice paese sembra destinato a rinviare all’infinito? Se, in altre parole, quello che giustamente viene definito «governo del Presidente» ritenesse di ascoltare il messaggio che proprio ieri il Presidente della Repubblica ha inviato alla società e alla classe politica? Davanti a una rappresentanza di “nuovi italiani” (giovani stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza) Giorgio Napolitano ha invitato a considerare la «possibile riforma delle modalità e dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza ai minori», a partire da quanto già emerso nel corso della «discussione del gennaio 2010 alla Camera dei Deputati». Perfetto. Perché non ascoltarle, quelle parole del Capo dello Stato? Siamo in una situazione di emergenza (non sull’orlo del baratro, ma dentro il baratro, come graziosamente dice Emma Marcegaglia) e il lavoro richiesto al nuovo governo è quello pesante e faticoso, e dall’esito incerto, di chi …

"Rischiano il licenziamento quasi 11 mila docenti in esubero", di Salvo Intravaia

L’articolo 4 del provvedimento approvato dal Parlamento prevede la “messa in disponibilità” degli insegnanti di ruolo rimasti senza cattedra. Il grosso degli esuberi riguarda la scuola media superiore. Rischiano il licenziamento quasi 11 mila docenti in esubero della scuola. La norma è contenuta nel maxiemendamento alla legge di stabilità, approvata in via definitiva sabato scorso prima delle dimissioni di Silvio Berlusconi. E a pagare il prezzo più salato alla crisi economica che ha travolto l’Italia potrebbero essere proprio gli insegnanti di ruolo rimasti senza cattedra per effetto dei tagli agli organici imposti dalla coppia Tremonti-Gelmini. Il testo dell’articolo 4-terdecies introduce nuove “disposizioni in tema di mobilità e collocamento in disponibilità dei dipendenti pubblici”. “Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale sono tenute a osservare” la seguente procedura, recita il testo della legge. Di che si tratta? Dopo una preliminare informativa alle rappresentanze sindacali del personale l’amministrazione verifica la “ricollocazione totale o parziale del personale in soprannumero nell’ambito della stessa amministrazione o presso altre amministrazioni”. E, in caso negativo, …

"Tagliando l'offerta hanno cambiato il senso della scuola", di Benedetto Vertecchi

Meno ore di lezione e l’onere dell’apprendimento lasciato agli studenti e alle loro famiglie. E nella comparazione con gli altri Paesi restiamo indietro. C’ è un aspetto nella comparazione dei livelli di apprendimento che si conseguono nei vari sistemi educativi che non viene solitamente rilevato. Eppure offrirebbe un criterio particolarmente significativo per la valutazione delle politiche scolastiche. Si tratta di porre in relazione i risultati conseguiti dagli allievi con le scelte di politica scolastica che hanno determinato condizioni più o meno positive per l’attività educativa. Deriva da questa premessa che la comparazione è più attendibile se le condizioni in cui sono stati ottenuti i dati sui livelli di apprendimentononsono troppo diverse. Se la comparazione è svolta una tantum è difficile stabilire in quale misura i punti di vantaggio o quelli di svantaggio di un sistema rispetto agli altri siano da riferire alle scelte politiche. Una comparazione episodica fa riferimento, infatti, a un tempo limitato, quello in cui i dati sono stati rilevati, mentre le politiche scolastiche non possono che essere osservate nel loro esprimersi in …

La pagella dei professori "In 70mila sotto esame per i fondi alla ricerca", di Laura Montanari

Adesso sotto esame finiscono i professori e le loro ricerche: quello che scrivono, quello che pubblicano, gli studi degli ultimi sette anni. Sapremo come sta la ricerca in Italia e i voti che prenderanno i dipartimenti e le università nelle varie aree disciplinari. Una fotografia con il grandangolo puntato sulla produzione scientifica e umanistica. Si chiama “sistema di valutazione” e finirà con una “pagella” in base alla quale gli atenei migliori saranno premiati al momento della distribuzione delle risorse. «Finalmente, erano anni che l´aspettavamo», dice il professor Enrico Decleva rettore dell´università di Milano. Il censimento riguarda tutti i docenti: dagli ordinari agli associati ai ricercatori impegnati nelle università statali o private (Bocconi e San Raffaele comprese) e negli enti di ricerca a cominciare dal Cnr. È un progetto ambizioso e una sfida piena di insidie: l´obiettivo non è giudicare il singolo, ma la qualità della ricerca in quel certo dipartimento e in quell´ateneo: «Attenzione perché ora se un docente non produce buona ricerca diventa un peso e questo potrà avere un´influenza indiretta sul reclutamento del …

"Il segreto della classe perfetta? La diversità tra gli studenti", di Lorenzo Salvia

Fare una classe di bravi e una di somari oppure due classi miste, dove la pupa e il secchione sono vicini di banco? E ancora: mettere nella sezione A tutti i ragazzi di (presunta) buona famiglia e nella sezione B quelli con provenienza meno pregiata oppure seguire la regola della nonna, di tutto un po’? Non sono questioni accademiche ma le domande che tolgono il sonno a presidi, insegnanti e soprattutto genitori, preoccupati di trovare non solo la scuola giusta ma anche la sezione migliore. In realtà la regola del «di tutto un po’» non porta la firma solo della nonna ma anche della legge italiana che invita a rispettare il principio dell’equi-eterogeneità. E cioè formare classi che siano il più possibile differenziate al loro interno e quindi simili fra loro. Pupe e secchioni per tutti, come ricchi e poveri, italiani e stranieri e così via. Ma questa regola viene spesso ignorata, come dimostra una ricerca della Fondazione Giovanni Agnelli. Ed è un peccato perché così le classi funzionano peggio. Non solo per le pupe …

"La scommessa di un tecnico", di Barbara Spinelli

Nel giro di pochi giorni è accaduto qualcosa di importante, sia in Italia sia in Grecia, che ci obbliga a inforcare nuovi occhiali, di tipo bifocale, fatti per vedere quel che accade in Italia e simultaneamente in Europa, quel che s´è guastato e va riparato qui da noi e lì. Anche il tempo dovremo imparare a guardarlo con lenti bifocali, combinando la veduta ampia e la corta. Italia e Grecia non sono comparabili, perché la nostra svolta mette fine a un lungo esperimento populista, quello berlusconiano. Ma Roma e Atene hanno in comune due cose non trascurabili. In ambedue, la politica è stata per decenni sinonimo di corruzione e realtà occultata, e per questo è degenerata. In ambedue, si sta tentando una via inconsueta: lo scettro passa a uomini considerati tecnocrati, ma che non sono affatto nuovi alla politica. I due tecnici sanno perfettamente la dedizione speciale (la vocazione) che ci si aspetta dal professionista politico, ed è con la massima naturalezza che Monti, intervistato, ha detto che «operazioni così grandi» – riordinare la nostra …