Anno: 2012

"Profumo: il carico orario è materia di contrattazione sindacale. Ne riparleremo nel 2014", di Pasquale Almirante

Salvo smentite dell’ultima ora, il ministro Profumo, di fronte allo stravolgimento dell’orario di servizio, che verrebbe portato da 18 a 24 ore, ha dichiarato:” Questo tema ha bisogno della contrattazione sindacale”. Tantissimi gli interventi dei nostri lettori, mentre il popolo del web si mobilita con una petizione. La dichiarazione è dunque ufficiale e al cronista del Messagero, che chiedeva spiegazioni sul ventilato aumento del carico di lavoro ai docenti da 18 a 24 ore, ha risposto che questo tema è di pertinenza sindacale; niente dunque fughe in avanti e niente leggi che improvvisamente stravolgono tutta l’impostazione didattica e organizzativa della scuola. Con ogni probabilità l’unanime grido di tutti i sindacati, a cui si sono uniti politici di peso, ha fatto capire a Profumo che non è tanto semplice andare avanti senza dialogo e senza confronto. Non pecchiamo dunque di ottimismo se pensiamo che la questione per lo più stia andando verso una soluzione onorevole e che se ne parlerà, forse, fra due anni, nel 2014, quando il ministro dell’istruzione non sarà più tecnico ma uscirà …

"Profumo: il carico orario è materia di contrattazione sindacale. Ne riparleremo nel 2014", di Pasquale Almirante

Salvo smentite dell’ultima ora, il ministro Profumo, di fronte allo stravolgimento dell’orario di servizio, che verrebbe portato da 18 a 24 ore, ha dichiarato:” Questo tema ha bisogno della contrattazione sindacale”. Tantissimi gli interventi dei nostri lettori, mentre il popolo del web si mobilita con una petizione. La dichiarazione è dunque ufficiale e al cronista del Messagero, che chiedeva spiegazioni sul ventilato aumento del carico di lavoro ai docenti da 18 a 24 ore, ha risposto che questo tema è di pertinenza sindacale; niente dunque fughe in avanti e niente leggi che improvvisamente stravolgono tutta l’impostazione didattica e organizzativa della scuola. Con ogni probabilità l’unanime grido di tutti i sindacati, a cui si sono uniti politici di peso, ha fatto capire a Profumo che non è tanto semplice andare avanti senza dialogo e senza confronto. Non pecchiamo dunque di ottimismo se pensiamo che la questione per lo più stia andando verso una soluzione onorevole e che se ne parlerà, forse, fra due anni, nel 2014, quando il ministro dell’istruzione non sarà più tecnico ma uscirà …

"Il lascito di Napolitano per svegliare l'Italia", di Eugenio Scalfari

Secondo alcuni (molti) l’Unione europea sta per affondare, questione di mesi se non addirittura di settimane. Secondo la giuria norvegese del premio l’Unione merita invece il Nobel per la pace, la guerra infatti è scomparsa dall’Europa ormai da sessant’anni, un periodo di pace così lungo non c’è mai stato nel nostro continente dai tempi di Ottaviano Augusto e scusate se è poco. In realtà la gente di questa grande conquista che è la pace non se n’è neanche accorta. Probabilmente perché gran parte di quelli che avevano dieci anni nel 1939 sono morti e gli europei di oggi la guerra la conoscono soltanto attraverso i film e gli effetti speciali della televisione. Dell’Europa però conosciamo bene i guai economici, i discordi interessi tra le nazioni e tra le classi sociali, la disperazione, il lavoro precario, le speranze perdute, le diseguaglianze crescenti, l’incertezza dei diritti, il malaffare dilagante, la politica sfiduciata, le istituzioni inquinate dalla corruzione. Il premio Nobel ad un’Unione europea che è vista e vissuta in questo modo da una parte cospicua e forse …

"Il lascito di Napolitano per svegliare l'Italia", di Eugenio Scalfari

Secondo alcuni (molti) l’Unione europea sta per affondare, questione di mesi se non addirittura di settimane. Secondo la giuria norvegese del premio l’Unione merita invece il Nobel per la pace, la guerra infatti è scomparsa dall’Europa ormai da sessant’anni, un periodo di pace così lungo non c’è mai stato nel nostro continente dai tempi di Ottaviano Augusto e scusate se è poco. In realtà la gente di questa grande conquista che è la pace non se n’è neanche accorta. Probabilmente perché gran parte di quelli che avevano dieci anni nel 1939 sono morti e gli europei di oggi la guerra la conoscono soltanto attraverso i film e gli effetti speciali della televisione. Dell’Europa però conosciamo bene i guai economici, i discordi interessi tra le nazioni e tra le classi sociali, la disperazione, il lavoro precario, le speranze perdute, le diseguaglianze crescenti, l’incertezza dei diritti, il malaffare dilagante, la politica sfiduciata, le istituzioni inquinate dalla corruzione. Il premio Nobel ad un’Unione europea che è vista e vissuta in questo modo da una parte cospicua e forse …

"Primarie, parte la sfida. Bersani: la cosa più bella" di Simone Collini

«Non si governa senza popolo, il prossimo giro». Per questo Bersani è sempre più convinto che le primarie per scegliere il candidato premier del centrosinistra siano la scelta giusta. «Oggi governare non è facile ma non possiamo deludere il Paese», dice nel giorno in cui viene presentata la carta d’intenti dal titolo «Italia. Bene comune», che disegna la cornice valoriale della coalizione dei progressisti e dei democratici. Il messaggio è rivolto ai compagni di strada Vendola e Nencini, arrivati a Roma per questo appuntamento che di fatto dà il via alla campagna elettorale del centrosinistra, ma anche a una platea di elettori sempre più distante dalla politica, che il leader del Pd conta di riavvicinare mettendo a disposizione uno strumento di partecipazione come quello delle primarie, che si svolgeranno il 25 novembre con eventuale secondo turno la domenica successiva. «Le primarie sono la più grande e bella cosa che la politica possa offrire oggi in Italia, e noi ne siamo orgogliosi», dice Bersani tra gli applausi di militanti e simpatizzanti venuti per assistere a questa …

"Primarie, parte la sfida. Bersani: la cosa più bella" di Simone Collini

«Non si governa senza popolo, il prossimo giro». Per questo Bersani è sempre più convinto che le primarie per scegliere il candidato premier del centrosinistra siano la scelta giusta. «Oggi governare non è facile ma non possiamo deludere il Paese», dice nel giorno in cui viene presentata la carta d’intenti dal titolo «Italia. Bene comune», che disegna la cornice valoriale della coalizione dei progressisti e dei democratici. Il messaggio è rivolto ai compagni di strada Vendola e Nencini, arrivati a Roma per questo appuntamento che di fatto dà il via alla campagna elettorale del centrosinistra, ma anche a una platea di elettori sempre più distante dalla politica, che il leader del Pd conta di riavvicinare mettendo a disposizione uno strumento di partecipazione come quello delle primarie, che si svolgeranno il 25 novembre con eventuale secondo turno la domenica successiva. «Le primarie sono la più grande e bella cosa che la politica possa offrire oggi in Italia, e noi ne siamo orgogliosi», dice Bersani tra gli applausi di militanti e simpatizzanti venuti per assistere a questa …

"Non ripetere i vecchi errori", di Claudio Sardo

La crisi che stiamo vivendo è persino più grave di quella del ’93 e del ’94. Perché più pesanti sono i costi sociali della recessione, più diffusa è la corruzione, più grandi sono la sfiducia, lo smarrimento e la rabbia dei cittadini, più fragili appaiono le stesse istituzioni. La cosiddetta seconda Repubblica è arrivata al capolinea, siamo davanti ad un passaggio storico e avvertiamo chiaramente il pericolo di restare intrappolati nelle macerie. Bisogna reagire. Ci sono le forze per reagire. Ci sono le donne e gli uomini capaci di costruire riscossa civica e reti di solidarietà. E ci sono persone che nelle istituzioni e nella società hanno tenuto la schiena dritta, con senso del dovere e del bene comune.Bersani, Vendola e Nencini hanno presentato ieri la Carta d’Intenti, che costituisce la base ideale del progetto di governo del centrosinistra. Non è solo il perimetro del campo di gioco delle primarie. È una sfida con se stessi, con i propri partiti, con i limiti della politica a tutti evidenti. Le primarie non sono un fine ma …