Anno: 2012

Il prossimo giro non si governa senza popolo

Presentata a Roma la Carta d’Intenti per l?italia bene comune e le regole delle Primarie 2012 del centrosinistra. “Le primarie sono fatte cosi’: ci può essere qualche intoppo e il dibattito può essere un po’ troppo aspro. Ma le primarie sono la più grande e bella cosa che la politica possa offrire oggi in Italia. Noi siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo, non solo per noi ma per l’Italia: siamo orgogliosi di mettere finalmente una cosa bella”. Così Pier Luigi Bersani intervenendo sul palco della Sala Fellini presso il Centro Congressi Roma Eventi per la presentazione della Carta d’Intenti per l’Italia bene comune. Europa, democrazia, lavoro, uguaglianza, libertà, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni diritti e responsabilità: sono queste le 10 parole che ispirano e caratterizzano l’alleanza di centrosinistra che si riconosce e darà vita alle primarie. 10 parole e 10 impegni programmatici che sono delineati nella Carta d’Intenti che è stata sottoscritta da Pier Luigi Bersani, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola e il segretario del Psi, Riccardo Nencini. ***** Appello …

"Se manca un progetto è inutile aumentare l’orario", di Benedetto Vertecchi

Non era difficile immaginare che nel clima già caldo che in questo inizio d’anno domina nelle scuole parlare di un possibile aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti avrebbe aggiunto a quelle già esistenti ulteriori ragioni di disagio. E ciò non solo per le fosche previsioni che si possono fare circa la capacità del sistema educativo di assorbire nuovo personale o, quanto meno, di collocare dignitosamente quello che da anni ruota in condizione di precarietà attorno alla scuola. Ma ancor più perché la sortita estemporanea sul nuovo orario di cattedra costituisce un ulteriore prova dell’improvvisazione con la quale si interviene, o si dichiara di voler intervenire, sul funzionamento del sistema scolastico. L’orario di lavoro non è, infatti, qualcosa che possa essere variato prescindendo da considerazioni che riguardano i modelli organizzativi e didattici dell’attività educativa. Si può anche considerare inadeguato l’orario attuale: ciò non perché sia inadeguato il numero di ore richiesto agli insegnanti, ma perché tale orario rispecchia una concezione dell’educazione scolastica che poteva essere accettata fino ad alcuni decenni fa, mentre oggi risulta incapace di …

"Se manca un progetto è inutile aumentare l’orario", di Benedetto Vertecchi

Non era difficile immaginare che nel clima già caldo che in questo inizio d’anno domina nelle scuole parlare di un possibile aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti avrebbe aggiunto a quelle già esistenti ulteriori ragioni di disagio. E ciò non solo per le fosche previsioni che si possono fare circa la capacità del sistema educativo di assorbire nuovo personale o, quanto meno, di collocare dignitosamente quello che da anni ruota in condizione di precarietà attorno alla scuola. Ma ancor più perché la sortita estemporanea sul nuovo orario di cattedra costituisce un ulteriore prova dell’improvvisazione con la quale si interviene, o si dichiara di voler intervenire, sul funzionamento del sistema scolastico. L’orario di lavoro non è, infatti, qualcosa che possa essere variato prescindendo da considerazioni che riguardano i modelli organizzativi e didattici dell’attività educativa. Si può anche considerare inadeguato l’orario attuale: ciò non perché sia inadeguato il numero di ore richiesto agli insegnanti, ma perché tale orario rispecchia una concezione dell’educazione scolastica che poteva essere accettata fino ad alcuni decenni fa, mentre oggi risulta incapace di …

"E ora mai più complici. Due giorni per dire no alla violenza sulle donne", di Daniela Amenta

A Torino oggi e domani l’incontro organizzato da Se non ora quando. Gabriella, Lucia, Elèna, Zineb. Avevano 50,40,36,22 anni. Erano italiane, moldave, nordafricane, asiatiche. Lavoravano, non lavoravano. Erano madri, non avevano figli. Erano single, erano sposate. La loro storia non esiste mai in questi casi. Cancellata, ridotta a una fototessera di un documento d’identità, icona lugubre ripetuta all’infinito. Un trafiletto su un giornale, se il delitto non è stato particolarmente efferato. «Solo» una coltellata a spaccare in due il cuore. Gabriella, Lucia, Elèna e Zineb morte ammazzate da mariti, fidanzati, amanti e conviventi. Uomini killer che vengono protetti da alibi concettuali, linguistici. Giustificati. «Ha ucciso dopo un raptus, ha ucciso per gelosia, ha ucciso perché aveva paura di essere lasciato». La vittima non esiste mai: il maschio assassino, ancora una volta, è il protagonista. Novantadue vittime in Italia dall’inizio dell’anno. Sono numeri da guerra. Perché la guerra è in atto ed è un conflitto di genere. Per questo, oggi e domani, le donne di «Se non ora quando» si ritrovano a Torino. Il titolo di …

"E ora mai più complici. Due giorni per dire no alla violenza sulle donne", di Daniela Amenta

A Torino oggi e domani l’incontro organizzato da Se non ora quando. Gabriella, Lucia, Elèna, Zineb. Avevano 50,40,36,22 anni. Erano italiane, moldave, nordafricane, asiatiche. Lavoravano, non lavoravano. Erano madri, non avevano figli. Erano single, erano sposate. La loro storia non esiste mai in questi casi. Cancellata, ridotta a una fototessera di un documento d’identità, icona lugubre ripetuta all’infinito. Un trafiletto su un giornale, se il delitto non è stato particolarmente efferato. «Solo» una coltellata a spaccare in due il cuore. Gabriella, Lucia, Elèna e Zineb morte ammazzate da mariti, fidanzati, amanti e conviventi. Uomini killer che vengono protetti da alibi concettuali, linguistici. Giustificati. «Ha ucciso dopo un raptus, ha ucciso per gelosia, ha ucciso perché aveva paura di essere lasciato». La vittima non esiste mai: il maschio assassino, ancora una volta, è il protagonista. Novantadue vittime in Italia dall’inizio dell’anno. Sono numeri da guerra. Perché la guerra è in atto ed è un conflitto di genere. Per questo, oggi e domani, le donne di «Se non ora quando» si ritrovano a Torino. Il titolo di …

Bersani: «Il coraggio dell’Italia» Oggi il manifesto dei progressisti, di Simone Collini

Chiuso il confronto sulle regole e definito il testo della «Carta d’intenti per l’Italia bene comune», le primarie entrano nel vivo. E non è detto che i motivi di polemica siano destinati a diminuire, anzi. Oggi il leader del Pd Bersani, quello di Sel Vendola e quello del Psi Nencini presenteranno il manifesto che andrà sottoscritto da chi vuole correre per essere scelto come candidato premier. Ma questa mattina dovrebbero essere illustrate anche le modalità di voto della sfida ai gazebo. Il condizionale è d’obbligo perché la riunione tra gli sherpa dei tre partiti della coalizione progressista, che doveva essere risolutiva, si è chiusa con il fronte vendoliano recalcitrante ad accettare la norma (benvista da Pd e Psi) per la quale possa votare al secondo turno (fissato per il 2 dicembre nel caso nessun candidato ottenesse il 50% dei consensi il 25 novembre) soltanto chi si è registrato (cioè ha firmato l’appello a sostegno del centrosinistra) entro la domenica precedente. Per di più, quando sono iniziate a trapelare indiscrezioni su quale fosse il punto di …

Il Nobel per la pace all’Europa “La sua storia batterà la crisi”, di Andrea Bonanni

Il premio Nobel per la Pace 2012 va all’Unione europea. La decisione del comitato norvegese ha sorpreso un po’ tutti. E’ la prima volta che il premio viene assegnato, se non ad una nazione in senso stretto, ad una organizzazione di tipo statuale. In passato erano stati premiati leader di governo e presidenti (l’ultimo è stato Obama), mai i Paesi che essi rappresentavano. In realtà il Nobel all’Ue è un riconoscimento alla sua storia e un incoraggiamento a superare «le gravi difficoltà economiche e il considerevole malessere sociale che la affligge». «Il comitato Nobel norvegese desidera mettere l’accento su ciò che considera come il risultato più importante dell’Ue: la lotta vittoriosa per la pace la riconciliazione, la democrazia e i diritti umani», è scritto nella motivazione. I 5 saggi eletti dal parlamento di Oslo ripercorrono le fasi cruciali della costruzione europea: la riconciliazione franco-tedesca che dimostra come «nemici storici possano diventare partner strettamente legati »; l’allargamento a Grecia, Spagna e Portogallo, condizionato ad una pacifica transizione verso la democrazia dopo la fine delle dittature fasciste; …