"Dopo tre mesi è già futuro", di Enrico Grazioli
Sono passati tre mesi dalle scosse che hanno piegato la Bassa e non sono passati invano. Persino un freddo comunicato di Palazzo Chigi certifica ufficialmente che “l’analisi sull’attuazione delle misure a sostegno delle popolazioni terremotate ha confermato una ripresa graduale del circuito economico locale e della vita delle famiglie”: è la frase che accompagna la proroga (sofferta più del lecito, parziale molto più del necessario) almeno fino a novembre della sospensione degli adempimenti fiscali per chi ha subito danni. Ma è anche il riconoscimento, senza enfasi e senza accaparrarsi meriti particolari, che l’Emilia ferita ha risposto nei fatti e in prima persona all’accanirsi del destino e della natura. E anche al timore che una delle zone storicamente simbolo di sviluppo, coesione ed efficienza si trasformasse in un’altra area cronicamente assistita o da assistere. A tre mesi da un disastro di queste dimensioni, di questa persistenza, nessuno in Italia è mai arrivato così avanti nel percorso di ritorno alla normalità: possiamo dirlo, consapevoli che difficoltà, contraddizioni, incongruenze, incertezze sono ancora tante e tante saranno; ma convinti …
