Anno: 2012

Obama accusa la Ue "La crisi è colpa sua", di Federico Rampini

La grande fuga dall´euro è cominciata davvero. Non più solo risparmiatori greci e spagnoli che ritirano piccoli depositi dalle loro banche; non più solo capitali speculativi con le loro scommesse ribassiste. Stavolta si muovono le multinazionali dell´industria, della grande distribuzione, del turismo e dei servizi. Il deflusso dettato dalla paura coinvolge l´economia reale, non soltanto gli hedge fund e le banche di Wall Street. L´allarme sale di un livello, contagia multinazionali americane ma anche europee: tutte a preparare “piani A, B e C”, scenari-catastrofe, misure preventive per limitare i danni mettendo i capitali al sicuro. Nel giorno in cui torna a crescere la disoccupazione americana, mettendo in serie difficoltà Barack Obama, nessuno è più al riparo dal disastro dell´eurozona. Commentando la frenataccia dell´occupazione Usa, Obama punta un dito accusatore: «La causa sono i problemi dell´Europa». Si confermano anche i rallentamenti di Cina e India, provocati in buona dalla stessa causa: la caduta delle esportazioni verso l´Unione europea. É il Wall Street Journal a rivelare i grossi nomi dell´industria che stanno “tirando i remi in barca”, …

"«Meno corruzione con più donne impegnate in politica» La crescita? Con l'occupazione femminile", di A. Bac.

Un capitolo tutto dedicato alle donne. Già questa è una novità degna di nota nella storia delle relazioni annuali di Banca d’Italia che, come istituzione, ha già approfondito il tema femminile in numerosi studi. Ma se i dati sul divario di genere sono per lo più quelli noti, e condannano l’Italia al 90° posto su 145 nella graduatoria dei Paesi che consentono alle donne pari partecipazione e opportunità economiche, coraggioso è l’approccio. «A una più elevata presenza di donne tra gli amministratori pubblici corrispondono livelli di corruzione più bassi e un’allocazione delle risorse orientata alla spesa sanitaria e ai servizi di cura e istruzione» si legge in un passaggio della relazione, che cita «evidenze internazionali» in questo senso. E ancora: «Una maggiore occupazione femminile si associa – secondo la relazione – all’acquisto di beni e servizi, specie quelli di cura, altrimenti prodotti all’interno della famiglia, stimolando l’espansione di un mercato in Italia poco sviluppato». E in definitiva «può determinare una crescita complessiva del Pil». La realtà però è un’altra: il tasso di occupazione femminile nel …

Ghizzoni presidente commissione cultura della Camera "Occorre archiviare la stagione dei tagli indiscriminati e prevedere un piano pluriennale di investimenti", di Nico Perrone

On. Ghizzoni, lei è il primo presidente di commissione del Pd, quali le priorità per il suo nuovo incarico? Premetto che sono felice per la convergenza raggiunta dai gruppi parlamentari sul mio nome. La sostanziale unanimità che si è determinata consentirà di ricercare la più ampia condivisione sui tanti provvedimenti che dovremo affrontare in quest’ultimo periodo della legislatura: dalla scuola, ai beni culturali, allo sport, alla legge sullo spettacolo dal vivo, all’editoria. Tutte tematiche molto importanti che incidono fortemente sulle possibilità di crescita del paese. La scuola, l’università, sui media si parla dei nostri ‘cervelli’ in fuga. Che cosa si puo’ fare, subito, adesso per arrestare il nostro impoverimento? Occorre archiviare la stagione dei tagli indiscriminati a settori così fondamentali e prevedere un piano pluriennale di investimenti che possa aprire il nostro sistema della conoscenza. L’intenazionalizzazione è fondamentale, dobbiamo quindi prevedere politiche attrattive nei confronti dei giovani talentuosi non italiani e interventi concreti per trattenere i nostri. Si tratta in sostanza di invertire rotta rispetto ai tagli del passato e salvaguardare il grande investimento in …

E la campagna sprofonda nel passato "Come dopo la guerra, viviamo di baratti", di Luigi Spezia

Basta lasciare la statale 12 che taglia in mezzo al terremoto e scendere in un angolo di campagna per tornare indietro nel tempo, scoprire storie che le statistiche della Protezione civile ignorano. Si fa il bagno nella vasca delle tartarughe, si piazzano i frigoriferi in mezzo all´aia, si affittano container per proteggere le cose strappate alle scosse, si ricorre al baratto, si invitano a cena i vicini che non sanno dove cucinare perché la casa è mezza distrutta. Un quadrivio di stradine a caso: via Di Mezzo, Via Personali, via Baccarella, via Margotta, nomi che non si trovano nemmeno sulle carte. Oltre gli alberi il campanile del Duomo di Mirandola rimasto in piedi, qua e là, sopra il grano quasi maturo, i capannoni rimasti in piedi della grandi multinazionali della biomedicina. Lontano dai riflettori e dalle discussioni sul terremoto, qui si è tornati all´economia di guerra, si scambiano le cose di prima necessità, ci si ingegna e arrangia come si può. «La spesa l´andiamo a fare nel mantovano, nei paesi qua attorno è tutto chiuso. …

"Una psicosi più forte della paura", di Giovanni Cocconi

Non si parla della parata del 2 giugno tra i terremotati dell’Emilia. Non si parla dell’accise sulla benzina né dell’inchiesta aperta dalla procura di Modena. Si parla, invece, e molto degli “esperimenti con il gas” e non come di una leggenda metropolitana. Rivara è il nome chiave di una psicosi forte quasi come la paura di una nuova scossa, che racconta un caso da manuale dell’incrocio esplosivo tra storia della comunità locale, informazione in rete e opinione pubblica. «C’è qualcosa che non va, non si è trattato di un semplice sisma» ripetono in tanti, tantissimi, qui tra le tende montate un po’ ovunque e nei centri di accoglienza. Non convince, innanzitutto, una coincidenza assai rara come quella di due terremoti, terribili, a distanza di appena dieci giorni in una zona che non conosce eventi del genere da moltissimi anni, tanti che anche i vecchi non riescono a ricordare. E poi c’è la storia del rigassificatore di Rivara (in realtà un deposito per lo stoccaggio del gas), un progetto sempre osteggiato ma mai davvero tramontato, che …

"Psicologia della crisi", di Massimo Ammaniti

La crisi economica si sta ripercuotendo sulla vita di centinaia di milioni di persone sia a livello individuale che sociale. È diffuso un senso di insicurezza e di paura: si teme di dover rinunciare alle abitudini, alle risorse e alle necessità che hanno rappresentato le rotaie su cui si è mossa la vita personale e che si debbano affrontare in futuro sacrifici imprevedibili. Non dimentichiamo che, mentre Freud riteneva che la fondamentale motivazione umana fosse la pulsione sessuale, Bowlby negli anni ´60 del secolo scorso ha messo in primo piano il bisogno di sicurezza. Sicurezza di avere delle persone che si prendano cura di noi durante l´infanzia, sicurezza di avere rapporti affettivi, sicurezza di vivere in un mondo prevedibile e rassicurante, sicurezza di avere abbastanza risorse e di disporre di un contesto di vita stabile. La crisi suscita inevitabilmente insicurezze e allo stesso tempo stimola l´esigenza di avere rassicurazioni per il futuro, che riguardano in primo luogo il lavoro, la protezione sociale ma anche la stessa vita familiare. Anche la dimensione psicologica individuale e sociale …

Grillo e la trappola della «iperdemocrazia», di Michele Prospero

Nessun soggetto politico, e tanto meno un movimento nuovo e con forti venature antisistema, si esaurisce mai del tutto in quello che dichiara di essere. Se ne sono visti già molti di fenomeni politici emergenti nascere con un forte spirito di rottura verso l’esistente e poi trasformarsi in corso d’opera in un condensato di pura conservazione. La forza ispirata da Grillo non sfugge a questa regolarità. La città di Parma è in fondo la metafora di un movimento sorto dalla volontà di imprimere una assoluta discontinutà che diventa il punto di riferimento insperato dei vecchi poteri in agonia. Con una base culturale molto evanescente, così come appare nell’intervista di Grillo, il movimento si presta in pieno alle mire e ai calcoli di potenze che cercano di utilizzarne la carica sovvertitrice per volgerla verso altri sbocchi. Quando un movimento riceve la simpatia di grandi giornali, di settimanali, di trasmissioni della tv pubblica e privata, già non appartiene più alla pura passione dei navigatori delle origini e sta per essere attirato in un’orbita più ampia in cui …