Anno: 2012

"Lo sguardo corto della politica", di Massimo Giannini

Una «crisi di gravità eccezionale», come quella descritta da Ignazio Visco nelle sue prime Considerazioni finali, imporrebbe “l´eccezionalità” come paradigma della fase. Per fronteggiare problemi eccezionali servirebbero leader eccezionali, capaci di adottare soluzioni eccezionali. Invece, in questa piega sconfortante della modernità, non c´è quasi niente di eccezionale. Se non gli effetti della stessa crisi, rovinosa per la vita di tante persone. È come se le élite politiche non avessero la percezione di cosa rischino gli Stati e i popoli, in termini di progresso economico e di coesione sociale. Così può capitare un paradosso: che siano proprio le tecnocrazie, accusate di snaturarle o addirittura “sovvertirle”, a dimostrarsi più sensibili ai destini delle democrazie. Di fronte al pericolo di quella che Paul Krugman chiama «l´ellenizzazione del discorso europeo», e alla possibilità che sull´agorà di Atene bruci anche la moneta unica, tocca alla “triade tecnocratica” Monti-Draghi-Visco chiedere alla politica di assumersi le sue responsabilità. Le parole di Mario Monti, che ricorda la minaccia di un «contagio finanziario» tuttora incombente sui debiti sovrani dell´Eurozona, pesano come un macigno sulle …

"Il merito nella scuola. Istruzioni per l'uso", di Benedetto Vertecchi

Il richiamo al merito degli studenti può avere due significati, del tutto diversi. Il primo sta a indicare che, in un quadro in cui tutti fruiscono delle medesime opportunità, alcuni studenti ottengono risultati migliori di altri. L’altro significato prescinde da riferimenti di contesto e considera il merito come una qualità assoluta, che deve essere riconosciuta a chi ha rivelato, per i risultati conseguiti, caratteristiche personali migliori. Mentre il primo significato risponde a una concezione democratica dell’educazione formale (quella impartita nelle scuole), l’altro significato ha lo scopo di rendere accettabile, e persino desiderabile, il manifestarsi del determinismo sociale. Se nell’apprezzare il merito si prescinde, infatti, dal considerare in che modo determinati risultati siano stati raggiunti, giudizi ugualmente fondati investono tutti gli allievi, quelli che godono di una condizione originaria di vantaggio come quelli che per ottenere un risultato positivo devono superare il condizionamento negativo al quale sono soggetti. Per rendere accettabile il merito come manifestazione di un apprendimento per conseguire il quale sia stato necessario impegnare la propria intelligenza, dimostrando insieme qualità positive sul piano morale, …

Rai, Bersani a Di Pietro: "Senza riforma della governance non si rompe il rapporto perverso con la politica"

Lettera del Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, al leader dell’IDV, Antonio Di Pietro. “Caro Antonio, tu mi chiedi di procedere assieme a nomine trasparenti per il Consiglio di amministrazione della Rai. Ciò significherebbe perpetuare, magari in modo più elegante, quel meccanismo di ingovernabilità che sta portando in un vicolo cieco la più grande azienda interamente pubblica del Paese. Mi spiace dirti che non posso essere d’accordo. Da mesi ci battiamo per cambiare la governance della Rai perché senza una riforma è impossibile rompere il rapporto perverso tra l’azienda e la politica….”. “Caro Antonio – scrive Bersani – tu mi chiedi di procedere assieme a nomine trasparenti per il Consiglio di amministrazione della Rai. Ciò significherebbe perpetuare, magari in modo più elegante, quel meccanismo di ingovernabilità che sta portando in un vicolo cieco la più grande azienda interamente pubblica del Paese. Mi spiace dirti che non posso essere d’accordo. Da mesi ci battiamo per cambiare la governance della Rai perché senza una riforma è impossibile rompere il rapporto perverso tra l’azienda e la politica. A …

"Il precario di sostegno saluta e se ne va", di Franco Buccino

Confesso che il precario di sostegno, quello dell’ascensore, nelle settimane scorse non l’ho cercato come faccio ogni tanto. Perché le notizie sul sostegno a scuola non erano buone: lui si sarebbe amareggiato ed io non avrei saputo cosa dire. Poi, ci siamo incrociati a piazza Dante. Usciva da una libreria; mi ha salutato e mi ha detto: “A settembre vengo a lavorare qui”. Sono rimasto senza parole, e lui, quasi a giustificarsi, ha continuato: “L’incarico annuale del provveditore è ormai un miraggio; le supplenze non arrivano prima di febbraio, marzo, se arrivano. In libreria mi fanno lavorare a settembre e ottobre, quando c’è la campagna dei testi scolastici; poi si vedrà. Se l’anno prossimo non ci sarà il decreto salvaprecari, cambio mestiere definitivamente”. È triste sentire un quasi quarantenne, laureato, abilitato con specializzazione, master, perfezionamenti e dieci anni di servizio, parlare così; un insegnante preparato e innamorato del suo lavoro, che cita ad ogni passo con affetto e orgoglio i “suoi” ragazzi diversamente abili. E gli subentrerà un insegnante di ruolo in soprannumero, magari appartenente …

"Il coraggio di una comunità", di Vittorio Emiliani

Il terremoto ha colpito e colpisce crudelmente una regione strategica nella storia oltre che nella geografia d’Italia, una regione-cerniera. Quella dove finisce la pianura padana e comincia l’Italia centrale, oltre il Rubicone. Quella che più rapidamente seppe unirsi al Triangolo industriale e crescere, fra non pochi squilibri, col primo «boom». Quella che sul piano politico-amministrativo e sociale ha saputo dire e dare molto, coi grandi partiti popolari, con le cooperative rosse, bianche e verdi, con la nuova imprenditoria nata dalla campagna, col volontariato di ogni colore. Per questo e per altro l’Emilia-Romagna, così centrale nella storia italiana, non può essere lasciata sola, alla sua pur forte volontà di reagire. Perché, da molti punti di vista, ne sarebbe come spezzata in due l’Italia stessa. Soltanto dopo la guerra, meno di settant’anni fa, un soffio per la storia, l’Emilia-Romagna portava sulle spalle un esercito di braccianti alla disperata ricerca di qualche giornata di lavoro e un Appennino mezzadrile e piccolo-proprietario che stava franando a valle. «Nel 1944 diventai segretario della Camera del Lavoro provinciale col più alto …

"Le tende in giardino", di Jenner Meletti

Bisogna arrivare all´alba, per capire quanti sono gli sfollati. Vedi le case chiuse e le strade piene di auto, quasi sempre due persone per macchina. Persone che si avvolgono nelle coperte alla ricerca di qualche altro minuto di riposo. Capisci che ci sono bimbi piccoli vedendo i biberon sul cruscotto. Vedi le tende nei giardini, negli spartitraffico, nei parchi e nei campi. Anche il sindaco di Novi, Luisa Turci, è uscita da poco dalla sua camera a quattro ruote. «Nel mio Comune ci sono 11.000 abitanti, frazioni comprese, e gli sfollati – comprese le persone che potrebbero avere la casa agibile ma che non ci entrano da tre giorni per paura delle scosse – sono 11.000. Nessuno dorme sotto un tetto di coppi e cemento». Sarà difficile che nelle prossime ore si torni nelle case. Le scosse arrivano una dopo l´altra come pugni nello stomaco. Alle 17 un sisma magnitudo 4, alle 20,55 una scossa del 3,6 e la scossa più dura, 4,2, alle 21,04. Il terremoto non si ferma, anzi sembra conquistare ogni giorno …

"La vita, nonostante", di Massimo Gramellini

Ci stanno impartendo una lezione di vita. Non solo di sopravvivenza. Di vita. Questi sfollati che si spaventano ma non vogliono dare soddisfazione alla paura. Che piangono senza piangersi addosso. E che ricominciano a vivere, nonostante. Nonostante sia un cumulo di macerie, il supermercato di Mirandola funziona ancora: a cielo aperto. Hanno portato per strada le merci, i carrelli e naturalmente la cassa. Bisogna pur nutrirsi, coprirsi, curarsi. I verbi primordiali del vivere continuano a essere declinati al presente e al futuro, nonostante. Amare, per esempio. Alice e Davide hanno confermato le nozze, nonostante la chiesa abbia perso un po’ di mattoni e il ricevimento sia stato dirottato fra le tende. Per la luna di miele si vedrà. Intanto c’è il miele, appena arrivato con il latte e i biscotti da Reggio Emilia sopra un Tir. E c’è la luna, che splende in un cielo di promesse e trema molto meno della terra. La gastronomia di Medolla sforna gnocchi fritti, nonostante. Nonostante la gastronomia sia diventata una cucina da campo in mezzo alla piazza del …