"Il terremoto in Emilia: perché una politica di tutela del territorio", di Vanni Bulgarelli e Sergio Gentili
Ancora lutti, ancora distruzioni. Case, fabbriche, edifici sono crollati questa volta in Emilia. Qualche mese fa l’acqua e il fango avevano duramente colpito Genova e le Cinque Terre. Poi, a ritroso, altri terremoti, alluvioni, frane. Viviamo in un Paese straordinario per natura, storia e cultura, ma fragile. Esposto più di altri alle calamità naturali. Tagli irresponsabili delle risorse per la difesa del suolo, malgoverno del territorio, forte urbanizzazione e incuria del patrimonio edilizio storico rendono gli eventi naturali estremi, nell’era dei cambiamenti climatici, più devastanti. Lo diciamo ancora una volta: la manutenzione del territorio e dei suoi beni è tra le più importanti opere pubbliche, sono infrastrutture per lo sviluppo del Paese e la protezione delle persone. Eppure, in questi giorni si fanno ancora solo elenchi di strade e autostrade. Serve una politica nazionale di prevenzione e protezione dei territori, con un patto tra comuni, regioni e stato, per un governo integrato del suolo, limitandone l’uso a fini insediativi, con strategie condivise di recupero e tutela. È indispensabile ed urgente una politica nazionale per le …
