Anno: 2012

"Lo spiraglio della Corte", di Stefano Rodotà

La decisione della Corte costituzionale sulla legge in materia di procreazione assistita lascia aperta la questione della legittimità del divieto della fecondazione eterologa. Infatti, invitando i tribunali che avevano sollevato la questione a riesaminarla tenendo conto di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell´uomo, i giudici della Consulta hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento, così mostrando di considerare insufficienti gli argomenti di chi aveva chiesto una sentenza che riaffermasse senz´altro la costituzionalità di quel divieto. Come si sa, il divieto di ricorrere alla procreazione assistita è all´origine di un consistente «turismo procreativo», che obbliga ogni anno migliaia di donne italiane a recarsi in altri paesi per ricorrere ad una tecnica ormai accettata quasi ovunque. Non volendo continuare a subire questo stato delle cose, alcune coppie si sono rivolte ai tribunali che, non ritenendo infondata la questione di illegittimità riguardante quella norma, hanno investito del problema la Corte costituzionale. L´ulteriore approfondimento richiesto ieri è basato su una sentenza della Corte di Strasburgo che, modificando un suo precedente orientamento, in un caso riguardante l´Austria ha …

"La crisi di sistema", di Claudio Sardo

Le elezioni amministrative hanno certificato una crisi di sistema. Il bipolarismo della Seconda Repubblica – che Berlusconi era riuscito a modellare attorno al proprio impianto populista – si è sgretolato. Dove c’erano l’asse del Nord, il centrodestra senza confini a destra, il blocco sociale che contrapponeva la libertà alla stessa idea di «pubblico», ora c’è un grande vuoto. Il Pd, rimasto il solo partito nazionale tra le macerie, conserva una massa critica e una capacità di coalizione che appare oggi come la risorsa estrema, su cui ricostruire una competizione democratica. Il suo successo è indubbio, se misurato in termini relativi. Ma a nessuno sfugge che si tratta di un successo fragile. Lo ha dimostrato anche la facilità con cui gli elettori del centrodestra e del centro hanno dirottato al secondo turno i loro voti sui candidati grillini. La protesta radicale, la carica anti-establishment, il rifiuto della mediazione politica sono un’onda montante: contengono certo una domanda di rinnovamento, ma la travalicano. Se non è stata la prima scelta, l’opzione Grillo è diventata quantomeno a Parma il …

"Italia più povera. Salari fermi risparmi in calo", di Roberto Giovannini

Un baratro tra Nord e Sud, tra classi sociali, tra chi ha un posto fisso e chi è precario, tra uomini e donne, tra chi studia e chi a malapena riesce a completare la scuola dell’obbligo. La fotografia che l’Istat scatta dell’Italia nel suo rapporto 2012 è quella di un paese spaccato da tante disuguaglianze. Diseguaglianze differenti, che percorrono trasversalmente il paese, aprendo la strada a scenari davvero preoccupanti. Nel corso dell’ultimo anno, spiega il presidente dell’Istituto di Statistica Enrico Giovannini, l’Italia ha scoperto di essere «più vulnerabile di quanto pensava». Una presa di coscienza che è servita a «mettere mano» su «numerose questioni irrisolte», ma comunque anche il 2012 è destinato ad essere «ricordato come un anno molto difficile». Un anno in cui in pratica l’Italia ha finito di «mangiarsi» l’intero dividendo dell’euro, pure conquistato con tanti sacrifici. Un tratto unificante del Paese, se vogliamo, è quello del ritorno evidente della separatezza tra le classi sociali. Tra i trentenni, solo il 20,3% dei figli degli operai è riuscito ad arrivare all’università, contro il 61,9% …

"Come le donne possono difendersi", di Giovanna Zincone

L’ uccisione di donne non accenna a rallentare. Durante la presentazione del Rapporto annuale Istat si è evidenziata una diminuzione generale degli omicidi nell’ultimo ventennio, ma non di quelli femminili. Nel 2011 sono state 137 le vittime in Italia, dieci in più dell’anno precedente, e nei primi mesi del 2012, già più di 50 donne hanno perso la vita, uccise da un maschio. Quasi sempre da un marito, un compagno, un ex. Sono diminuiti alcuni reati, ma gli stupri sono aumentati. Stando a una ricerca del 2006, il rischio di essere oggetto di qualunque tipo di violenza cresce con il crescere della vicinanza del colpevole. Una donna su tre (tra i 16 e i 70 anni) è stata vittima di comportamenti lesivi più o meno gravi. La diffusa sopraffazione sulle donne costituisce non solo un terreno di coltura che può generare esiti letali, ma un male sociale in sé. Si moltiplicano appelli e mobilitazioni contro questo intollerabile fenomeno. Ma perché abbiano un impatto rilevante non basta che risveglino le coscienze e attraggano la pigra attenzione …

"Senza equità e ricerca i giovani restano fuori", di Nicola Cacace

«I dati del rapporto non dicono nulla di buono. In Europa siamo primi per precarietà salari e pensioni perdono potere d’acquisto». Il presidente dell’Istat Giovannini ha dovuto sobbarcarsi l’ennesima fatica, quella del rapporto annuale, senza poter aggiungere niente di buono a quello che ci dice da anni. In Europa siamo ultimi per crescita del Pil, primi per precarietà dei giovani, ultimi per equità nella distribuzione di redditi e ricchezza, con salari e pensioni che da anni perdono potere d’acquisto e povertà crescente. L’Italia è il paese più vecchio del mondo, 44 anni di età media, contro i 20 anni del Magreb, che invecchia male perché da anni sacrifica l’unica risorsa scarsa e creativa, quella dei giovani. È infatti dal 1975 che, proprio per le politiche anti giovani è cominciato il dimezzamento delle nascite, da un milione a mezzo milione di nati ogni anno. E oggi abbiamo bisogno di almeno 200mila immigrati ogni anno per coprire i lavori più umili. Precarietà occupazionale, diseguaglianze crescenti tra redditi e ricchezze, scarsa innovazione delle produzioni che implica scarsa domanda …

Un esercito di studenti senza borsa di studio "In 145mila ne hanno diritto, ma non l'avranno" di Salvo Intravaia

I tagli dell’ultimo governo Berlusconi hanno portato il fondo per il Diritto alla studio universitario da 246 a 12 milioni di euro. Escludendo di fatto dal sostegno economico un’enorme platea di ragazzi. La denuncia dell’Unione degli universitari. Decine di migliaia di studenti italiani hanno diritto ad una borsa di studio ma non la riceveranno mai. Il mega taglio al fondo per il Diritto allo studio universitario (il Dsu) operato dalla coppia Gelmini/Tremonti, prima di passare la mano al governo tecnico guidato da Mario Monti, ha lasciato al palo 145.000 studenti universitari che, stando alla normativa vigente, per reddito familiare e per merito, dovrebbero ricevere un sostegno. A denunciarlo è l’Unione degli universitari che, il 2 giugno, sarà al fianco dei sindacati in occasione della manifestazione unitaria indetta da Cgil, Cisl e Uil a Roma. “La situazione è ormai insostenibile, il governo deve intervenire con urgenza”, spiega Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu. Tra la crisi che colpisce le famiglie, la riduzione della spesa pubblica, le persone che non studiano né lavorano – i cosiddetti Neet – …

"Passa la proposta Pd. Finanziamento pubblico dimezzato"

Sì della Camera: il taglio scatta già con la rata di luglio. 
Contrari Lega, Idv, radicali e Noi Sud, si astiene Fli. I partiti si sono dimezzati i finanziamenti pubblici, da 182 milioni di euro scendono a 91 nel 2012; il taglio della metà scatta da luglio, con il pagamento dell’ultima rata di rimborsi elettorali. Ieri l’aula della Camera ha votato l’articolo 1 del testo di legge scritto da Bressa del Pd e Calderisi, Pdl, approvato con 372 sì, 97 no e 17 astenuti. Contrari la Lega, i Radicali, Noi Sud e Italia dei Valori. Per il sì hanno votato Pd, Pdl, Udc, Api, mentre Fli si è astenuta, a riprova che il Terzo Polo è finito. Decisamente soddisfatto Pier Luigi Bersani che per primo aveva proposto il tagli della metà: «Avevo detto dimezzamento e ci siamo arrivati». La settimana prima, quando l’ostruzionismo leghista aveva causato il rinvio del voto, il segretario Pd si era infuriato. Ora «si comincia a vedere qualche fatto. Siamo riusciti ad arrivare a un risultato concreto e vero», ha commentato …