Anno: 2012

"Progettare l’alternativa tra le macerie del bipolarismo", di Michele Prospero

Le elezioni amministrative capitano in una fase di accentuata destrutturazione del sistema politico. Hanno quindi un significato fortemente evocativo. Tra le rovine del bipolarismo, esse alludono a nuovi scenari. Per ora gli indizi lasciati sono solo embrionali, ma si rinvengono già delle tracce che paiono destinate a durare nel tempo. Qualcosa di analogo si verificò anche nelle consultazioni locali del 1993. Un sistema che era in piedi da mezzo secolo si ritrovò con soggetti estinti. E i partiti superstiti vagavano con affanno alla ricerca di altri equilibri. La cattiva ermeneutica del voto impedì allora alla sinistra di cogliere gli spostamenti molecolari in atto. Per questo mancò una lettura realistica del rapporto tra le forze sociali in campo, che andavano alla rapida ricerca di una rappresentanza perduta. Ben altra è la consapevolezza storico-politica di oggi, e questo rassicura circa la non riesumazione degli errori strategici di allora. Le difficoltà che affiorano nondimeno sono enormi. Il Pd è senza dubbio il vincitore del turno elettorale di maggio. Operando come una flessibile cerniera, pare in grado di stringere …

"Ci mancano i cervelli", di Pietro Greco

L’Italia non fa nulla per trattenere i suoi giovani scienziati ma scoraggia anche le eccellenze che dall’estero scelgono il nostro Paese. La burocrazia èla principale colpevole. Dallo scorso autunno Alessio Figalli, 27 anni, romano è “full professor” presso l’Università di Austin in Texas. Si è formato alla Normale di Pisa e in pochissimi mesi sulla base del solo merito ha ottenuto posizioni al Consiglio nazionale delle ricerche francese, all’università di Parigi e all’università di Princeton prima di ottenere una cattedra da professore ordinario ad Austin. Molti, anche tra i docenti che lo hanno conosciuto a Pisa, gli riconoscono qualità superiori. Ma con Alessio Figalli siamo stati ancora vittima di quel fenomeno che molti chiamano «cervelli in fuga»? La risposta è no. Non perché, nel caso specifico di Figalli, l’Italia non abbia perso un altro genio. Ma perché il fenomeno generale non esiste. Non c’è una fuga dei cervelli dall’Italia. Semmai – come riconoscono una serie di studi dell’Ocse, della Fondazione Rodolfo De Benedetti e dell’Aspen Institute – c’è un mancato sbarco di cervelli in Italia. …

"Disoccupati, deficit, recessione tutti i frutti amari dell´austerità", di Maurizio Ricci

Nel nostro Paese il debito pubblico continuerà a salire fino al 123,5 per cento del Pil nel 2012. In Portogallo e Irlanda economia in ginocchio. In Spagna record dei senza-lavoro: quest´anno a quota 24%. Funziona? I numeri, per ora, dicono di no. Il gelo dell´austerità, calato sull´Europa, ha avuto l´effetto previsto dai manuali d´università: i tagli alla spesa pubblica e i rincari delle tasse hanno prosciugato la domanda, rallentando o paralizzando l´economia e il risultato è che i bilanci pubblici, anziché migliorare, sono, in generale, peggiorati. In realtà, dicono i sostenitori del rigore, è troppo presto per tirare conclusioni. In Italia e in Spagna, ad esempio, le manovre all´insegna dell´austerità sono partite solo l´estate scorsa: non c´è stato ancora tempo per rianimare la fiducia dei mercati. A due anni dal suo lancio in Grecia, tuttavia, all´austerità si può fare, almeno, un tagliando, verificando quattro parametri (prodotto interno lordo, disoccupazione, debito e disavanzo in rapporto al Pil), sulla base dei dati della Commissione europea. Quasi mai si è registrato un miglioramento. Nei casi più positivi la …

"Dracma, scorciatoia verso il baratro", di Alberto Bisin

Si parla ormai con sempre maggiore insistenza della possibilità che la Grecia esca dall´Euro. Al momento siamo ad una impasse da manuale di strategia politica: la Grecia scommette che l´Europa non avrà la forza di lasciare andare il paese e l´Europa fa la voce grossa in risposta. L´impasse non potrà durare a lungo. I giochi dietro le quinte degli incontri internazionali rischiano di essere resi inutili dalla corsa dei greci alle banche a ritirare i depositi in Euro, che renderebbe un ritorno alla Dracma essenzialmente inevitabile. In pochi giorni, mentre scemavano le speranze che un governo di coalizione potesse essere costituito, 2 miliardi di Euro di depositi (il 2% del totale) sono stati ritirati dalle banche e si trovano oggi probabilmente sotto i materassi. La prima conseguenza di una uscita della Grecia dall´Euro e di un ritorno alla Dracma sarebbe una sostanziale svalutazione. La svalutazione avvantaggerebbe le esportazioni, il turismo, e quindi la bilancia commerciale, dando un po´ di respiro all´economia greca nel breve periodo. A differenza di quanto troppi commentatori continuano a ripetere, una …

Sabato 19 maggio alla festa del PD di Fossoli di Carpi, l’On. Manuela Ghizzoni risponde alle domande formulate via web

L’appuntamento è per le ore 21.00 presso il Palatenda della Festa in via Martinelli. Al centro dell’iniziativa i giovani e la scuola. L’On. Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito Democratico in commissione istruzione dalla Camera, verrà intervistata da Jessica Vellani, segretaria dei Giovani Democratici di Carpi, che proporrà alla deputata le domande e le richieste raccolte nei giorni scorsi dall’organizzazione giovanile del PD sul web e su FaceBook. Tra i temi trattati nel corso dell’iniziativa che vedrà protagonista la capogruppo del PD in commissione scuola alla Camera ci saranno in particolare i temi della scuola, della formazione e dell’inserimento nel mondo del lavoro e le proposte del PD sulla ricerca e l’Università e sui costi della politica. Nel corso dell’iniziativa, coordinata dal segretario del PD di Carpi Davide Dalle Ave, la consigliera comunale Elena Borghi racconterà invece la sua esperienza di giovane amministratrice.

"La salvezza dell’Italia e dell’Ue è nelle mani dei progressisti", di Stefano Fassina

Il collasso del governo conservatore in Olanda, pasdaran della Merkel. La vittoria del “vetero socialista” Hollande a Parigi. Il successo dell’old laburista Ed Miliband alle elezioni amministrative nel Regno Unito. Il drammatico messaggio da Atene. La netta affermazione della “keynesiana” Kraft alla guida della Spd nel Nord-Reno Westfalia. Che vuol dire? Vuol dire che la linea di politica economica imposta nella Ue dai conservatori, tedeschi in primis, e condivisa da larga parte delle tecnocrazie di Bruxelles e Francoforte, è sbagliata. Vuol dire, come previsto, che l’area euro è sempre più avvitata in una spirale di recessione-aumento della disoccupazione-instabilità di finanza pubblica. Vuol dire che non possiamo uscire dal tunnel attraverso il pareggio di bilancio, il controllo dell’inflazione e le mitiche riforme strutturali. Vuol dire infine che è necessario il sostegno alla domanda aggregata per innalzare il livello dell’attività produttiva e orientarlo verso lo sviluppo sostenibile e i beni comuni e di cittadinanza: Keynes e Schumpeter insieme, anzi Keynes al servizio di Schumpeter.
Dopo l’affidamento esclusivo alle riforme strutturali e il tentato blitz sulle regole per i …