"Gli organici disorganici", di Pippo Frisone
Nelle scuole è tempo di organici, vale a dire con quanti docenti dovranno funzionare le scuole. E’ del 29 marzo la Circolare che anticipa le poche novità contenute nello schema di decreto interministeriale, emanato di concerto tra ministro dell’istruzione e ministro dell’economia. Una procedura complessa quella sugli organici, divenuta negli anni un ginepraio di norme, leggi, regolamenti, ordinamenti, circolari, intese e via complicando. Infatti occorrono tre pagine del decreto interministeriali per richiamare ben 28 norme di leggi o regolamenti, non sempre in totale sintonia tra loro, come quelle sul tempo pieno nella primaria o sulla sicurezza. L’obiettivo è sempre lo stesso: razionalizzare la spesa sul personale ovvero tagliare più che si può. La catena di comando sugli organici rimane ancor oggi ancorata al più rigido centralismo burocratico, formalmente nelle mani del Miur ma sostanzialmente in quelle del Tesoro. I vincoli di spesa contenuti negli annuali DPEF e le clausole di salvaguardia fanno il resto. In tale ottica gli organici vengono determinati annualmente a “budget”. Per il 2012/13 è stata confermata la stessa dotazione del 2011/12 …
