Anno: 2012

“Un preside su tre ha più di 60 anni”, di Lorenzo Salvia

Forse non è una sorpresa, visto che il record è ben saldo nelle nostre mani per le categorie più diverse: dai politici ai manager, dai vescovi ai professori universitari. Ma se tutti sappiamo che l’Italia è un Paese per vecchi, al lungo elenco delle prove possiamo aggiungere un’altra voce. Abbiamo i presidi più anziani d’Europa. L’85% ha più di 50 anni contro una media europea del 60%. E uno su tre ha superato pure i 60 anni. L’esperienza è un patrimonio che non va sprecato, ci mancherebbe. Ma forse abbiamo esagerato e anche l’accesso alla professione non aiuta. L’ultimo concorso per presidi, partito un anno e mezzo fa, non si è ancora chiuso. Trentamila partecipanti, errori nelle domande, ritardi, ricorsi al Tar perché le buste erano trasparenti e non garantivano l’anonimato. Il risultato è che, su 2.300 posti messi a concorso, solo 800 sono stati coperti e abbiamo ancora 2 mila scuole in «reggenza», cioè con un dirigente in condominio, che guida almeno un altro istituto. Proprio a questi problemi è dedicato il seminario internazionale …

“Produttività, accordo separato: Cgil non firma. Camusso: “così si riducono salari lavoratori”, di Massimo Franchi

Si è persa un’occasione e si è scelto di ridurre i salari dei lavoratori. Gli appelli di Monti sono più segno di imbarazzo che di volontà di trovare soluzioni unitarie”. Susanna Camusso parla in nottata dalla sede della Cgil e non da Palazzo Chigi. Lo sguardo e il volto sono sereni nonostante la firma separata all’accordo sulla produttività da parte di governo, imprese e altri sindacati. “È stata una scelta di politica economica coerente con quelle fatte finora dal governo che scaricano sul lavoro le scelte per uscire dalla crisi” e questo è il primo capitolo dei punti che la Cgil non ha accettato. Il secondo è il mettere mano al modello contrattuale senza risolvere il problema della democrazia e della rappresentanza. “Se si sposta al secondo livello una quota del salario, è ancora più importante la rappresentanza” negata, ad esempio, alla Fiom nella trattativa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il terzo capitolo riguarda “le modifiche alla legislazione sul demansionamento che è figlio della scelta sull’allungamento dell’età pensionabile”. Ai lavoratori anziani viene chiesto di …

“Sindaci, si alza il tono della protesta”, di Gianni Trovati

Dimissioni di massa. La parola d’ordine ha fatto breccia tra i sindaci nel corso della manifestazione organizzata ieri dall’Anci a Milano (oltre mille primi cittadini presenti secondo l’associazione), ed è stata confermata dopo l’incontro con il ministro Piero Giarda che non ha potuto far altro se non impegnarsi a trasmettere al presidente del Consiglio il «profondo malessere» dei Comuni. Termini e modalità delle dimissioni saranno decisi giovedì 29 nel prossimo ufficio di presidenza dell’Anci, ma il senso della decisione è chiaro: alzare il livello anche simbolico della protesta, per provare a spuntare qualche modifica significativa nell’ultimo passaggio parlamentare della legge di stabilità. «Come abbiamo chiarito al Governo – spiega il presidente dell’Anci, Graziano Delrio – questa è l’ultima occasione per rivedere le norme che stanno uccidendo i Comuni». Gli occhi, certo, sono puntati sull’Esecutivo, ma fra i destinatari ci sono anche i partiti a cui i sindaci appartengono, e che in caso di mancate risposte si troveranno ad affrontare una campagna elettorale di primavera fra l’ostilità dei loro primi esponenti sul territorio. Ad alimentare il …

“All’Onu un posto per la Palestina”, di Lapo Pistelli*

Come può ripartire il dialogo in Medioriente? È velleitario pensare alla pace mentre esplodono le bombe? Possiamo arrenderci? La guerra conferma le lezioni di sempre: la forza non rende più credibili le rivendicazioni dei palestinesi, Israele conferma una indiscussa supremazia militare ma non si assicura solo così il diritto di vivere in pace, i civili e fra essi le donne e i bambini pagano un prezzo insostenibile alla logica dello scontro. La tregua interrompe la spirale dei lutti e della paura. Ma una tregua non è una pace. Ed è quello invece il nostro obiettivo per la regione più martoriata del mondo a noi vicino. È necessario però prendere le mosse da più lontano. Israele e le fazioni palestinesi non prevedevano la primavera araba. Israele non ripone fiducia in questo processo, rivendica di essere l’unica democrazia dell’area e rimprovera l’Occidente di non capire la vera natura degli islamici al potere. Hamas e Fatah hanno sperato che la «primavera» ponesse al centro la loro questione, che le masse arabe premessero i nuovi governi. Hanno sofferto dunque …

“Donne e lavoro l’Italia è in serie B”, di Flavia Amabile

Al lavoro quanto ai pari diritti uomo-donna, superano l’Italia anche Kenya e Brasile L’Islanda ottiene la prima posizione. «Essere donna in Italia è motivo di differenziazione, è un ostacolo oggettivo», dirà stasera il ministro Elsa Fornero agli italiani durante la trasmissione «Porta a Porta» registrata ieri. E la conferma è in tutte le cifre pubblicate. Le ultime arrivano dai dati Inps presenti in un’analisi del coordinatore generale statistico attuariale dell’istituto, Antonietta Mundo. Nel 2011 la retribuzione media annua lorda dei dipendenti privati (esclusa l’agricoltura) è stata di 21.678 euro per le donne contro i 30.246 euro degli uomini. Quasi un terzo in meno, lo svantaggio è del 28,3%, come è stato sottolineato durante il convegno sulle «Donne al lavoro» promosso dal Centro studi Progetto Donna, in collaborazione con Abbott e il patrocinio del ministro del Lavoro e delle politiche sociali con delega alle Pari opportunità. Non è l’unico dato inquietante. Secondo il Global Gender Gap 2012 del World Economic Forum pubblicato un mese fa, le donne italiane si piazzano all’ottantesimo posto su 135 Paesi, vivendo …

“L´ultima legge ad personam per bloccare la sentenza Mondadori Ma il governo da l´altolà al Pdl”, di Alberto D’Argenio

Il Pdl cerca di forzare i codici di procedura, di stravolgere il principio secondo il quale dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione una sentenza civile o penale passa in giudicato. Lo fa con un emendamento al decreto Sviluppo presentato ieri a Palazzo Madama da drappello di senatori berlusconiani. La norma – retroattiva – vuole introdurre “un quarto grado di giudizio”. Il Partito democratico insorge. Il governo si schiera contro. Ma il sospetto che emerge, non solo tra i partiti ma anche in ambienti governativi, è che l´emendamento rappresenti solo l´ultima legge “ad personam” per tutelare gli interessi di Silvio Berlusconi. Ancora una volta un tentativo di cambiare il diritto per salvare il Cavaliere da processi e condanne. Passate e future. A partire dalla sospensione del pagamento di 560 milioni alla Cir di Carlo De Benedetti per il Lodo Mondadori (attesa a breve la pronuncia della Cassazione). «A tutti è venuto il sospetto che l´ex premier l´abbia fatto proprio per questo», è la denuncia che dei democratici in Senato. Il testo presentato ieri dai senatori …