Anno: 2012

Bersani contro la tenaglia del bis “Senza di noi difficile fare il governo”, di Goffredo De Marchis

Trattativa finita sulla legge elettorale, dicono al Partito democratico. Pier Luigi Bersani si concentra sulle primarie, convinto che alla fine dimostreranno soprattutto la forza del centrosinistra e del Pd. Nei sondaggi continua la crescita del suo partito e all’indomani del 25 potrebbe registrarsi un ulteriore balzo in avanti. «Senza di noi — è la convinzione dei democratici — sarà difficile sia una modifica del sistema di voto sia la formazione di un nuovo governo». Ma a Largo del Nazareno non si nascondono la doppia insidia di una tenaglia che ha un obiettivo ormai chiaro: il ritorno di Mario Monti a palazzo Chigi. L’iniziativa di Montezemolo e Riccardi ufficializza la corsa del premier per il bis. Le parole di Monti dal Kuwait la confermano anche se ieri la precisazione chiesta dal Pd è arrivata. L’esternazione di Napolitano completa il cerchio. Un quadro allarmante, completato dal muro contro muro sulla riforma del Porcellum. La legge, sostanzialmente proporzionale, che da oggi verrà votata in commissione al Senato favorisce una larga coalizione e dunque un nuovo esecutivo Monti. Bersani …

“Il dividendo della crisi più pesante per i poveri”, di Nicola Cacace

Il 2012 con un Pil -2,3%, sarà l’anno più duro dopo il 2009. Chi paghera? i costi di questa ulteriore caduta del reddito, ancora la popolazione più povera? Come mostrano i dati Bankitalia elaborati da un gruppo di economisti (Peragine e Brunori, nel Merito.com, 16/11) «nel periodo 2006-2010 gli effetti della crisi non sono stati eguali per tutte le famiglie, le fasce a basso reddito hanno sofferto di più e complessivamente la recessione ha avuto un effetto regressivo sulla distribuzione dei redditi. A una riduzione annua del Pil nel quadriennio dello 0,7%, corrisponde una perdita di reddito del 3,5% annuo per il primo decile della popolazione (il 10% più povero), dell’1,5% per il secondo decile e così via; solo per l’ultimo decile cioè per i 2,4 milioni di famiglie più ricche, la crisi non ha prodotto riduzioni del reddito». Nel biennio successivo, 2011-12 non c’è alcun dubbio che anche le politiche di risanamento, quelle precedenti e quelle attuate da novembre in poi dal governo Monti, hanno avuto carattere altrettanto regressivo. Monti, pur avendo avuto il …

“Le Pillole della vergogna: ispettori al ministero dell’Istruzione”, di Sigfrido Ranucci e Giorgio Mottola

È in atto in queste ore un’ispezione da parte degli uomini della Ragioneria di Stato nelle stanze del ministero della Pubblica Istruzione. In seguito a quanto denunciato dalla puntata diReport “La banca degli amici” e quanto scritto dal Fatto Quotidiano sulla gestione degli appalti interni al Ministero, risulta che sarebbe stato lo stesso Ministero a presentare un esposto alla Procura. Più che pillole del sapere rischiano di diventare le pillole della vergogna e ancora prima di essere divulgate nella scuola. Dopo la trasmissione di Report andata in onda domenica dal titolo “La banca degli amici” la Ragioneria di Stato, su richiesta del Ministro Profumo, ha inviato i propri ispettori al Miur che in queste ore stanno acquisendo documentazione. Anche il presidente della Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni ha convocato d’urgenza il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo per un’audizione su quanto emerso nella puntata; il Ministro invece ha avviato un’ispezione interna per fare chiarezza sull’acquisto delle “Pillole del sapere” da parte dell’Ansas, l’agenzia ministeriale che si occupa di autonomia scolastica, e sul finanziamento di oltre 5 …

“La storia di Leonardo non deve ripetersi”, di Anna Serafini

Il 20 novembre è una giornata memorabile perché celebra l’approvazione da parte dell’ONU, della carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Era il 20 novembre 1989. E la Carta Onu è stata la Convenzione Onu più ratificata dai Paesi del mondo, compresa l’Italia. Da allora molte cose sono cambiate e indubbiamente è cresciuta la consapevolezza che i bambini e gli adolescenti hanno diritti propri, dentro e fuori la famiglia. Ma i dati ci segnalano ancora molte carenze. L’Italia è agli ultimi posti dei Paesi dell’ Unione europea per la spesa per la famiglia e l’infanzia: si spende solo 1’1,2% del Pil rispetto al 2.1 nella Ue a 15 e il 2.0% nella Ue a 27. Non solo, secondo i parametri dell’Ue, i bambini e ragazzi del nostro Paese a rischio di povertà sono il 24,4% del totale, il tasso più elevato della Ue. E il 70 % dei bambini e adolescenti poveri vive nel Mezzogiorno. Oltre alle limitate e inefficaci risorse, la spesa e i servizi per l’infanzia segnalano grandi differenze di standard e qualità, a …

“Malala e Savita il Medioevo è oggi”, di Moises Naim

Malala Yousafzai e Savita Halappanavar. Non è uno scioglilingua. Sono i nomi di due persone che non potrebbero essere più diverse, non potrebbero avere meno cose in comune. Ma a queste due persone sono accadute cose che mettono in risalto aspetti tragici e al tempo stesso incoraggianti del nostro mondo di inizio XXI secolo. Malala Yousafzai, pachistana, ha 14 anni. Un mese fa, mentre tornava a casa con lo scuolabus, è stata colpita da un proiettile che le ha attraversato la testa e il collo andando a finire nella spalla. È miracolosamente sopravvissuta e ora è in convalescenza in un ospedale del Regno Unito. Il suo peccato? Battersi in favore dell’istruzione delle bambine. Ehsanullah Ehsan, portavoce dei Taliban pachistani, ha rivendicato la paternità dell’attentato spiegando che Malala «è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità », e ha messo in chiaro che se dovesse sopravvivere «riproverebbero a ucciderla». Hanno minacciato anche suo padre, Ziaudinn, che accusano di averle lavato il cervello. La prima prova di questo lavaggio del cervello si è vista quando Malala, a soli …

“Esodati e senza reddito: si può fare di più”, di Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi

Con la legge di stabilità abbiamo ottenuto alcuni risultati che vanno nella direzione di una maggiore equità sociale. Le correzioni apportate all’iniziale testo del governo sono state, nel complesso, significative. Anche per quanto riguarda il tema dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni del ministro Fornero abbiamo com- piuto un passo avanti, anche se il problema non è stato definitivamente risolto. L’enfasi posta inizialmente dai media sul carattere definitivo della soluzione ha creato molte aspettative che non potevano trovare riscontro nei margini di manovra ristretti consentiti da una legge di Stabilità subordinata all’invarianza dei saldi. Tuttavia, occorre valutare nella loro giusta dimensione i risultati raggiunti, che non erano scontati. In primo luogo è necessario sottolineare il fatto che i tre interventi di correzione alla riforma, finora realizzati, prevedono uno stanziamento di circa 10 miliardi di euro (l’ultimo di 554 milioni) per salvaguardare una platea di 130.000 lavoratori. Semmai stupiscono alcuni fatti: il primo, è che la Ragioneria di Stato abbia valutato in 13 miliardi e 750 milioni fino al 2019 il …

“Tesoreria unica, alle scuole costa oltre 25 milioni di euro”, di Alessandra Ricciardi

La Tesoreria unica? «Non penalizzerà le pubbliche amministrazioni». Ne era certo il ministro dei rapporti con il parlamento, Piero Giarda, che l’aveva introdotta nel primo decreto di Spending review per le pubbliche amministrazioni: obiettivo, ridurre l’impatto del debito pubblico grazie alla centralizzazione della liquidità di spettanza degli enti, sottratta alla parcellizzazione delle gestioni sui singoli conti corretti. E la relazione tecnica aveva stimato anche di quanto: il beneficio per le casse dello stato è di 320 milioni di euro per il 2012, 150 milioni di euro a partire dal 2013 e 130 dal 2014. Peccato che né Giarda né altri avessero stimato l’effetto che l’estensione della misura alle scuole avrebbe prodotto in termini di maggiori costi. Già, perché le scuole devono, per continuare a movimentare i soldi (riscossione e pagamenti), essere comunque dotate di proprio conto corrente. E gli istituti bancari, non potendo più contare sulla giacenza della liquidità, si parla di oltre un miliardo di euro, hanno alzato le spese: un conto è arrivato a costare fino a 3 mila euro l’anno. Il che …