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“Le Pillole della vergogna: ispettori al ministero dell’Istruzione”, di Sigfrido Ranucci e Giorgio Mottola

È in atto in queste ore un’ispezione da parte degli uomini della Ragioneria di Stato nelle stanze del ministero della Pubblica Istruzione. In seguito a quanto denunciato dalla puntata diReport “La banca degli amici” e quanto scritto dal Fatto Quotidiano sulla gestione degli appalti interni al Ministero, risulta che sarebbe stato lo stesso Ministero a presentare un esposto alla Procura. Più che pillole del sapere rischiano di diventare le pillole della vergogna e ancora prima di essere divulgate nella scuola.
Dopo la trasmissione di Report andata in onda domenica dal titolo “La banca degli amici” la Ragioneria di Stato, su richiesta del Ministro Profumo, ha inviato i propri ispettori al Miur che in queste ore stanno acquisendo documentazione.
Anche il presidente della Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni ha convocato d’urgenza il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo per un’audizione su quanto emerso nella puntata; il Ministro invece ha avviato un’ispezione interna per fare chiarezza sull’acquisto delle “Pillole del sapere” da parte dell’Ansas, l’agenzia ministeriale che si occupa di autonomia scolastica, e sul finanziamento di oltre 5 milioni di euro nell’ambito del progetto Smart Cities.
I più indignati sono però insegnanti e studenti.L’associazione Udu ha annunciato di essere pronta ad avviare una class action contro il ministero dell’Istruzione su come vengono impiegati i fondi ministeriali. E sul piede di guerra sono anche i maestri elementari che dopo la puntata di Report hanno inondato di fax e di e mail il ministero dell’Istruzione e l’Ansas.
Chiedono perché, mentre le scuole non hanno la carta igienica, gli insegnanti vengono tirati per il collo e si preparano tagli per centinaia di milioni per i prossimi anni, il Ministero decide di spendere 730 mila euro per le Pillole del sapere e per format prodotti da Interattiva Media, la società di Ilaria Sbressa, moglie di Andrea Ambrogetti, il responsabile relazioni istituzionali di Mediaset e presidente di Dgtvi, l’associazione per il digitale terrestre.
Lo spirito del progetto sarebbe quello di “divulgare la cultura anche a finalità didattiche e formative nonché di comunicazione generale”, come ci ha specificato la stessa signora Ilaria Sbressa in una diffida che ci ha inviato un paio di giorni prima della messa in onda.
Nell’agosto del 2011, Interattiva Media era riuscita a far entrare il suo format sul mercato elettronico della Consip, vale a dire lo spazio virtuale su cui la Pubblica Amministrazione può acquistare qualsiasi tipo di prodotto, evitando così di dover imbastire gare di appalto. Ed è proprio dalla Consip che comincia la storia delle Pillole del sapere. Ma cosa ha portato gli esperti del ministero a scegliere i prodotti da Ilaria Sbressa? Tutto parte da questa pillola sul Portogallo. Gli esperti del Miur e gli esperti di Consip, che hanno accettato il format, ne devono essere rimasti folgorati.
Sei mesi dopo, nel febbraio del 2012, una commissione congiunta Miur-Ansas, presieduta dal Capo dipartimento del Ministero Giovanni Biondi, decide di spendere i soldi stanziati dal ministero dell’Istruzione per acquistare 12 pillole e 7 format audiovisivi. Il costo singolo per ogni pillola, un filmato di 3 minuti realizzati in grafica, è di 39 mila euro, tanto è stata pagata questa sul semaforo
da corriere.it

2 Commenti

  1. QUINTO POTERE dice

    22 novembre 2012
    Comunicato Stampa ”Pillole del Sapere” – L’anticipazione
    Anticipiamo a titolo esemplificativo la pubblicazione di uno dei prodotti acquistati su CONSIP
    di Indire
    A seguito della trasmissione “Report” dello scorso 18 novembre, e anche in risposta alle richieste pervenute, anticipiamo, a solo titolo esemplificativo, la pubblicazione di uno dei prodotti acquistati su CONSIP sulla base delle tematiche individuate dal gruppo di lavoro costituito dal MIUR.
    Sarà così possibile verificare che si tratta di materiale originale realizzato sulla base di una sceneggiatura pensata per rispondere sia ad esigenze di natura informativa/divulgativa sia di carattere didattico/formativo sui temi di Educazione ambientale, Educazione alimentare/salute ed Educazione stradale.
    Nel filmato è contenuta anche l’animazione grafica che ha lo scopo di riproporre un promemoria riepilogativo sui concetti chiave del tema trattato.
    A ogni filmato è correlato un Laboratorio di proposte didattiche adeguate rispetto al livello scolastico di riferimento.
    Il materiale sopradescritto, insieme a quello frutto delle esperienze didattiche su tali tematiche sviluppato dalle scuole stesse, per un totale di 50 prodotti audiovisivi e/o multimediali, sarà inserito in una Libreria Digitale online disponibile entro l’anno.
    http://www.indire.it/alert/

  2. silvana52 dice

    Queste migliaia di euro dovevano essere spese per mandare in pensione, secondo le norme ante fornero, il personale scolastico che ne aveva maturato il diritto!…

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