Anno: 2012

“Roma, se ne va «l’ultima medievista»: a rischio tesori del 1300”, di Edoardo Sassi

Nel Complesso borrominiano di Sant’Ivo alla Sapienza, straordinaria opera di Francesco Borromini nel cuore della Roma barocca, i calcinacci vengono giù in diretta, sfarinandosi su uno dei due balconi affacciati su piazza Sant’Ignazio. Ed è in questo edificio, sede dell’Università di Roma fino agli anni Trenta del Novecento, che si trova oggi l’Archivio di Stato di Roma, struttura dipendente da quel ministero per i Beni culturali che nel triennio 2009-2011 ha subito tagli per un miliardo di euro. «Eccolo, il risultato, degno di un Paese di selvaggi», si sfoga il direttore Eugenio Lo Sardo, il quale, tra mille emergenze da affrontare, ne segnala almeno due: «Tra sei mesi andrà in pensione Angela Lanconelli, ultima medievista (studiosa del Medioevo, ndr) in servizio, responsabile del settore Diplomatico e delle Pergamene. Come accade da anni non sarà sostituita, e ci sono cose che solo lei è in grado di fare». Ed è proprio Angela ad aprire al visitatore il cosiddetto armadio dei tesori, al primo piano di questo edificio, tra i più importanti della città, assurdamente ridipinto a …

"Al Petruzzelli protesta in musica per i diritti", di Ivan Cimmarusti

Una volta tanto i protagonisti sono stati loro, e non solo gli interpreti: gli orchestrali del teatro Petruzzelli hanno fatto «parlare» dal palco i loro strumenti, per protestare contro i tagli che stanno avvenendo nel teatro barese, il parziale rinnovo di 50 contratti su 200. L’occasione è stata la manifestazione indetta dalla Cgil, «una giornata sul tema della democrazia», racconta il segretario Cgil nazionale Enrico Panini. Diritto all’informazione, ma anche e soprattutto diritto al lavoro e dignità dei lavoratori, i temi trattati ieri mattina tra palco e platea del Petruzzelli per portare all’attenzione le grandi vertenze sindacali del capoluogo pugliese, come i 284 lavoratori Om «lasciati per strada», spiega il segretario Fiom di Bari Antonio Pepe, il negato riconoscimento del Rsa alla Magneti Marelli. Ospiti anche Emilio Miceli, segretario Slc Cgil, Pino Gesmundo, Cgil di Bari e Gianni Forte (Puglia), Igia Campaniello, Fiom di Bari.Conloro Claudio Sardo, direttore de l’Unità, Angelo Mastrandrea, vice direttore de il manifesto. IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE Un incontro dedicato al diritto al lavoro e all’informazione, negata negli ultimi giorni anche a …

“Al Petruzzelli protesta in musica per i diritti”, di Ivan Cimmarusti

Una volta tanto i protagonisti sono stati loro, e non solo gli interpreti: gli orchestrali del teatro Petruzzelli hanno fatto «parlare» dal palco i loro strumenti, per protestare contro i tagli che stanno avvenendo nel teatro barese, il parziale rinnovo di 50 contratti su 200. L’occasione è stata la manifestazione indetta dalla Cgil, «una giornata sul tema della democrazia», racconta il segretario Cgil nazionale Enrico Panini. Diritto all’informazione, ma anche e soprattutto diritto al lavoro e dignità dei lavoratori, i temi trattati ieri mattina tra palco e platea del Petruzzelli per portare all’attenzione le grandi vertenze sindacali del capoluogo pugliese, come i 284 lavoratori Om «lasciati per strada», spiega il segretario Fiom di Bari Antonio Pepe, il negato riconoscimento del Rsa alla Magneti Marelli. Ospiti anche Emilio Miceli, segretario Slc Cgil, Pino Gesmundo, Cgil di Bari e Gianni Forte (Puglia), Igia Campaniello, Fiom di Bari.Conloro Claudio Sardo, direttore de l’Unità, Angelo Mastrandrea, vice direttore de il manifesto. IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE Un incontro dedicato al diritto al lavoro e all’informazione, negata negli ultimi giorni anche a …

"La crociata anti-omosessuale dal Cavaliere ad Angelino", di Filippo Ceccarelli

Eccoli di nuovo, come se in un baleno la misura e la sobrietà avessero tolto il disturbo e in 24 ore appena tutto fosse ritornato come prima. Berlusconi super-macho attempato con Putin e Medvedev giubbonatissimi, Dell´Utri soddisfatto dell´ennesimo verdetto. La Santanché che nella consueta e ripristinata tele-rissa punta il dito e s´è “rotta le balle”, la Carfagna ancora una volta costretta spiegare che il suo “non era un calendario”, ma un´altra cosa che non si capisce, ma che lei non rinnega. Ed ecco di nuovo anche i nemici dei matrimoni fra uomini, gli alfieri della famiglia, i difensori del cuoricino che batte durante l´ecografia, gli eroici paladini di Eluana Englaro, che nelle sue povere condizioni a detta del Capo poteva anche “generare”, eccoli dunque ritornati in servizio. Nel seminario di Orvieto l´onorevole Alfano, leader a costante e conclamato rischio di offuscamento, pure con un certo piglio ha offerto alla platea di un partito piuttosto diviso e rintronato la fresca risorsa dei valori, anzi dei soliti e maiuscoli Valori, che negli ultimi tre-quattro mesi per la …

“La crociata anti-omosessuale dal Cavaliere ad Angelino”, di Filippo Ceccarelli

Eccoli di nuovo, come se in un baleno la misura e la sobrietà avessero tolto il disturbo e in 24 ore appena tutto fosse ritornato come prima. Berlusconi super-macho attempato con Putin e Medvedev giubbonatissimi, Dell´Utri soddisfatto dell´ennesimo verdetto. La Santanché che nella consueta e ripristinata tele-rissa punta il dito e s´è “rotta le balle”, la Carfagna ancora una volta costretta spiegare che il suo “non era un calendario”, ma un´altra cosa che non si capisce, ma che lei non rinnega. Ed ecco di nuovo anche i nemici dei matrimoni fra uomini, gli alfieri della famiglia, i difensori del cuoricino che batte durante l´ecografia, gli eroici paladini di Eluana Englaro, che nelle sue povere condizioni a detta del Capo poteva anche “generare”, eccoli dunque ritornati in servizio. Nel seminario di Orvieto l´onorevole Alfano, leader a costante e conclamato rischio di offuscamento, pure con un certo piglio ha offerto alla platea di un partito piuttosto diviso e rintronato la fresca risorsa dei valori, anzi dei soliti e maiuscoli Valori, che negli ultimi tre-quattro mesi per la …

"Nelle classi più studenti e meno insegnanti", di Lorenzo Salvia

La politica ha discusso, lo scontro fra governo e Parlamento è stato acceso. Ma alla fine le 10 mila assunzioni nella scuola non sono arrivate. Dovevano essere finanziate alzando le tasse sull’alcol e sui giochi, trasformando il vizio in virtù, o almeno in posti di lavoro. Ma l’emendamento al decreto legge sulle semplificazioni presentato dal Pd e approvato in commissione è stato cancellato, sostituito da un meccanismo pieno di curve: le assunzioni saranno possibili ma solo in caso di aumento degli studenti, da verificare ogni tre anni, e a patto che il settore abbia risparmiato qualcosa. Nessun impegno preciso, non una sorpresa visto il momento di sacrifici per tutti. Ma mentre la politica discute, nelle scuole che cosa succede? Il confronto tra l’anno in corso e quello precedente ci dice che, anche se di poco, il numero degli studenti è salito, più 0,1%. Mentre quello degli insegnanti è sceso, con una tendenza più marcata, 2,6%. Il risultato è che abbiamo meno classi, lo 0,6%. E che sono diventate un po’ più affollate: da una media …

“Nelle classi più studenti e meno insegnanti”, di Lorenzo Salvia

La politica ha discusso, lo scontro fra governo e Parlamento è stato acceso. Ma alla fine le 10 mila assunzioni nella scuola non sono arrivate. Dovevano essere finanziate alzando le tasse sull’alcol e sui giochi, trasformando il vizio in virtù, o almeno in posti di lavoro. Ma l’emendamento al decreto legge sulle semplificazioni presentato dal Pd e approvato in commissione è stato cancellato, sostituito da un meccanismo pieno di curve: le assunzioni saranno possibili ma solo in caso di aumento degli studenti, da verificare ogni tre anni, e a patto che il settore abbia risparmiato qualcosa. Nessun impegno preciso, non una sorpresa visto il momento di sacrifici per tutti. Ma mentre la politica discute, nelle scuole che cosa succede? Il confronto tra l’anno in corso e quello precedente ci dice che, anche se di poco, il numero degli studenti è salito, più 0,1%. Mentre quello degli insegnanti è sceso, con una tendenza più marcata, 2,6%. Il risultato è che abbiamo meno classi, lo 0,6%. E che sono diventate un po’ più affollate: da una media …