“L’analisi oltre il lamento, le banche diano una mano al Paese” di Rinaldo Gianola
Non c’è dubbio che Mario Monti abbia registrato un formidabile balzo di popolarità l’altro ieri, quando il Senato ha votato il decreto liberalizzazioni colpendo duramente le banche con l’azzeramento delle commissioni sugli affidamenti e gli sconfinamenti. Un colpo così forte e inatteso che i vertici dell’Abi hanno annunciato le dimissioni contro la decisione giudicata «inaccettabile». Forse il governo e il Parlamento rimedieranno nei prossimi giorni a questo «errore» e le banche potranno tornare a imporre le loro commissioni sulle linee di credito. Tuttavia questa vicenda suscita qualche considerazione sull’azione del governo e sul ruolo e il grado di popolarità delle banche nel Paese. Per Monti, sospettato da alcuni di guidare «il governo delle banche e dei poteri forti», il voto del Senato contro le commissioni bancarie è stato un regalo fantastico, una medaglia da appendersi al petto che vale più di mille spot. E se il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, già amministratore delegato di Intesa SanPaolo, esprime comprensione per il disagio dei suoi ex colleghi, il presidente del Consiglio si gode un quarto …
