Anno: 2012

"Gli stupri come la mafia: sì al carcere preventivo", di Mila Spicola

La recente sentenza della Corte Costituzionale che abolisce il carcere preventivo nel caso degli stupri di gruppo ha provocato indignazioni, polemiche e mille riflessioni. Leggendo con raziocinio tutte le posizioni messe in campo, i mille articoli, i blog, mi sono venute in mente altre riflessioni, mano a mano che raccoglievo maggiori dati. Tra le considerazioni a favore della sentenza di quella Corte sta la costituzionalità della presunzione d’innocenza. Diritto sacrosanto, si legge e si ripete e si condivide. Poi però, leggendo ancora, scopriamo che c’è un caso in cui è permesso il carcere preventivo e senza nemmeno tante indignazioni: nel caso dei reati per mafia. Tutto il Paese sano e onesto si stringe giustamente a raccolta e, in quel caso, la regola sacrosanta al diritto di essere giudicato colpevole dopo la sentenza vacilla in nome di ferite e di morti che non possono essere dimenticate. E allora continuo a leggere e a cercare e scopro che le donne ammazzate in un anno, il 2008, sono state in numero maggiore, (109 femminicidi in Italia), ai morti …

“Gli stupri come la mafia: sì al carcere preventivo”, di Mila Spicola

La recente sentenza della Corte Costituzionale che abolisce il carcere preventivo nel caso degli stupri di gruppo ha provocato indignazioni, polemiche e mille riflessioni. Leggendo con raziocinio tutte le posizioni messe in campo, i mille articoli, i blog, mi sono venute in mente altre riflessioni, mano a mano che raccoglievo maggiori dati. Tra le considerazioni a favore della sentenza di quella Corte sta la costituzionalità della presunzione d’innocenza. Diritto sacrosanto, si legge e si ripete e si condivide. Poi però, leggendo ancora, scopriamo che c’è un caso in cui è permesso il carcere preventivo e senza nemmeno tante indignazioni: nel caso dei reati per mafia. Tutto il Paese sano e onesto si stringe giustamente a raccolta e, in quel caso, la regola sacrosanta al diritto di essere giudicato colpevole dopo la sentenza vacilla in nome di ferite e di morti che non possono essere dimenticate. E allora continuo a leggere e a cercare e scopro che le donne ammazzate in un anno, il 2008, sono state in numero maggiore, (109 femminicidi in Italia), ai morti …

"Pagare di più i contratti a tempo. Fornero incalza le aziende", di Giusy Franzese

Il lavoro flessibile costerà di più. Mentre continuano le polemiche per le frasi pronunciate l’altro giorno dalle ministre Fornero e Cancellieri sul posto fisso, il negoziato sulla riforma del lavoro va avanti a ritmi serrati. Agli incontri tecnici tra Cgil, Cisl e Uil, ieri si è aggiunto quello tra il ministro del Welfare e Rete Imprese (l’associazione che raggruppa le varie associazioni datoriali). Ed è proprio durante questa riunione che la Fornero, nonostante la contrarietà delle aziende, ha ribadito l’intenzione del governo di far costare di più i contratti a tempo determinato. Oggi nuova girandola di vertici tra le parti sociali, prima con riunioni separate e poi in serata tra i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confindustria. Il nodo da sciogliere resta quello di sempre: come e se modificare le norme sui licenziamenti individuali e in particolare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sul tavolo negli ultimi giorni si è aggiunta la proposta-apertura della Cisl: estendere le procedure e le conseguenti tutele (mobilità per due anni) previste dalla legge 223 che regola i …

“Pagare di più i contratti a tempo. Fornero incalza le aziende”, di Giusy Franzese

Il lavoro flessibile costerà di più. Mentre continuano le polemiche per le frasi pronunciate l’altro giorno dalle ministre Fornero e Cancellieri sul posto fisso, il negoziato sulla riforma del lavoro va avanti a ritmi serrati. Agli incontri tecnici tra Cgil, Cisl e Uil, ieri si è aggiunto quello tra il ministro del Welfare e Rete Imprese (l’associazione che raggruppa le varie associazioni datoriali). Ed è proprio durante questa riunione che la Fornero, nonostante la contrarietà delle aziende, ha ribadito l’intenzione del governo di far costare di più i contratti a tempo determinato. Oggi nuova girandola di vertici tra le parti sociali, prima con riunioni separate e poi in serata tra i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confindustria. Il nodo da sciogliere resta quello di sempre: come e se modificare le norme sui licenziamenti individuali e in particolare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sul tavolo negli ultimi giorni si è aggiunta la proposta-apertura della Cisl: estendere le procedure e le conseguenti tutele (mobilità per due anni) previste dalla legge 223 che regola i …

"Lo spettro di Malthus si aggira per l´Italia", di Barbara Spinelli

C´È una parte di verità, in quel che Mario Monti ha detto – a RepubblicaTv – sul modo in cui è stata interpretata la sua idea del lavoro fisso («Diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita!»). Citato fuori dal contesto, quel che ha aggiunto subito dopo è finito in un buco nero: «È più bello cambiare e accettare nuove sfide, purché in condizioni accettabili. Questo vuol dire che bisogna tutelare un po´ meno chi oggi è ipertutelato, e tutelare un po´ più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci». Resta tuttavia l´inadeguatezza del vocabolario, e non può stupire il disagio profondo che esso suscita in chi nulla sa del lavoro sicuro, durevole, e vive un´esistenza arrabattata, esposta alle durezze del mercato, difficilmente conciliabile col proposito di far figli, guardata con sistematica diffidenza da banche che non fanno credito se non a redditi solidi, e costanti. Non meno malessere suscitano gli argomenti con cui il Premier ha tentato di spiegare il suo punto …

“Lo spettro di Malthus si aggira per l´Italia”, di Barbara Spinelli

C´È una parte di verità, in quel che Mario Monti ha detto – a RepubblicaTv – sul modo in cui è stata interpretata la sua idea del lavoro fisso («Diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita!»). Citato fuori dal contesto, quel che ha aggiunto subito dopo è finito in un buco nero: «È più bello cambiare e accettare nuove sfide, purché in condizioni accettabili. Questo vuol dire che bisogna tutelare un po´ meno chi oggi è ipertutelato, e tutelare un po´ più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci». Resta tuttavia l´inadeguatezza del vocabolario, e non può stupire il disagio profondo che esso suscita in chi nulla sa del lavoro sicuro, durevole, e vive un´esistenza arrabattata, esposta alle durezze del mercato, difficilmente conciliabile col proposito di far figli, guardata con sistematica diffidenza da banche che non fanno credito se non a redditi solidi, e costanti. Non meno malessere suscitano gli argomenti con cui il Premier ha tentato di spiegare il suo punto …

"Nell’onorata Protezione civile story le due ferite di Berlusconi e Tremonti", di Francesco Lo Sardo

Dai commissari del 1693 a Gabrielli. Passando per Bertolaso: dai grandi eventi al milleproroghe. Se si dovesse affrontare il caso Protezione civile con il “metodo Protezione civile”, per rimettere le cose a posto gli interventi d’emergenza da attuare sono due: chirurgici. Cancellare le velenose norme nascoste da Tremonti nell’articolo 2, comma 2, del milleproroghe 2011 cioè la legge 10 del 26 febbraio (denunciata da Gabrielli) e riscrivere – per evitare abusi – quel passaggio dell’articolo 5 della legge 401 del 2001 voluto da Berlusconi e Gianni Letta che equipara i «grandi eventi» alle calamità naturali e alle catastrofi. Perché qui comincia e qui finisce, stringi stringi, la storia della Protezione civile cattiva, che copre business e cricche o che funziona male, che ha scacciato l’onorabile storia della Protezione civile buona. Una storia antica, che affonda le sue radici nella nomina dei commissari straordinari nel 1693 in occasione del terremoto della Val di Noto e di quello di Calabria del 1793, che passa dal regio decreto del 1919 (prima legge sul soccorso) e da quello del …