"L’Italia non è tutta Pompei. E sulla cultura c’è molto da fare", di Vittorio Emiliani
Il neo-ministro Massimo Bray dunque gestirà Beni e Attività culturali e Turismo. Abbia cura di non subordinare i primi al secondo: centri storici, musei, siti archeologici, chiese, il paesaggio in generale sono il motivo di attrazione per milioni di stranieri che praticano il «turismo culturale». Se però questi beni irriproducibili li lasciamo distruggere, sfregiare, imbruttire, involgarire, anche l’indotto turistico ne risente pesantemente. Nel monitoraggio delle grandi agenzie siamo ancora al 1°-2° posto per le città d’arte, ma siamo stati retrocessi per la natura e per le spiagge. Onorevole Bray, il macchinone che lei – proveniente da un luogo di cultura come l’Enciclopedia Treccani – dovrà guidare con le Regioni è stato scassato da chi l’ha preceduta, soprattutto Bondi, Galan e Ornaghi, lasciato quasi senza olio e benzina, con le gomme consunte. In compenso ha a bordo un’autentica folla di direttori generali (ben 25, più il segretario generale), mentre i soprintendenti e gli ispettori che fanno la vera tutela, che gestiscono musei e aree archeologiche sono stati indeboliti, guadagnano infinitamente di meno e…restano a piedi. Capaci …
