Anno: 2013

Parlamentari Pd “Napolitano oggi la miglior risposta possibile”

La nota di Baruffi, Galli, Ghizzoni, Guerra, Kyenge, Patriarca, Pini, Richetti e Vaccari. I parlamentari modenesi del Pd Baruffi, Galli, Ghizzoni, Guerra, Kyenge, Patriarca, Pini, Richetti e Vaccari hanno convintamente votato Giorgio Napolitano, dopo che sono state bruciate le due candidature di Marini e Prodi. “Non ci sono scusanti per quanto accaduto in precedenza – scrivono – restava solo il dovere di porre rimedio in fretta per restituire al Paese certezza e stabilità istituzionale. E la migliore risposta possibile è oggi il presidente Giorgio Napolitano”. «Abbiamo convintamente votato Giorgio Napolitano. Un voto conseguente agli esiti delle votazioni di giovedì e venerdì, in cui si sono bruciate le candidature di Marini e Prodi. Giovedì scorso, abbiamo interpretato la richiesta giunta dagli elettori del territorio, dal gruppo dirigente e dagli amministratori locali dichiarando pubblicamente l’astensione sul voto a Franco Marini e invocando una pausa di riflessione. Una posizione non residuale all’intero dei grandi elettori democratici, alla quale Bersani, Vendola e Tabacci hanno risposto con una candidatura in grado di ricomporre sia il partito sia la coalizione e …

L’addio di Bersani «Uno su quattro tra noi è un traditore», di Simone Collini

«Abbiamo prodotto una vicenda di una gravità assoluta. Sono saltati i meccanismi di responsabilità e di solidarietà. Uno su quattro di noi ha tradito. Per me è inaccettabile». È l’ora più drammatica per il Pd. E per Bersani. Le dimissioni, smentite alle otto della sera dal quartier generale del partito, poche ore dopo vengono annunciate dallo stesso segretario davanti ai parlamentari riuniti al Capranica. Il leader democratico non solo rinuncia definitivamente all’idea di guidare quello che in questi cinquanta giorni ha definito un «governo di cambiamento», ma va all’assemblea dei grandi elettori del Pd e annuncia le proprie dimissioni, spie- gando che saranno effettive non appena verrà eletto il prossimo Capo dello Stato: «Non posso accettare il comportamento di oggi. Per me è troppo». Poi l’annuncio dell’addio, di fronte a un’attonita assemblea. «Continuerò a dare una mano. I capigruppo con me devono da subito contattare le altre forze politiche per trovare una soluzione definitiva sul Quirinale. Noi da soli il Presidente della Repubblica non lo facciamo». Poche parole, cariche di amarezza, al termine delle quali …

"Se una donna uccisa è una notizia qualsiasi", di Natalia Aspesi

Sta diventando una notizia qualsiasi, anche un po’ ripetitiva, quindi sempre meno interessante, basta prima pagina e titoloni, quasi sempre sensazionali e sbagliati, inutili i commenti, tanto ormai si è detto tutto, e arzigogolato su tutto. Ne hanno ammazzato un’altra e un’altra ancora, una si sono accontentati di sfigurarla, e avanti così. È come se fosse diventata un’abitudine farlo e subirlo, e una barba venirne informati. Ci indigniamo? Riempiamo le piazze? Chiediamo giustizia? Pretendiamo che non succeda più? Mah, ci si è logorati anche a protestare. E poi, mentre si è lì a dire la nostra, con cartelloni e cori, ecco che da qualche parte ne ammazzano un’altra. Per le istituzioni era un impiccio prima, figuriamoci adesso, c’è ben altro da pensare con il casino politico sempre più contorto. Certo col famoso rinnovamento che per ora si è accasciato, si troverà forse il tempo di buttar lì un volonteroso pensiero: ma intanto chissà, persino in quella folla di italiani pro o contro Marini o Prodi o chiunque altro, che fuori da Montecitorio brucia la tessera …

Quirinale, gruppo di parlamentari modenesi del Pd impegnato per una soluzione immediata

Nota dei senatori Guerra e Vaccari e dei deputati Baruffi, Ghizzoni, Kyenge, Patriarca e Pini. Sconcerto di fronte all’esito della quarta votazione viene espresso da un gruppo di parlamentari modenesi del Pd. “E’ il Pd il primo responsabile dell’affossamento della candidatura di Romano Prodi – dicono i senatori Guerra e Vaccari e i deputati Baruffi, Ghizzoni, Kyenge, Patriarca e Pini – Lavoreremo fino a domattina per concorrere a una ricomposizione che abbia al centro il bene del Paese, prima ancora di quello del partito”. Ecco la loro dichiarazione congiunta: «Esprimiamo sconcerto e profonda amarezza di fronte all’esito del quarto scrutinio per la scelta del Capo dello Stato dopo che il nome di Romano Prodi aveva avuto, solo questa mattina, il voto unanime dell’assemblea dei grandi elettori del Pd chiusasi addirittura con una standing ovation. Di questo porta responsabilità innanzitutto il Pd, il nostro partito, che non ha sostenuto unitariamente una personalità di altissimo profilo internazionale come Romano Prodi. Ciò è avvenuto per colpa di tanti franchi tiratori organizzati che hanno speculato sul futuro del Paese, …

Parlamentari Pd E.R. “Grande soddisfazione per candidatura Prodi”

La dichiarazione del sen. Vaccari e dell’on. Lenzi, coordinatori eletti Pd in Emilia Romagna. Con una dichiarazione congiunta, il senatore Stefano Vaccari e la deputata Donata Lenzi, coordinatori degli eletti del Pd dell’Emilia-Romagna al Senato e alla Camera, esprimono la soddisfazione del gruppo dei parlamentari espressione della nostra Regione per la scelta di candidare Romano Prodi alla presidenza della Repubblica. Ecco il testo della dichiarazione: “A nome nostro e dei parlamentari di Camera e Senato eletti in Emilia-Romagna esprimiamo grande soddisfazione per la ritrovata unità intorno alla candidatura di Romano Prodi, che per la sua storia e il suo impegno rappresenta una figura di altissimo profilo. Abbiamo apprezzato la capacità del segretario Pier Luigi Bersani di interpretare la fase nuova che si è aperta dopo la giornata di ieri e di proporre una candidatura che ha trovato una condivisione unanime. Ora è necessario il massimo impegno per creare attorno alla figura di Romano Prodi il consenso necessario per dare il prima possibile un presidente della Repubblica al nostro Paese”.

“Tre-quattro anni senza sacrifici ecco il piano per i Paesi in crisi”, di Eugenio Occorsio

«SERVE una visione d’insieme. Le riforme strutturali sono necessarie, resti ben chiaro. E non sono un’esperienza piacevole: il consolidamento fiscale fa male, la pulizia del sistema bancario costa alle finanze pubbliche, le tasse rappresentano un problema inevitabile. Ma vanno assolutamente rivisti i tempi, consentendo una moratoria perché i Paesi in difficoltà si allineino ai più forti. Questa proroga va utilizzata per intervenire in modo articolato non solo nel settore pubblico ma in quello privato». Jean Pisani-Ferry, 62 anni, a lungo consulente della Commissione di Bruxelles, docente all’Université Paris-Dauphine e direttore del think-tank Bruegel di Bruxelles, si unisce alla nutrita pattuglia di economisti che lanciano l’allarme sul rigore: «Una così protratta carenza di crescita è un challenge politico di dimensioni enormi. Non si risolve semplicemente imponendo un’agenda di riforme draconiane, di rigore, di austerity, come se bastasse. Le priorità sono altre, come il recupero di competitività e produttività. Il divario con l’America è insostenibile da prima della crisi: la produzione dei primi 15 Paesi dell’Ue era superiore per il 15% a quella degli Usa nel 1982, …

"Un decreto per le aree terremotate", di Ilaria Vesentini

Prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2014 nelle zone emiliane terremotate e riaprire il “marchingegno” del prestito gratuito per pagare le tasse, rimettendo in circolo gli oltre 5 miliardi della Cassa depositi e prestiti per la moratoria fiscale inutilizzati, sui 6 miliardi stanziati a fine 2012 per la moratoria fiscale. Sono le due priorità assolute che entreranno nel decreto che il Consiglio dei ministri dovrebbe firmare a giorni, nella prima seduta utile, così come concordato a Roma dal commissario alla ricostruzione dell’Emilia-Romagna Vasco Errani in un incontro fiume con il premier Mario Monti, il ministro dell’Economia e delle finanze Vittorio Grilli, il sottosegretario Antonio Catricalà e, in chiusura, anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero. Il pressing che la regione aveva intensificato negli ultimi dieci giorni sta dando dunque, in extremis, i suoi frutti. «Monti ha autorizzato la predisposizione del decreto, in modo che il presidente Giorgio Napolitano lo possa firmare finché è ancora in carica. Un decreto – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli – che, da un …