Napolitano, «grande arbitro» della politica e delle istituzioni, di Dino Pesole
Garante della stabilità delle istituzioni e dell’unità nazionale, arbitro super partes pronto a richiamare le forze politiche al rispetto delle regole e a un confronto finalmente più civile. Giorgio Napolitano sta per lasciare il Quirinale, e il bilancio dei suoi sette anni è in buona parte nell’unanime riconoscimento che gli viene tributato dalle forze politiche, anche da quelle che sette anni fa non lo votarono, e soprattutto dagli indici di popolarità raggiunti. Quanto a livello di fiducia, stando al sondaggio condotto dall’Ipsos, Napolitano raggiunge l’84% tra giudizi positivi e sufficienti. Attestati tutt’altro che formali, poiché dopo il settennato di Carlo Azeglio Ciampi, quello di Napolitano ha contribuito in modo determinante ad affermare la centralità e il prestigio del Colle più alto. Non era affatto scontato che finisse così, date le premesse. Altissima conflittualità politica, la più grave crisi economica dal secondo dopoguerra, l’ampliarsi delle diseguaglianze e del divario tra Nord e Sud del Paese, l’allarmante aumento della disoccupazione soprattutto giovanile. Napolitano ha cercato di far leva, come in occasione delle celebrazioni per i 150 anni …
