Anno: 2013

"Lo stato d'eccezione", di Massimo Giannini

Da Pella a De Gasperi, da Fanfani a Andreotti. Chiunque cerchi precedenti, negli archivi della Storia Repubblicana, non lo troverà. L’Italia vive il passaggio più drammatico del dopoguerra. Abbiamo conosciuto molti «governi d’emergenza », ma non «governi impossibili ». Quello tentato da Pierluigi Bersani, almeno per adesso, lo è. A diradare la nebbia post-elettorale non è bastata una settimana di consultazioni (compresa una presessione con le parti sociali inutile e incomprensibile, se non giustificata dalla necessità di «comprare» tempo o di preparare, senza dirlo, la prossima campagna elettorale). Nel suo passaggio al Quirinale, il leader del Pd ha dovuto confermare al capo dello Stato l’impossibilità di costruire una maggioranza di legislatura, attraverso la scomposizione e ricomposizione delle tre «minoranze di blocco» uscite dal voto del 24-25 febbraio. Ora il leader del Pd cambia «status ». Da presidente incaricato diventa «presidente congelato». All’anomalia iniziale, quella del «pre-incarico» di venerdì scorso, si somma ora un’altra anomalia, ancora più eclatante: il presidente della Repubblica che scende in campo in prima persona, per verificare se gli ostacoli incontrati da …

"Gli arretrati dello stato a 90 miliardi", di Antonella Baccaro

Operazione trasparenza sui crediti vantati dalle imprese. I miliardi dovuti dalla pubblica amministrazione sarebbero, secondo Banca d’Italia, circa 90 per il 2011, con una correzione di 20 miliardi sulle stime fornite sinora dall’Istat. Lo ha rivelato il direttore centrale per la ricerca economica di via Nazionale, Daniele Franco, in un’audizione presso le commissioni speciali in Parlamento, specificando che l’ammontare dei debiti corrisponde al 5,8% del Pil (prodotto interno lordo). «I 40 miliardi, quindi, non bastano a chiudere l’intero processo, ma aiutano» ha aggiunto. «Oltre il 10% del totale, circa 9 miliardi, è stato ceduto a intermediari finanziari con clausolapro soluto e pertanto è già incluso del debito pubblico» ha specificato. Se dunque la liquidazione dei 40 miliardi in due anni aumenterà il deficit di 0,5 punti, la liquidazione dei restanti debiti aumenterebbe temporaneamente il deficit di altrettanto. «Finalmente – commenta il leader degli industriali Giorgio Squinzi rispetto ai nuovi dati -. Mi fa piacere che piano piano arrivano sulle nostre tesi». A maggior ragione, fa sapere via Facebook il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, …

"Fatta l'Europa, abbiamo perso gli europei", di Timothy Garton Ash

Dovremmo pensare con sollievo a ciò che non è accaduto – o non ancora e quanto meno non nella generalità dei casi. Fatta eccezione per i partiti neofascisti come Alba Dorata in Grecia, la rabbia europea non si è rivolta contro gli immigrati, le minoranze o ipotetiche quinte colonne. I tedeschi non danno la colpa dei loro guai agli ebrei erranti, ai musulmani o ai massoni, bensì ai greci inetti. I greci non danno la colpa dei loro guai agli ebrei erranti, ai musulmani o ai massoni: accusano i tedeschi spietati. Comunque la situazione è maledettamente rischiosa. Il 2013 non è il 1913, su questo non c’è dubbio. La Germania potrà anche dettar legge nell’eurozona, ma non ha mai cercato questo posto al sole. Ai tedeschi non è mai stato chiesto di scegliere se abbandonare o meno il marco – avrebbero detto no – e un tedesco su tre oggi dichiara di voler tornare al marco. Lo dice senza capire che una scelta del genere è contraria al suo interesse nazionale, ma questa è un’altra …

"Il M5S e quell'altezzosa voglia di non partecipare", di Giuseppe Grasso

Gli esponenti del M5S cominciano a farsi conoscere (o meglio riconoscere). Ieri, nel colloquio avuto con Bersani, ripreso in diretta streaming, un loro drappello ha espresso il suo no categorico a ogni tipo di appoggio. La cittadina Roberta Lombardi forse non sa che il Pd può essersi anche giocato la propria «credibilità» sulla ribalta della politica; ma il neonato Movimento di cui lei è portavoce – e su cui un terzo degli elettori italiani ha scommesso – dovrà tagliare il suo nastro, a un certo punto, se non vuole che la fiducia che gli è stata accordata possa sfuggirgli come sabbia tra le dita. Non sapere non è una colpa. Diventa però difficile anche solo interloquire con chi è inconsapevole e crede di sapere mentre è vittima della più completa ignoranza. Sono stati i Cinque Stelle a voler andare in onda, e sembrava un nobile desiderio di trasparenza civica. In soli 31 minuti, invece, lo spettacolo si è fatto imbarazzante. Si è capito che non era un desiderio elevato. Era un bisogno, e di quelli …

"L’onorevole Lombardi e la cuoca di Lenin", di Angelo Baglioni e Tito Boeri

Il decreto per sanare i debiti della pubblica amministrazione con le imprese ha suscitato lo sdegno della capogruppo alla Camera del M5S. Chi vorrebbe essere esempio di rinnovamento non si è documentato e mostra presunzione nell’affrontare un problema dalla cui soluzione dipendono migliaia di posti di lavoro. LE BANCHE E I DEBITI DELLA PA Il termine “porcata” era stato sin qui riservato al nostro sistema elettorale. Da ieri è stato inopinatamente esteso al tardivo tentativo operato dal nostro Governo di saldare i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. La capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi, ha urlato dal sito di Beppe Grillo e in un video la sua indignata opposizione alla “porcata di fine legislatura” e alla formazione della commissione parlamentare speciale per l’esame del provvedimento: 1) “I cittadini prendono un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalìa ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle Pmi italiane”. 2) “Con questo decreto legge […] …

"Crollano ancora consumi e fatturato. La recessione italiana è senza fine", di Valentina Conte

Il 2013 è diventato dall´anno della ripresa a quello delle stime da rivedere in fretta. E tutte al ribasso. A gennaio secondo le rilevazioni Istat le vendite al dettaglio sono calate del 3 per cento. Palazzo Chigi la chiama «notevole debolezza». Le agenzie di rating la usano per minacciare declassamenti. Il Paese la subisce come una guerra. Ma il punto è che la recessione non molla. Anzi rialza la testa anche in questo 2013, l´anno della luce in fondo al tunnel, diventato l´anno delle stime da rivedere in fretta. E tutte al ribasso. Il governo Monti l´ha scritto in una relazione che ha inviato qualche giorno fa al Parlamento, in previsione del nuovo Def, il Documento di economia e finanza da presentare entro il 10 aprile. «L´attuale fase è ancora contrassegnata da una notevole debolezza». Tradotto, il Pil scenderà ancora: -1,3% (dopo il -2,4% del 2012) anziché -0,2% che l´esecutivo prevedeva appena sei mesi fa. Sintomo di un quadro deteriorato, lo stesso sul tavolo di Moody´s, che potrebbe costare all´Italia l´ingresso nei Paesi spazzatura, quelli …

"Lo scrivano di Melville e quel no dei grillini", di Valeria Viganò

C’è chi dice no. No, io non ci sto. No, io non ci sto.E’ presto detto, è presto fatto Basta dire no. Il valore del no è un valore assoluto. Il no è contro per principio. Può anche fregarsene dei contesti, è un’idea di per sé. Questo devono aver pensato gli uomini e le donne a stelle paladini della protesta contro un assoluto malaffare sul quale il compromesso non si può giustamente aprire. Nessun compromesso. Bartleby lo scrivano, eccelsa creatura di Melville, rispondeva a ogni richiesta con un «preferirei di no» certamente più aggraziato ma altrettanto definitivo. Come Gianni Celati sostiene nella stupenda prefazione al racconto di Melville, vi è un fondo di indifferenza in una simile risposta, una non appartenenza, un isolamento. Di un uomo che mette in atto il rifiuto costante e ripetuto come unica azione e manifestazione di libero arbitrio. Ma se Bartleby, invece di uno scrivano a cui, come sottoposto, non resta che ubbidire o, come fa lui, decidere se eseguire il compito oppure no, fosse stato un capoufficio, o meglio …