Anno: 2013

"Dottor Jekyll e mister Silvio", di Sebastiano Messina

Al ritmo della “tammurriata nera”, e senza neanche bere la pozione magica che trasformava il dottor Jekyll in mister Hyde, ieri pomeriggio il dottor Berlusconi si è nuovamente trasformato in mister Silvio. E al posto dello statista che diplomaticamente dichiarava di non avere proprio nessuna preclusione verso l’incarico a Bersani, e che anzi notava con intento dialogante come “i suoi otto punti siano in gran parte sovrapponibili ai nostri”, dunque non c’era proprio nessun ostacolo a un’alleanza di governo tra il Pdl e il Pd, ieri è apparso sul palco il suo alter ego. Il quale, a differenza del personaggio di Stevenson, somigliava in tutto e per tutto al gentiluomo che il giorno prima teorizzava con parole soffici la necessità di una Grosse Koalition all’italiana, ma ora parlava con un’altra voce (più tonante, più stentorea) e usava un altro vocabolario. Intanto ha subito degradato il premier incaricato nel “signor Bersani”, e non c’era in quell’espressione l’incompresa delicatezza del prete che chiama “signora” sua eccellenza il prefetto, ma l’offesa consapevole del capoufficio che vuole umiliare l’impiegato. …

"Non deragli il treno Italia", di Claudio Sardo

Se qualcuno aveva dubbi residui, la manifestazione del Pdl a piazza del Popolo li ha dissolti. Non c’è alleanza politica possibile tra il Pd e il Pdl e, se si vuol bene all’Italia, non è immaginabile neppure una prosecuzione in altre forme della «strana maggioranza» che ha sostenuto il governo Monti. L’attacco ai magistrati, il disprezzo verso la sinistra, la difesa di se stesso anteposta ad ogni altro interesse delineano un quadro di alternatività radicale, che speriamo almeno le istituzioni siano capaci di contenere. L’apello finale di Berlusconi a unire in un governo le forze «responsabili», oltre ad essere in palese contraddizione con quanto detto e ripetuto nel comizio, suona falso e vano, utile semmai per la campagna elettorale che il Pdl non ha mai chiuso. Sempre ieri i grillini hanno manifestato ai cantieri No Tav della val di Susa, chiedendo il blocco dell’opera e una commissione parlamentare d’inchiesta. Nessuno pensava che il Movimento Cinque stelle, una volta entrato in Parlamento, avrebbe rinunciato alle proprie battaglie. La marcia di ieri, insomma, è nell’ordine delle cose, …

Convegno: "La scuola prima di tutto", riflessioni

Mentre l’Italia taglia alla scuola pubblica, prelevando risorse quasi fosse un bancomat – come potete leggere in sintesi in questo articolo https://preview.critara.com/manughihtml/?p=41284 – in Emilia abbiamo affrontato il terremoto a partire dall’investimento nell’istruzione e in nuove scuole. È una differenza di scelte che non può passare inosservata e che dimostra che la buona politica esiste già. Ne stiamo discutendo a Mirandola al convegno “La scuola prima di tutto” Ricomporre le ragioni dello stare insieme a partire dalla scuola: questo è stato l`obiettivo dopo la tragedia del terremoto. In queste poche parole si racchiude il senso di quanto abbiamo fatto per ripartire. Ce lo riconoscono anche coloro i quali non mancano – giustamente – di ricordarci quanto ancora non va nella ricostruzione ( a partire dalle difficoltà nell’erogazione dei contributi per gli edifici privati e produttivi): leggere ieri questo articolo dal Sole 24 ore https://preview.critara.com/manughihtml/?p=41273 ci ha inorgoglito e ci ha dato la conferma che iniziare dalla scuola è stato il passo giusto per intraprendere il lungo cammino della ricostruzione. Siamo consapevoli che il nostro percorso …

"La scommessa della doppia offerta", di Claudio Tito

La crisi politica che l´Italia sta vivendo non è paragonabile ad una semplice crisi di governo. C´è qualcosa di più. Emergono fattori che le pur travagliate esperienze della Prima e della Seconda Repubblica non avevano mai registrato. Ci sono elementi in grado di spostare gli eventi verso una vera e propria crisi di sistema. Ed è di fronte a questi rischi – messi a nudo dalla crudezza dei risultati elettorali – che si stanno muovendo il presidente Napolitano e il segretario pd Bersani. Il “preincarico” che ieri il capo dello Stato ha affidato al leader democratico ne è in parte la dimostrazione. Non ci sono i margini al momento per assegnare un mandato pieno a chi ha formalmente vinto le elezioni ma non gode di una maggioranza piena e visibile al Senato. Il Quirinale, insomma, pretende certezze prima di autorizzare Bersani a presentarsi in Parlamento. Non vuole esperimenti al buio. E non solo perché la Costituzione non permette la nascita di “governi di minoranza” ma perché la fase che sta vivendo il Paese non consente …

Bersani riparte da sviluppo, costi politica e legge elettorale", di Eugenio Bruno, Davide Colombo, Andrea Gagliardi e Andrea Marini

Ponderazione ed equilibrio per tentare di dare vita a un governo di cambiamento. Sono le prime parole pronunciate da Pier Luigi Bersani al termine del colloquio al Quirinale con il capo dello Stato. Il pre-incarico ricevuto è per una «difficile soluzione», ha precisato il presidente Giorgio Napolitano, che deve passare per la verifica dell’esistenza di un «sostegno parlamentare certo» per la formazione del nuovo esecutivo, come previsto dall’articolo 94 della Costituzione. Fissati i paletti e dettati i tempi della verifica, che «dovranno essere stringati», Bersani ha assicurato che il suo percorso sarà scandito da una riproposizione di quella proposta di riforma già declinata negli otto punti programmatici del Pd. Un percorso di ampio rilievo costituzionale, perchè la nuova legistatura dovrà essere caratterizzata da riforme del sistema istituzionale, della legge elettorale e dello stesso sistema politico. E un percorso, ha sottolineato Bersani, che prevede un confronto con tutte le altre forze parlamentari ma, anche, con i soggetti della società civile. Il punto d’attacco non dovrebbe incontrare difficoltà di ascolto da parte del Pdl, che non è …

"Metà degli italiani sotto i 16mila euro", di Tonia Mastrobuoni

Una delle notizie principali è quasi in fondo al comunicato del ministero dell’Economia diffuso ieri: nel 2011 le addizionali regionali dell’Irpef sono lievitate in un solo anno del 27%; quelle comunali dell’11%. Il sospetto è che a fronte di dolorosi tagli ai trasferimenti imposti dal governo centrale, le amministrazioni locali abbiano spesso usato la scorciatoia degli aumenti delle tasse invece di sacrificare qualche spesa di troppo. Un altro dato che fa riflettere è che nel nostro Paese, afflitto notoriamente dalla piaga dell’evasione fiscale, metà dei contribuenti dichiara meno di 15.723 euro all’anno: è il cosiddetto reddito “mediano”. E il 90% fa sapere all’erario di aver intascato meno di 35.601 euro. Se si fa invece la media matematica di tutti i guadagni dichiarati, si arriva a 19.655 euro, un dato cresciuto del 2,1%. I maggiori protagonisti dell’equilibrio fiscale delle casse dello Stato sono ancora una volta i lavoratori dipendenti e i pensionati, che garantiscono rispettivamente il 54,5% e il 25,5% del gettito Irpef, sommato quasi l’80% degli introiti. Soltanto il 6,7% dell’Irpef versata all’erario viene dagli …

"Docenti inidonei, firmato il decreto che li fa diventare Ata", da Tuttoscuola

Il ministro Profumo ha firmato il decreto che dispone il passaggio nei ruoli Ata (ausiliari, tecnici, amministrativi) dei docenti inidonei. Lo rende noto la Flc-Cgil che parla di “decreto della vergogna”. Il ministero ha consegnato ai sindacati il testo del decreto che dà attuazione al disposto della legge n. 135 del 7 agosto 2012, la quale ha previsto il passaggio dei docenti inidonei fuori ruolo della scuola e i titolari nelle classi di concorso C999 e C555 nei ruoli Ata. Dall’ultima rilevazione fatta dal Miur questo provvedimento – informa la Flc – riguarderà, ad oggi, 3.084 docenti inidonei, 460 titolari sulla C999 e 28 titolari sulla C555. “Un ministro, che è stato inadempiente su tanti obblighi di legge, ad esempio le mancate immissioni in ruolo del personale Ata, l’attivazione dell’organico funzionale e l’attivazione dell’organico di ‘reti di scuole’ dove questi docenti avrebbero potuto trovare un qualificato utilizzo che avrebbe valorizzato la loro esperienza lavorativa (e anche in funzioni non didattiche), decide di firmare come suo ultimo atto – osserva il sindacato – proprio questo decreto! …