"Dottor Jekyll e mister Silvio", di Sebastiano Messina
Al ritmo della “tammurriata nera”, e senza neanche bere la pozione magica che trasformava il dottor Jekyll in mister Hyde, ieri pomeriggio il dottor Berlusconi si è nuovamente trasformato in mister Silvio. E al posto dello statista che diplomaticamente dichiarava di non avere proprio nessuna preclusione verso l’incarico a Bersani, e che anzi notava con intento dialogante come “i suoi otto punti siano in gran parte sovrapponibili ai nostri”, dunque non c’era proprio nessun ostacolo a un’alleanza di governo tra il Pdl e il Pd, ieri è apparso sul palco il suo alter ego. Il quale, a differenza del personaggio di Stevenson, somigliava in tutto e per tutto al gentiluomo che il giorno prima teorizzava con parole soffici la necessità di una Grosse Koalition all’italiana, ma ora parlava con un’altra voce (più tonante, più stentorea) e usava un altro vocabolario. Intanto ha subito degradato il premier incaricato nel “signor Bersani”, e non c’era in quell’espressione l’incompresa delicatezza del prete che chiama “signora” sua eccellenza il prefetto, ma l’offesa consapevole del capoufficio che vuole umiliare l’impiegato. …
