L'addio del Nord-Est alla «balena verde», di Mariano Maugeri
«Quando ch’el corpo se frusta, l’anima se giusta». I leghisti veneti citano un proverbio dialettale e la buttano sul ridere. Ma è un riso amaro, artificiale, di testa. La pancia del Nordest è sempre più vuota di lavoro e colma di paura. Dice il sindaco leghista di Montebelluna con laurea in Filosofia, Marzio Favero: «Gli elettori stavolta hanno mandato a Roma un demolitore, Grillo e il Movimento cinque stelle». Quella che fu la Vandea leghista e il suo seguito di 456mila imprese con l’acqua alla gola muoiono dalla voglia di vedere i parlamentari con lo stesso terrore che paralizza lo sguardo del popolo delle partite Iva, uomini e donne che solo dieci anni fa si sentivano i padroni del mondo. Sfogliare le pagine di un quotidiano veneto è come tenere in mano il breviario di una Spoon river contemporanea: un altro imprenditore s’impicca nel suo capannone di Quinto, Treviso; vuota il sacco davanti ai magistrati l’ex segretaria del governatore Giancarlo Galan, che emetteva fatture false da una società sanmarinese per ordine della Mantovani, la regina …
