Anno: 2013

"Il salto che è necessario", di Claudio Sardo

I Governi Berlusconi hanno trascinato il paese sull’orlo del baratro. Hanno fatto pagare ai cittadini italiani il prezzo più alto della crisi: i numeri di questi anni sulla decrescita, sulla perdita di competitività, sull’aumento delle tasse, del debito e della disoccupazione, sulla compressione dei diritti e dei servizi descrivono la portata del fallimento della destra. Assai più grave in termini relativi che nel resto d’Europa. Il governo Monti ha posto un argine. Ha affrontato l’emergenza con dignità e con errori. Non ha risolto la crisi ma ha restituito una chance all’Italia. Ora tocca al centrosinistra riportare il Paese nel posto che gli compete in Europa. Ricostruire una speranza civica e un senso di coesione sociale. Avviare una nuova fase di sviluppo, immettendo qualità, ricerca e soprattutto lavoro. Chiamare a raccolta tutte le forze disponibili a riportare l’Italia in serie A. Aprire una nuova pagina è il compito storico oggi sulle spalle della sinistra. È una missione che può essere compiuta solo con spirito di apertura e di inclusione, senza settarismi, senza autosufficienza. Perché si tratta …

"Consigli non richiesti a Monti", di Massimo Gramellini

Mi rivolgo all’uomo, oltre che all’agenda. Uno statista come lei avrebbe potuto evitare di salire in politica e rimanersene al livello del mare, nel giardino dei senatori a vita, a cui una regola non scritta suggerisce di non sporcarsi il mantello nelle campagne elettorali. Oppure avrebbe potuto affrontare l’arrampicata in solitudine, con una compagnia selezionata fra le eccellenze italiane allergiche alla Casta. Voi del loden contro tutti: anche la sconfitta sarebbe stata un onore, l’inizio di qualcosa. Invece si è lasciato incastrare in una cordata di mestieranti, il gatto Fini e la volpe Casini. Due strenui difensori della famiglia, in particolare della loro, che bazzicano la politica da quando io andavo all’università e lei forse nemmeno ci insegnava. Prima che i tartassati della classe media tornino a rifugiarsi in massa sotto le insegne di cartapesta dell’astuto pifferaio, accolga qualche suggerimento tecnico. Rinfoderi quel tono asettico, a metà fra lo specialista in dispetti e l’analista fiscale. L’Italia non è una banca, anche se in tanti l’hanno rapinata. Metta la vita nelle sue parole, indicando un traguardo …

"Ma adesso il Pd si riprenda la scena", di Curzio Maltese

In tutte le campagne elettorali, quando i sondaggi indicano un vincitore abbastanza sicuro, questo occupa il centro della scena dei media. Com’è naturale, l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra su chi guiderà il governo, sulla personalità del leader e i suoi programmi, lasciando nel cono d’ombra i probabili sconfitti. In Italia sta accadendo l’esatto contrario. Il centro della scena elettorale è fragorosamente occupato dai perdenti designati, Berlusconi in testa. Mentre i probabili vincitori, Bersani e il Pd, non fanno notizia. Il Pd, primo partito accreditato di ampio margine sugli inseguitori, addirittura fa meno notizia non solo di Berlusconi, ma perfino di Monti, di Grillo e di Ingroia, col suo 4 o 5 per cento. Perché? Una parte di responsabilità l’abbiamo noi dei media. Vent’anni di berlusconismo hanno abituato tv e giornali a campagne elettorali dove i problemi reali sono banditi per lasciare il posto a un carnevale di trovate e annunci, un festival di gesti simbolici e battute. Un terreno sul quale il berlusconismo e i populismi nati al seguito sguazzano in allegria. Non saremmo qui …

Bersani rivendica la diversità del Pd

“Questa campagna elettorale si sta mettendo fuori dai binari, non sono soddisfatto, in questi termini noi non ci stiamo: non stiamo in una campagna fatta solo in termini di politicismo e cabaret”. Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parlando ai giovani nell’apertura ufficiale della campagna elettorale del Pd. “Sono abbastanza stanco di dover essere tutti i giorni registrato su temi come ‘io, Monti, la desistenza, il Senato e compagnia cantante’ – ha detto Bersani – Sono abbastanza allibito del fatto che ci sia il cabaret per avere un titolo, mentre siamo davanti a un paese che ha bisogno di essere ricostruito. Noi parleremo dell’Italia e degli italiani”. Il segretario democratico ha preso la parola in un teatro Ambra Jovinelli gremito di gente. In platea molti giovani, qualche deputato uscente e militanti del Pd. Sul palco con il candidato a Palazzo Chigi, gli unici presenti che stanno prendendo a turno la parola sono Anna Ascani, 26 anni candidata alla Camera in Umbria; Enzo Lattuca, 25 anni, candidato alla Camera in Emilia e Valentina Paris, 30 …

"La burocrazia frena la ricostruzione", di Ilaria Vesentini

«Le norme e la burocrazia per la ricostruzione non sono semplici, così come non lo è la procedura per la richiesta dei contributi Sfinge. Ma non ci sono alternative. Bisognerebbe cambiare l’Italia per affrontare con burocrazia zero il problema del post sisma». Le parole di Giuliana Gavioli, responsabile del settore biomedicale di Confindustria Modena (nonché dg di BBraun Avitum, big del distretto di Mirandola martoriato dal sisma) sono la sintesi perfetta della distanza incolmabile tra l’utopia di eliminare perizie e autorizzazioni che reclamano i piccoli imprenditori emiliani terremotati e l’iter per gli aiuti stabilito dal commissario straordinario, nel solco della legislazione nazionale ed europea (ma con il meccanismo intermediato dalla Cassa depositi e prestiti, per non toccare il bilancio statale, che ha contribuito a generare confusione). Un gap che spiega il magro risultato incassato dalla prima misura concreta di aiuto alle popolazioni emiliane, quella per la dilazione fiscale: appena 750 milioni di euro richiesti contro i 6 miliardi per la moratoria stanziati dalla Cdp. E spiega anche perché giovedì scorso, di fronte alla piena disponibilità …

Bersani: «Solo il Pd corre per governare», di Maria Zegarelli

«Non mi piace come è iniziata questa campagna elettorale tra politicismi e cabaret». Pier Luigi Bersani riflette e voce alta mentre sta per recarsi negli studi di Canale 5 per prendere parte a Italia domanda (in onda quando questo giornale è già in stampa). Chiaro il riferimento ai centristi da una parte e Silvio Berlusconi dall’altra. Non ci sta a farsi tirare per la giacca da chi pretende di occupare palazzo Chigi prendendo meno voti e da chi preferisce fare il matador anziché parlare di programmi seri. «Non ci sto dice a fare campagna elettorale in questo modo, noi del Pd vogliamo parlare al Paese, un Paese dove c’è bisogno di una ricostruzione nazionale». Pensa a Pier Ferdinando Casini, a Antonio Ingroia, a quei «competitor che hanno obiettivi più piccoli, di interdizione» che puntano a sottrarre voti al Pd, o a continuare come il Cavaliere a difendere i propri interessi personali usando le istituzioni. Secondo Bersani il Pd è un’altra la strada che deve seguire in questa campagna elettorale, «perché quello che noi dobbiamo dire …

"Così è cambiata la spesa degli italiani", di Ettore Livini

Il decreto Salva-Italia? Una passeggiata da Abc dell’economia. Il salvataggio della Grecia? Un lavoretto alla portata di uno studente di ragioneria. Il vero capolavoro finanziario del 2012, roba da Nobel dell’economia, è un altro: la silenziosa finanziaria – valore 50 miliardi – con cui le famiglie tricolori hanno tappato i buchi nei conti di casa, ridisegnando la loro vita in versione “low-cost”. Le forbici di questo gigantesco fiscal-compact fai-da-te non hanno risparmiato nessuna voce dei bilanci domestici: abbiamo limato le spese per la tavola, mandato in spending review carie e otturazioni, siamo andati a caccia di mini-polizze sul web, di sigarette in saldo e di distributori di benzina no-logo per tagliare i costi del pieno. Risultato: un’austerity autogestita che sta rivoluzionando un euro alla volta i nostri consumi. Ingredienti: venti miliardi di risparmi sulle spese ineludibili (cibo e salute in primis) e di 30 di tagli su quelle rinviabili (tipo l’acquisto di casa o auto). La necessità aguzza l’ingegno. E davanti a un bilancio familiare gravato nel 2012 da 288 euro di tasse in più …