Anno: 2013

"Nuove classi, scontro aperto sindacati-ministero", di Carlo Forte

È scontro aperto tra i sindacati e il ministero dell’istruzione sulla questione delle nuove classi di concorso. Le critiche delle organizzazioni sindacali si appuntano sul metodo e sul merito. Sul metodo, per la scelta di regolare le nuove classi di concorso con un semplice decreto ministeriale. E sul merito perché la scelta di ridurre fortemente il numero delle classi di concorso e di modificare i titoli di accesso preclude a un alto numero di docenti precari la possibilità di continuare a lavorare. É quanto è emerso nell’incontro che si è tenuto ieri a viale Trastevere tra i rappresentanti dei sindacati della scuola, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams e dell’amministrazione scolastica. Incontro in cui le posizioni sono rimaste distanti e, quindi, le parti si sono date appuntamento a giovedì prossimo per discutere ancora. Quanto alle critiche di metodo, le rappresentanze sindacali contestano la scelta del ministro procedere alla riscrittura delle classi di concorso utilizzando la via del decreto ministeriale. E quindi bypassando tutte le consultazioni previste, invece, quando si sceglie la strada del regolamento. L’opzione …

"Colpo di scena: il Miur farà slittare i Tfa speciali al 2014! E accelera sulle nuove classi di concorso", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Il rinvio di un anno dei tirocini abilitanti, riservati al personale con servizio alle spalle, è stato comunicato ai sindacati nel corso dell’atteso incontro del 14 gennaio: troppo rischioso attivarli ora, come era stato promesso. Entro fine mese ci sarà invece la firma del decreto che dimezza le nuove discipline, ma allarga il numero di materie che ogni docente può insegnare. Comunque la loro adozione avverrà solo nel 2014/15. Il confronto riprenderà tra due giorni. Niente Tfa speciali, almeno per il 2014. Sì, invece, alle nuove classi di concorso, malgrado la ferma opposizione delle organizzazioni sindacali. Sono queste le notizie che giungono da viale Trastevere, al termine di un duro confronto tra l’amministrazione e i sindacati della scuola. Che le distanze fossero lontane si sapeva. Ma non così come è emerso. Come mai si è arrivati a queste conclusioni? Facciamo un passo indietro. Sui tirocini abilitanti da aprire al personale con un periodo di servizio alle spalle, il Miur aveva preparato da tempo un regolamento che introduceva un’inedita richiesta di almeno tre supplenze annuali. Mentre …

Elezioni: l'appello delle Associazioni, ripartire da cultura. Da Italia Nostra a Federculture, sostenitori Settis e Canfora

Cinque priorita’ e dieci obiettivi per guardare al futuro ”ripartendo dalla cultura”. Mentre il Fai lancia le primarie, arriva da un cartello di grandi associazioni culturali e ambientali il nuovo manifesto da far sottoscrivere a partiti e candidati per portare al centro dell’azione di Governo e Parlamento, nella nuova legislatura, un settore da sempre bistrattato. Da Italia Nostra a Legambiente, da Federculture e Comitato Bellezza, da Associazione Bianchi Bandinelli a Mab (Musei Archivi biblioteche) Aib (Associazione italiana biblioteche) e Anai (Associazione nazionale archivistica italiana), grandi e piccole associazioni si coalizzano per la riscossa della cultura. E l’appello ha gia’ raccolto adesioni di peso, da Salvatore Settis a Tullio De Mauro, da Luciano Canfora a Giuliano Montaldo e Tomaso Montanari. Mentre tra i candidati ha sottoscritto l’appello Manuela Ghizzoni (Pd), attuale presidente della commissione cultura della Camera. Ripartire dalla cultura, scrivono nel loro appello le associazioni (per aderire www.ripartiredallacultura.it ) ”significa creare le condizioni per una reale sussidiarieta’ fra Stato e autonomie locali, fra settore pubblico e terzo settore, fra investimento pubblico e intervento privato. Guardare …

"Perché il Nord si fida ancora di questi due?", di Giovanni Cocconi

Il Pd vince le elezioni ma la Lega conquista la Lombardia e la parte più ricca del paese. Uno scenario insidioso. Può accadere davvero? E dove può portare? Premessa: questo non è l’ennesimo articolo sulla questione settentrionale. Si parte semplicemente da una domanda: se in Lombardia dovesse vincere Roberto Maroni (in leggero vantaggio nei sondaggi) il Nord in mani leghiste quali scenari potrebbe aprire per il centrosinistra al governo? Naturalmente nel guscio della stessa domanda se ne nasconde un’altra, che suona più o meno così: com’è possibile che, dopo vent’anni, il Nord si affidi ancora a quei due, Berlusconi e Maroni? Come si spiega che, nonostante un bilancio quasi fallimentare, la regione più ricca del paese possa credere ancora nel Carroccio, anche se nella versione ripulita e corretta dell’ex ministro degli interni? Il nuovo leader leghista ha cambiato la strategia del movimento: lo ha allontanato da Roma e ha rimesso al centro la questione fiscale, ancora più centrale nelle fasi di recessione. Ripescata l’idea della “macroregione del Nord” per ammorbidire i dissensi sull’alleanza col Pdl, …

«Grillo dica se riconosce l’antifascismo», di Toni Jop

«I casi sono due: o Grillo non coglie che antifascismo e democrazia sono la stessa cosa, oppure vuole solo guadagnare voti e quindi la sua scelta non è commendevole»: Carlo Smuraglia sue queste parole -, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, è uno dei più tenaci pontieri che stanno cercando di traghettare nel prossimo futuro un Paese dalle mille anime ma solidale attorno ad alcuni principi fondanti per tutti. E l’antifascismo è, per diritto costituzionale tra l’altro, uno di questi principi. Il fatto è che il leader dei 5 Stelle si è in questi giorni meritato l’attenzione allarmata dei democratici italiani, e non solo, per un paio di scivoloni sventurati. Di cui il secondo «allestito» per sdrammatizzare il primo. In un video registrato davanti al Viminale, si vede e si sente Grillo argomentare con i ragazzi di Casa Pound. Qualcuno gli chiede se sia antifascista e lui risponde, pensandoci, «Non mi compete». E poi, offre ospitalità a quei ragazzi nel suo movimento, ché tanto afferma si fa fatica a distinguerli dai Cinque Stelle. Il giorno …

"Bersani: con Monti patto per ricostruire il Paese", di Maria Zegarelli

Messaggi rassicuranti alla Casa Bianca e ai mercati mondiali: Pier Luigi Bersani e Stefano Fassina a poco più di un mese dalle elezioni scelgono il primo il Washington Post e il secondo il Financial Time per dire che il Pd al governo sarebbe affidabile tanto quanto il professore della Bocconi che resta «interlocutore privilegiato». Assicurazioni anche sulle riforme, partire dal quelle del mercato del lavoro e delle pensioni, non farne tabula rasa ma «ritoccarle» sì. Una scelta politica studiata a tavolino: parlare lo stesso giorno con due diverse interviste a osservatori molto attenti allo scenario politico italiano quali Barack Obama e i mercati finanziari, soprattutto ora che Silvio Berlusconi è tornato in scena e non intende avere un ruolo secondario. «I mercati non hanno nulla da temere, purché accettino la fine dei monopoli e delle posizioni dominati», spiega il leader del centrosinistra, aggiungendo che l’«austerità dei bilanci deve diventare una regola ma in combinazione a politiche di crescita. Noi confermiamo l’austerità ma va accompagnata da una intelligente politica di crescita. È una questione che le …