Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il Cavaliere dileguato", di Filippo Ceccarelli

E nel frattempo la leadership di Berlusconi è evaporata. Se ne coglie qualche residuo a Mosca, dove nel giorno della più severa sconfitta del Pdl il Cavaliere ha assistito all´insediamento di Putin.E a questo proposito egli si è fatto scrupolo di notificare all´opinione pubblica che nella cerimonia, di cui ha ammirato la solennità, «a me è stato dato il posto d´onore, ero in prima fila dietro le first lady». Come dire, forse, che era in seconda fila. Per il resto, liquidate le elezioni con il minimissimo indispensabile, l´ex presidente del Consiglio e presidente plenipotenziario e a vita del Pdl ha proseguito il suo tour di onori e spettacoli moscoviti come se quello che accadeva in Italia, e in particolare al povero Alfano, non lo riguardasse proprio. Non che tale pervicace estraniarsi, specie per un combattente come lui, sia la condotta più normale del mondo. Vero è che la dissimulazione rientra appieno nelle logiche della politica. Ma certo ripensando ai tanti possibili e anche truculenti esiti su cui per anni la pubblicistica s´è interrogata e variamente …

«Il futuro? Per gli italiani è un vampiro», di Carlo Buttaroni

Se un eccesso di senso dominava il mondo della modernità, la postmodernità si caratterizza, al contrario, per il dissolvimento di quei significati unificanti che, fino a pochi decenni fa, tracciavano una linea tra passato e futuro. Il mondo appare, oggi, disperso in una miriade di frammenti difficili da ricostruire e da collocare, caratterizzato dallo sfaldamento di certezze che erano in grado di indicare all’individuo sentieri certi, delimitati, definitivi. La nostra epoca è caratterizzata da una molteplicità irriducibile, da un mutamento veloce che non può essere in alcun modo ricondotto a una matrice univoca di senso e di significati. E pare affermarsi un nichilismo tenue, dove una ragione universale sembra non dominare più il tutto e dove la frammentazione è il sentimento dominante. Un’epoca in cui l’individuo appare come un soggetto debole, costretto a convivere con una libertà e un’autodeterminazione che non sa più utilizzare nel momento in cui guarda il futuro davanti a sé. ETERNO PRESENTE E, forse, la crisi del nostro tempo nasce proprio da qui, da un deficit di senso e di futuro, …

«Il politico di professione che distingue destra e sinistra», di Michele Prospero

È un socialista moderato quello che conquista l’Eliseo turbando non poco il sonno della grande borghesia (non solo) francese con la sua proposta scioccante di una elevata tassazione delle grandi fortune finanziarie. Con un padre di estrema destra e una madre di sinistra, Hollande sin da studente maturò la scelta della militanza attiva, dapprima a fianco dei comunisti, e poi avvicinandosi ai socialisti. Dopo i primi passi nella scuola cristiana, la laurea in giurisprudenza e un periodo di studi in America, hollande si diploma nella celebre scuola dell’alta amministrazione (l’Ena) e diventa anche docente di economia. Il suo percorso di “specialista più politico” mette insieme una severa formazione burocratica e una collaudata esperienza amministrativa. Con la sua prestigiosa carriera politica (per 11 anni è stato il segretario del Ps, deputato, vicepresidente di regione, sindaco) Hollande archivia la stagione dell’antipolitica che in Francia celebrò i suoi fasti soprattutto nelle presidenziali del 2007. Si fronteggiarono allora «Sarko l’americain», che aveva accentuato la presidenzializzazione del partito e imposto la selezione del candidato all’Eliseo con le primarie, e Ségolène …

«Grecia, vince la rabbia. Punita la linea dell’austerità», di Rachele Gonnelli

Crollano Pasok e Nea Dimokratia. Ma il Paese appare ingovernabile. Vince l’umore antieuropeo. La sinistra radicale di Syriza al secondo posto. Per la prima volta neonazisti in Parlamento C’è chi pensa che i greci, stremati dei continui sacrifici imposti dalla Trojka, abbiano votato per la dracma. Lo pensano soprattutto gli analisti economici che da oggi prevedono una settimana di Borse al calor bianco proprio per effetto del caos uscito dalle urne in Grecia. I cittadini ellenici in effetti hanno penalizzato duramente i due maggiori partiti, Nea Dimocratia e Pasok, che finora hanno sostenuto la linea della necessità dei tagli, delle privatizzazioni, della riduzione dei salari imposti dai Memorandum decisi da Fmi e Bruxelles. E hanno invece premiato, a destra e a sinistra, i partiti che questa linea rigorista hanno contestato. Ciò che inquieta di più è l’exploit della nuova formazione politica Chris Avghi (Alba Dorata) che si innesta dichiaratamente nella tradizione nazista. Gli estremisti razzisti e iper nazionalisti, clandestini fino a pochi anni fa, entrano in Parlamento addirittura ottenendo più del doppio della soglia minima …

«Il ciclone di Parigi», di Cesare Martinetti

François Hollande vince le elezioni francesi e subito manda ad Angela Merkel il messaggio che molta parte dell’Europa (Italia compresa) si aspettava: l’austerità «non è una fatalità» e la costruzione europea deve essere riorientata verso la crescita. È stato il grande tema della sua campagna elettorale, la questione si apre a Bruxelles e Berlino, Hollande ha la sfrontatezza tutta francese di dire che la sua vittoria accende una speranza e una nuova prospettiva per molti Paesi. Ma, di nuovo rispetto al vecchio socialismo francese, sa anche dire che i conti vanno raddrizzati per ridurre il deficit e in prospettiva tagliare il debito. Insomma, la sfida è alta, vedremo presto. Oggi dobbiamo registrare un risultato elettorale clamoroso anche se non inatteso. François Hollande è il nuovo Presidente della Repubblica, diciassette anni dopo François Mitterrand un socialista torna all’Eliseo. Le circostanze sono simili: allora fu Valéry Giscard d’Estaing a mancare la rielezione dopo il primo mandato, questa volta è Nicolas Sarkozy, il giovane Presidente della «rupture», l’uomo che aveva promesso di rinnovare la destra francese e la …

"Osservatorio Tv: informazione squilibrata e ingiustificata nelle ultime tre settimane", di Roberto Zaccaria

Con questo comunicato relativo a tre settimane di campagna elettorale si conclude la prima fase del lavoro dell’Osservatorio del PD. Un lavoro che dovrebbe essere complementare rispetto a quello dell’Agcom ma che finisce per essere sostitutivo: i dati ufficiali arrivano in ritardo, sono illeggibili, non hanno tabelle di sintesi su partiti e leader. Dall’insieme dei dati relativi ai TG serali (sono quelli più seguiti) emerge un risultato inequivocabile: PDL e Lega hanno gli spazi maggiori e se per la Lega questo fatto è collegato a notizie non certo positive, lo stesso discorso non vale per il PDL. Senza voler far di tutta l’erba un fascio, per questo abbiamo i dati analitici, si può dire che una preferenza editoriale è chiara nella maggior parte dei TG. Forse proprio su questo aspetto non sarebbe stato male che l’Arbitro dicesse qualcosa. Questo il dettaglio d’insieme: Partiti: Lega 42%, PDL 29%, PD 13%, TP 8,5%, mov5atelle 3%, IDV 2,5%, SEL 2%. Soggetti politici ed istituzionali, tempi di parola: Alfano 9,5%, Casini 8,5%, Bersani 8%, Maroni 6%, Berlusconi 5%, Di …

"Vincere e restare soli. La grande paura del Pd", di Federico Geremicca

Le vittorie elettorali fanno sempre bene: eppure a volte, paradossalmente, possono aprire problemi dei quali si farebbe volentieri a meno. Se è possibile sintetizzare in una battuta lo stato d’animo che regna nel quartier generale del Pd in attesa del primo turno delle amministrative, lo si potrebbe descrivere così. L’ evidente ottimismo intorno ai risultati che arriveranno dal voto, è appena mitigato da un paio di preoccupazioni che riguardano il futuro. La prima di queste preoccupazioni, se si vuole la più ovvia, riguarda (al di là del numero di nuovi Comuni che saranno conquistati) i voti che otterranno le liste Pd e quelli che al contrario guadagneranno i partiti e i movimenti concorrenti all’interno dello stesso schieramento di centrosinistra: e cioè Sel, Idv e in parte secondo alcuni lo stesso Grillo. A Largo del Nazareno, infatti, nessuno ha grandi dubbi intorno al fatto che a conclusione del turno di ballottaggi saranno molti i Comuni la cui guida sarà passata dal centrodestra al centrosinistra: l’interrogativo non irrilevante per il futuro riguarda piuttosto i rapporti di forza …