Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La rabbia sociale male del secolo", di Eugenio Scalfari

L´ondata dell´antipolitica si sta ingrossando e proviene da destra, da sinistra e anche dal profondo della società, indipendentemente dalle etichette politiche di originaria appartenenza. L´ondata ricorda lo “tsunami”, si verifica a lunghi intervalli, è capace di produrre distruzioni e danni enormi ma con la stessa velocità con cui arriva si placa lasciando tuttavia dietro di sé un cumulo di rovine. L´onda lunga è invece quella degli oceani, un moto naturale delle acque che alimenta la vita del mondo marino e terrestre e dell´atmosfera che ci circonda e ci sovrasta. Se vogliamo utilizzare questi fenomeni per meglio comprendere quanto sta accadendo da qualche anno nelle economie dell´Occidente, possiamo dire che allo “tsunami” dell´antipolitica fa riscontro l´onda lunga della politica. Ma dobbiamo anche aggiungere che in alcuni paesi l´ondata antipolitica è più frequente che in altri. L´Italia è uno di questi; l´antipolitica da noi è quasi un fatto permanente e minaccioso d´una società che ha conosciuto assai tardivamente lo Stato e lo ha visto sempre come una potenza ostile da combattere e da frodare. I democratici di …

"Quante volte Bossi e Berlusconi hanno parlato come Grillo", di Tommaso Labate

L’esercizio, in fondo, è fin troppo semplice. Basta mettere l’uno accantoagli altri per scoprire come l’uno, Beppe Grillo, e gli altri, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, assomigliano tanto alle classiche due facce di una stessa medaglia. Perché è vero che esiste l’antipolitica di lotta, che ha la cadenza genovese di Grillo. Ma è altrettanto vero che l’Italia della Seconda Repubblica ha sperimentato almeno un decennio di antipolitica di governo. Quella segnata dal tandem Berlusconi-Bossi. Tra il sostenere che «dobbiamo uscire dall’euro perché non possiamo più permettercelo»,comefa Grillo in questi giorni, e il mettere a verbale che «l’euro nonha convinto nessuno», come ha scandito Silvio Berlusconi il 28 ottobre scorso, c’è una sola differenza. Il primo usa i toni ultimativi di chi sta fuori dal ring. Il secondo fa sfoggio della «moderazione» (sic!) di chi comunque si trovava a presiedere il governo di uno dei principali Paesi dell’Eurozona. Che sia di lotta o di governo, l’antipolitica si nutre di bersagli comuni. In questo caso, l’euro. Pazienza se la moneta unica è l’ultimo baluardo prima del baratro. …

Rai, il governo s’arrende il Pd no: «Non votiamo un altro Cda lottizzato», di Natalia Lombardo

Il governo si è arreso, al solo tentativo di mettere mano alla consolidata lottizzazione della Rai e al prraticello mediatico di Berlusconi. Il ministro Giarda ha chiuso l’argomento informando alla Camera che per la riforma della governance, la modifica dei criteri di nomina, «non c’è più tempo», data «l’imminente scadenza del Cda». Si cancella così la promessa di «sorprese» e interventi fatta dal presidente del Consiglio, Mario Monti, alla platea televisiva di Fabio Fazio, a gennaio. Ora si rischia di prorogare l’attuale Cda non solo fin dopo le amministrative, ma magari fino alle elezioni politiche, per la gioia del Pdl (salvo Bonaiuti) che vuole mantenere Lorenza Lei come direttore generale. Oppure il nuovo vertice si dovrebbe rinnovare con i criteri spartitori della legge Gasparri in commissione di Vigilanza. Il presidente, Sergio Zavoli aprirà il seggio dopo l’approvazione del bilancio Rai da parte dell’assemblea degli azionisti (il 4 e l’8 maggio, ma potrebbe slittare). IL PD FUORI DAL TAVOLO Ma sul voto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non cambia idea: «Il Pd non torna …

"Per fermare i femminicidi", di Lorella Zanardo

Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio del 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di unastrada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. È ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Questeviolenze sono crimini, omicidi, anzi femminicidi. È tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano interi volti, parole e storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. Così inizia il comunicato stampa che Se non Ora Quando insieme a noi del Corpo delle Donne, Loredana Lipperini e moltissime altre …

"L'evasione: scoperti 2.200 imprenditori fantasma sei miliardi di redditi sottratti al fisco", di Valentina Conte

Hanno tutti una caratteristica in comune: non aver pagato le tasse per almeno un anno. La Guardia di Finanza li ha stanati così: 2.192 evasori totali scoperti nei primi quattro mesi del 2012, quasi una ventina al giorno, per oltre 6 miliardi di euro occultati, 650 milioni di Iva non dichiarata, 853 denunciati per non aver presentato la dichiarazione e altri 350 per occultamento o distruzione della contabilità. Invisibili al Fisco, in realtà «facevano la “bella vita” a scapito degli imprenditori leali e rispettosi delle regole – scrive il Comando generale nel comunicato ufficiale – ostentando macchine di grossa cilindrata, ville da sogno e ricchezze accumulate in anni e anni di collaudata disonestà, mentre usufruivano di servizi che non avevano mai contribuito a pagare». Picchi di evasione sono stati riscontrati nel settore del commercio (25% del totale) e in quello delle costruzioni (22%). A seguire, attività manifatturiere (11%), professioni (5,7%), alloggio e ristorazione (5,5%). Per aggirare la scaltrezza di questi evasori totali – che studiano «ogni tecnica per evitare di lasciare tracce» e privilegiano il …

"È finita la favola della Fiducia", di Paul Krugman

Innanzitutto la buona notizia: si ammette finalmente che le misure di austerità non funzionano. Ma ecco quella cattiva: almeno a breve termine, le prospettive di cambiamento appaiono quanto mai scarse. È in quest´ultimo mese che la favola della fiducia è morta. Negli anni scorsi, gran parte dei politici europei, al pari di molti dei loro omologhi ed esperti americani, sono stati prigionieri di una dottrina economica distruttiva: una teoria secondo la quale i governi avrebbero dovuto fronteggiare la depressione economica non già aumentando la spesa per compensare il calo della domanda privata, come indicano i trattati di riferimento, ma attraverso il rigore fiscale e l´abbattimento della spesa pubblica, in nome dell´equilibrio di bilancio. I critici hanno detto fin dall´inizio che in una fase depressiva l´austerità non avrebbe fatto che aggravare la situazione; ma i rigoristi sostenevano il contrario, puntando sul fattore fiducia. «Le politiche atte a ispirare fiducia non saranno certo di ostacolo alla ripresa economica, anzi la promuoveranno», dichiarava allora Jean-Claude Trichet, ex presidente della Banca centrale europea; una tesi riecheggiata al Congresso di …

"Il Paese delle piccole città", di Irene Tinagli

È un’interessante fotografia del nostro Paese quella che sta emergendo dai primi risultati del Censimento 2011. Interessante non solo per ciò che cambia, ma anche (e forse ancora di più) per ciò che invece resta uguale a se stesso, magari anche in controtendenza con quel che avviene nel resto del mondo. È questo il caso della distribuzione geografica della popolazione sul territorio, che resta molto frammentata. Il 66,4% degli italiani vive in città piccole o medie, con meno di 50.000 abitanti, e solo il 22,8% vive nelle 45 città italiane con oltre 100.000 abitanti. Non solo, ma questo dato fa parte di un trend che va rafforzandosi. I Comuni di dimensione medio-piccola (tra 5 mila e 20 mila abitanti) hanno aumentato la popolazione dell’8,1% (un valore quasi doppio rispetto a quello nazionale). Quelli di medie dimensioni del 5,2%, mentre nei Comuni grandi la popolazione è rimasta pressoché stazionaria (0,2%). Le grandi città, in sostanza, perdono abitanti mentre sono quelle medie e piccole ad attrarne. Come indica il documento Istat, nei sei Comuni più grandi (Roma, …