"Se avanza il partito anti-moneta unica", di Gad Lerner
Da sapiente veterano dello show-business, Beppe Grillo ha atteso gli ultimi giorni di campagna elettorale per scaraventarvi dentro un argomento incendiario: l´uscita dell´Italia dall´euro. Bisognerà rispondergli nel merito, con i pro e i contro del caso, senza inutili scomuniche. Perché appare chiaro che un tale argomento incendiario era lì pronto, in attesa del primo imprenditore politico abbastanza temerario da impugnarlo, non più giullare ma attrezzato per ergersi a guida nel caos della grande depressione. Il no-euro ha la forza dell´ambiguità. È al tempo stesso un obiettivo e una profezia che rischia di avverarsi. Lo stesso Grillo non maledice in sé l´idea di una moneta comune fra i popoli del continente. Si limita a sostenere che oggi non siamo in grado di permettercela. Non ha bisogno del nazionalismo protezionista di Marine Le Pen, o dell´anticapitalismo radicale dei comunisti greci, per sostenere la loro medesima volontà di spaccare l´eurozona. Gli basta solleticare la nostalgia popolare per il tempo meno cupo della lira; e pazienza se nel passaggio gestito irresponsabilmente dieci anni fa dalla lira all´euro, come ci …
