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Bersani: "Se l'Europa cambia", di Mario Lavia

Metti che domani sera François Hollande conquista saldamente la pole position per l’Eliseo (ballottaggio il 6 maggio). Metti che domani sera Nicolas Sarkozy porta a casa un risultato che si farebbe presto a chiamare: batosta. Insomma, allo stato delle cose sembra ben possibile, se non probabile, che le changement francese da slogan diventi realtà. Hollande, l’antileader che diventa le président, da Mitterrand è stato tutto un dominio gollista, ora la Francia forse torna a sinistra. Soprattutto, l’Europa nel mezzo della peggiore temperie economica della sua storia che volta pagina. E l’Italia? L’Italia c’entra. Non c’è un effetto meccanico ma il nesso esiste. Ci ragiona su Pier Luigi Bersani che pensa sia giunta l’ora di uscire da un’impasse europea «anche psicologica». Però deve essere chiaro un punto: «Se Hollande vince cambia la situazione. La nostra idea si rafforzerebbe. Ma il Pd è chiaro: nessuna scorciatoia, da noi si vota alla scadenza naturale della legislatura». Segretario, tutti i sondaggi, le voci, i mass media, dicono che si profila una disfatta di Sarkozy. Sarà difficile capire quanto avrà …

"La sfida democratica è uscire dal leaderismo", di Stefano Rodotà

La caduta di Berlusconi e Bossi segnala il fallimento della forzatura bipolarista, dove l’enfasi sulla decisione legittima l’eclisse dei controlli. Caro direttore, con l’abituale sua nettezza, di cui sempre dobbiamo essergli grati, Alfredo Reichlin solleva la questione dell’attacco ai partiti e, in sostanza, della stessa sopravvivenza della democrazia in Italia (e non solo, visto che giustamente volge lo sguardo ad una crisi assai più generale). E scrive che «non si può sfuggire alla necessità di tornare a dare alla sinistra quella ragione storica che è la sua e che non può che consistere in una critica di fondo degli assetti attuali del mondo». Proprio da qui bisogna partire, e proprio qui è la difficoltà, perché questo indispensabile rinnovamento culturale e politico deve avvenire in un tempo che pone scadenze così pressanti da schiacciare tutti sul brevissimo periodo. Vivo con la sua stessa angoscia lo stillicidio quotidiano delle notizie sui fatti di corruzione, un terribile bollettino di una guerra che rischia d’essere perduta non da corrotti e corruttori, ma proprio da chi è rimasto estraneo a …

"Le ricevute buttate ultimo alibi di Formigoni", di Massimo Giannini

Nel labirinto di una «Vacanzopoli» nella quale si è cacciato con l´ambiguità delle parole e dalla quale non riesce ad uscire con la verità dei fatti, Roberto Formigoni azzarda l´ennesimo tentativo di chiudere il caso. Per la prima volta, abbozza qualche timida spiegazione, per giustificare l´ingiustificabile. Cioè la famosa vacanza di Capodanno del 2009 che, documenti contabili e istruttori alla mano, si sospetta gli sia stata pagata da uno storico amico del giro di Comunione e Liberazione: Pierangelo Daccò, faccendiere arrestato, e non incidentalmente vicino alle imprese sanitarie appaltatrici della Regione Lombardia. Il governatore scrive una lettera al sito online della rivista «Tempi» diretta da un altro suo sodale di Cl, cioè Luigi Amicone. Interviene in una «zona sicura» e in qualche modo protetta, come ha imparato dal suo non più leader Berlusconi, abituato a trasmettere i suoi «messaggi speciali» attraverso i libri o il salotto di Bruno Vespa. Ma per la prima volta, ormai da una settimana esatta, Formigoni è costretto suo malgrado a compiere un passo, ad arrischiare un´autodifesa che vada oltre l´insulto …

"Donne, denuncia Cgil: lavorano la terra con paghe più basse", di Jolanda Buffalini

Donne che lavorano in un mondo di uomini è il quadro che emerge dalla ricerca commissionata dalla Flai-Cgil (federazione del lavoro agro-alimentare) alla fondazione Metes per l’ Assemblea annuale delledonne in agricoltura che si è svolta ieri negli Studios di Cinecittà, ricerca coordinata da Irene Figà Talamanca (Roma-La Sapienza). È un segmento piccolo del mondo del lavoro, circa il 5 per cento con 250mila addette su nove milioni di donne che lavorano. Dove si concentrano, però, molti problemi: dal fenomeno del caporalato, alla condizione delle donne spesso invisibili e sottoposte allo stress del doppio lavoro. È la fotografia di un mondo rurale in cui spesso non c’è consapevolezza dei rischi, non si usano le mascherine e i guanti per difendersi dagli antiparassitari, con conseguenze gravi sulla fecondità, sull’aumento degli aborti spontanei, sulle malformazioni dei bambini che, spesso, sono sottopeso alla nascita. Un quadroalla “Novecento” di Bernardo Bertolucci che contrasta con le potenzialità che il settore dovrebbe avere. «Sappiamo da numerosi studi – dice Stefania Crogi segretario della Flai – che se cresce l’occupazione femminile cresce …

"Un nuovo ruolo per le donne in politica", di Mirella Gramaglia

Che fine hanno fatto – si chiede Gian Enrico Rusconi su La Stampa di ieri – i movimenti che hanno infiammato l’Italia nella stagione calante del berlusconismo, e in particolare «Se non ora quando?», l’ultimo in ordine di tempo, ma forse il più brillante testimone di un Paese che si trasforma e si ribella? Quando la società civile smorza la sua voce – ammonisce Rusconi – i leader vocianti dell’antipolitica prendono il sopravvento. Berlusconi era un avversario molto comodo. Semplificava e induceva a semplificare. Bastava essere contro di lui per sentirsi nel giusto e fra i giusti. In particolare la parabola dei suoi comportamenti in materia di etica e di stile, l’improvvido miscuglio fra occasioni del potere ed esibizione dei suoi capricci, lo ha sospinto sempre più in basso. Ancora pochi mesi fa danzavamo sull’orlo del baratro della crisi economica fra «olgettine» e feste eleganti. Lorella Zanardo, con il suo bel documentario, «Il corpo delle donne», aveva capito fin dal maggio 2009 che qualcosa si era spezzato nel rapporto civile fra l’Italia, i suoi mezzi …

"I capibranco della politica", di Curzio Maltese

I capi dei babbuini, con i quali condividiamo il 98 per cento di patrimonio genetico, rimangono tali anche quando non sono più di alcun aiuto agli altri babbuini. Robert Sapolsky, genio californiano della biologia, descrive così il comportamento di un capobranco: «Solomon era ormai anziano e riposava sugli alberi, continuando a sfruttare la sua straordinaria capacità d´intimidazione psicologica. Da circa un anno non affrontava più un combattimento. Si limitava a guardare sdegnosamente il potenziale avversario, faceva qualche giro minaccioso lì intorno. O al massimo s´arrampicava su un albero e la cosa finiva lì. Erano tutti terrorizzati da lui». L´arte recitativa dei capi babbuini più esperti arriva a ingannare il branco in altri raffinati modi, per esempio nella ricerca del cibo. Se lo trova, non lo segnala agli altri, ma finge di continuare la ricerca, per poi tornare al boccone e divorarlo da solo. Nella sua bellissima Anti storia d´Italia il grande intellettuale triestino Fabio Cusin, di formazione azionista, individua il modello della politica italiana nella signoria quattrocentesca, con un padrone assoluto circondato da una corte …

"Un clown smarrito", di Natalia Aspesi

Si sa le donne, per loro natura, sono esibizioniste! Lo dice con ammiccante bonomia quel nostro ex presidente, che questa virtù o difetto femminile apprezzava. E tuttora apprezza, da buon babbo generoso. Se tutte sono esibizioniste, comprese le donne sigillate nel chador, che a levarglielo chissà cosa fanno, tanto vale che a esprimere questa loro insopprimibile natura siano delle fanciulle, belle, anche minorenni, basta che siano contente loro, benedetta gioventù! Silvio Berlusconi arriva al processo che lo vede accusato di concussione e prostituzione minorile, allegro, signorile, pronto a raccontare la stessa cosa che si racconta da mesi e mesi, pure al processo, riconducendo quel tragico bunga-bunga che aveva cancellato la sua dignità di ultrasettantenne e la nostra di italiani, a un´opera buona, a uno spettacolino da oratorio, a un gioco tra birichine che, pur sognando una vita di massima castità, forse ancora vergini, non riuscivano a sopprimere questa loro vivace natura tutta femminile che suggeriva di scuotere il bel seno nudo e di frullare le altrettanto belle natiche soprattutto davanti agli uomini, meglio ancora se …