Tutti gli articoli relativi a: attualità

"I sospetti sul cambio di passo", di Federico Geremicca

A scorrere i quotidiani dell’ultimo paio di giorni – e di fronte a notizie e annunci roboanti che datano appena a ieri – la prima e frettolosa impressione potrebbe indurre a pensare che la tanto sbandierata crisi dei partiti politici (e della politica più in generale) sia un’invenzione dei giornali. A elettori e militanti, infatti, vengono annunciati gestazioni e battesimi di nuovi partiti, scissioni parlamentari per la creazione dell’ennesimo movimento e – addirittura – «la più grossa novità della politica italiana» (Alfano: ma bisognerà aspettare un paio di settimane…). Un ribollire di fondazioni e riorganizzazioni, insomma, che starebbero lì a testimoniare un invidiabile stato di salute ed un rinnovato spirito di riscossa. In realtà, quel che muove e anima queste iniziative – il nuovo partito di Casini, l’insofferenza di Beppe Pisanu, l’annuncio di «grosse novità» fatto dal segretario del Pdl – è proprio la crisi che ha investito il sistema politico. Un sistema che all’ombra del governo tecnico di Mario Monti prova adesso a ristrutturarsi, a rigenerarsi e a cambiar pelle, quando possibile. Si tratta …

Interpellanza PD per tutelare il patrimonio storico e culturale della Biblioteca del monumento nazionale dei Girolamini di Napoli, con particolare riferimento all'idoneità dell'attuale direttore della biblioteca

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni e le attività culturali, per sapere – premesso che: la Biblioteca del monumento nazionale dei Girolamini è la più antica biblioteca di Napoli, un’istituzione culturale statale con un’importantissima dotazione libraria; è stata aperta al pubblico nel 1586, è specializzata in filosofia e teologia cristiana ed è parte del complesso della chiesa dei Girolamini; l’edificio che la ospita fu ridisegnato nel Settecento; il suo status attuale di biblioteca statale è lo stesso fin dal Cinquecento, quando fu destinata alla frequentazione e consultazione pubblica; è nota, tra l’altro, per essere stata assiduamente frequentata da Giambattista Vico, le cui spoglie riposano nell’attigua chiesa; la biblioteca custodisce circa 159 mila titoli, prevalentemente antichi, tra cui 120 incunaboli, 5.000 cinquecentine, numerosi manoscritti, di cui circa 6.500 riguardanti composizioni e opere musicali dal XVI al XIX secolo; il patrimonio comprende anche il ricchissimo fondo librario della collezione privata di Giuseppe Valletta (18.000 volumi circa, con edizioni rare del XVI e XVII: classici della letteratura greca e latina, storia e filosofia), un’acquisizione …

Unioni di fatto dal Colle stop alle polemiche: «Serve una legge», di Marcella Ciarnelli

Il Parlamento legiferi per dare «puntuale regolamentazione» alle coppie di fatto, anche quelle omosessuali. Così il Quirinale che è stato coinvolto nelle polemiche successive alla sentenza della Cassazione sui matrimoni gay. Al lavoro per le riforme. Quelle che dovrebbero riuscire a portare il Paese fuori dalla crisi seguendo il percorso, pur doloroso, di stabilizzazione economica e quelle che viaggiano in parallelo, altrettanto necessarie, della politica e delle istituzioni su cui il Parlamento è dai fatti chiamato ad un intervento tempestivo. Riforme della politica che hanno in sè la potenzialità di stabilizzare il Paese e migliorare la percezione complessiva delle istituzioni. Un argomento anche questo affrontato nel colloquio tra il presidente della Repubblica e il premier nel corso del colloquio di un’ora e mezza dedicato non solo questioni economiche. I DIRITTI Ma, a proposito del ruolo che il Parlamento deve avere, il presidente della Repubblica ha deciso di rendere noto il suo carteggio con i senatori Gasparri e Giovanardi e con le deputate Concia e Alfano, a proposito delle unioni di fatto, comprese quelle omosessuali dato …

"Francia al voto. La sinistra italiana aspetta il vento di Hollande" di Lucia Annunziata

Nelle urne francesi che si aprono domenica avvertiremo anche un assaggio di elezioni in Italia. François Hollande, unico leader di sinistra rimasto in Europa a dire «qualcosa di sinistra», è ufficialmente l’occasione che la sinistra italiana aspetta, il movimento del pendolo che fa cambiare gli equilibri di forza, una nuova locomotiva europea, cui molti Paesi, a iniziare proprio dall’Italia, potrebbero attaccare i loro vagoncini. Con il suo programma di vigorosa spesa pubblica e ridistribuzione delle risorse, partendo da una patrimoniale ad ampio spettro, Hollande è oggi la speranza per il Pd, ma anche per il Sel e molte altre forze, di poter fare in Europa, coperti dalla Francia, quella battaglia che la sinistra non può fare in Italia, per senso di responsabilità e per timore di dividersi. Solita illusione (e quante volte la sinistra italiana l’ha coltivata nei confronti dei colleghi francesi)? O stavolta qualche spazio c’è perché si apra effettivamente un nuovo gioco in Europa? Le risposte sono molteplici, e dipendono da molte componenti, non ultime le evoluzioni possibili dentro il governo Monti, arrivato …

"Cinque milioni di italiani sono senza lavoro", di T.M.

Cinque milioni di persone in Italia non hanno un lavoro. E il problema è che oltre la metà ha rinunciato anche a cercarlo. Attraverso i dati che fotografano il mercato del lavoro nel 2011, l’Istat ha reso noto ieri che il nostro Paese è afflitto da un numero abnorme di cosiddetti inattivi. Quasi tre milioni di persone che, contrariamente ai disoccupati, non cercano lavoro ma sarebbero disponibili ad accettarne uno. In questo siamo anche, tristemente, campioni europei: un terzo degli inattivi della Ue a 27 vive in Italia. Rapportati alle forze di lavoro, gli inattivi sono l’11,6 per cento, un dato più che triplo rispetto alla media europea di 3,6 per cento. E in crescita rispetto al 2010, quando erano l’11,1 per cento del totale. In tutto, sono 2,897 milioni, in crescita del 4,8 per cento (di 133 mila persone) rispetto al 2010. Si tratta anche del dato più alto dal 2004. E complessivamente abbiamo l’agghiacciante primato di ospitare circa un terzo di tutti gli inattivi d’Europa a 27: 2,897 milioni contro gli 8,566 milioni …

"Lavoro, in tre milioni non ci credono più. Donne le più rassegnate", di Giuseppe Vespo

Christine Lagarde parla di «generazione perduta», mentre l’Istat conta in Italia tre milioni di «inattivi», quelli che vorrebbero un lavoro ma non hanno più voglia o possibilità di cercarlo. «È una mia grande preoccupazione», dice la presidente del Fondo monetario internazionale a proposito del rischio che una bella fetta di europei manchi l’appuntamento con l’occupazione, almeno così come l’abbiamo conosciuta finora. L’ex ministro francese parla della Spagnama pensa all’Italia, e non solo. A chi le domanda come mai il Fmi sia così «severo» con il nostro Paese – ha visto le stime di crescita al ribasso – Lagarde ha risposto che non si tratta di severità,«vogliamo solo che torni l’equilibrio e che il Paese cammini con le proprie gambe». La ricetta si conosce, è sempre la stessa: conti e crescita. Ma tenere a bada i primi e spingere la seconda non è facile, anzi. La realtà, almeno quella di casa nostra, conta tre milioni di persone che vorrebbero lavorare, ma hanno smesso di cercare un’occupazione. Pesano sul totale della forza lavoro per l’11,6 per cento, …

"I veri nemici della politica", di Bruno Gravagnuolo

E dopo la notte di Valpurga con le scope, la saga nibelungica leghista si arricchisce di un altro scandalo, destinato a intossicare la base «padana». Dalle carte giudiziarie filtra un appartamento al Gianicolo a Roma,con affitto pagato dalla Lega a Calderoli. Che da «triumviro» si difende contro «il fango gettato sul suo lavoro». Mentre Pini accusa Reguzzoni di aver ricevuto soldi. E ancora non si è spenta l’eco dell’autodafé, con il capo in lacrime tra gli incensi, né quella dell’affaire Belsito condito di diamanti, né quella dei dossieraggi a carico di Maroni. Sconosciuti o «tollerati» da Bossi. Bisogna pur dirlo: è l’acme di una tragicommedia, dove la vita imita l’arte comica. Qualcosa che neanche Orwell, nella sua Fattoria degli animali, si sarebbe mai sognato: il partito personale e carismatico degli epuratori – figlio dei «ceti virtuosi del nord» – si sta autoepurando. In una furia del dileguare dove l’antipolitica forcaiola dei cappi si ritorce contro se stessa. E mostra il suo destino. Quello di generare arbitrio, prepotenza e familismo. Guarnito di mogli, badanti, figli e …