Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Risorse pubbliche per rinnovare", di Carlo Sini

L’urgenza di una rifondazione della politica è sotto gli occhi di tutti. Esibizioni come quelle di Grillo (che ricordano le focose arringhe del giovane Bossi, ritrasmesse in brevi frammenti alla televisione mentre si ascoltano notizie giudiziarie clamorose sulla Lega) suscitano in moltissimi di noi reazioni giustamente preoccupate. Al centro la discussione sul finanziamento pubblico dei partiti: argomento spinoso (per il precedente del referendum e per il pessimo uso dei rimborsi elettorali), ma a proposito del quale vorrei almeno osservare che se il costume pubblico degli attori e dei controllori non cambia radicalmente, ogni altra soluzione, privata, semiprivata ecc., oltre a porre al pluralismo democratico più problemi di quanti non intenda risolvere, sarebbe comunque a rischio di comportamenti illeciti dei quali i cittadini resterebbero ignari. «Chi controlla i controllori?» diceva Kant. Se non si diffonde nelle pubbliche istituzioni un costume di accettabile responsabilità e decenza, ogni altro provvedimento è inefficace. Non sarà mai la piazza un giudice efficiente ed equilibrato e nemmeno lo sarà qualche privato di supposta buona volontà che si dichiarerebbe disposto a mettere …

Napolitano: "Pulizia sì, ma senza demonizzare", di Annalisa Cuzzocrea

Invita a distinguere, Giorgio Napolitano. «I partiti non sono il regno del male, del calcolo particolaristico, della corruzione», dice il capo dello Stato. «Il marcio ha sempre potuto manifestarsi, e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità». Poi avverte: «Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica». Non cita Beppe Grillo, non fa riferimento ai fatti degli ultimi giorni, ma le sue parole suonano il contraltare perfetto, la risposta delle istituzioni all’ultimo comizio dello showman, che ha accusato i politici di essere «insaziabili come una metastasi» e ha proposto, richiamando i processi contro i nazisti: «Dobbiamo fare una piccola Norimberga, al cui termine vedremo quale lavoro socialmente utile fargli fare». E però, nonostante il clima e il bisogno di segnali, alla Camera il tentativo di accelerare la riforma sul finanziamento pubblico si arena per mano del partito che …

"Il suicidio non è di classe", di Michele Ciliberto

Ci sono molte cose che colpiscono nella crisi profonda, e tragica, che sta attraversando il Paese: allarma ad esempio vedere quanto si stia estendendo l’area della miseria e della povertà. Ma soprattutto colpisce sentire, con una frequenza angosciosa, che un lavoratore oppure un imprenditore hanno deciso di mettere fine alla loro vita, suicidandosi. La crisi ha cancellato, in modo drammatico, le distinzioni di classe: in diversa misura, e in modi diversi ovviamente, tutti coloro che sono dentro l’universo del lavoro si trovano oggi in una situazione di precarietà, di debolezza che si trasforma in una progressiva perdita di sé, di identità sia sociale che individuale. Alla base di gesti terribili come questi c’è un senso di totale solitudine, la perdita di qualsiasi fiducia nel futuro, il sentimento di un destino di sconfitta al quale appare impossibile resistere. E c’è la persuasione lucida e intransigente che non ci siano partiti ,sindacati, associazioni, chiese alle quali si possa far appello per avere un aiuto e cercare di ritrovare una strada. C’è insomma la persuasione che non ci …

"La maledizione televisiva", di Giovanni Valentini

Non c’è da meravigliarsi più di tanto che perfino il governo di “impegno nazionale”, quello che dovrebbe traghettare il Paese e portarlo fuori dalle secche della crisi, possa rischiare il naufragio sugli scogli della televisione. Se la Prima Repubblica era fondata sul lavoro, come recita ancora l’articolo 1 della Costituzione, la Seconda Repubblica è fondata infatti sulla tv: cioè sulla formazione e sulla raccolta del consenso attraverso la tv. E per Berlusconi questo è un dogma assoluto. ÈUNA verità rivelata, una stella polare, oltre che naturalmente una fonte inesauribile di guadagno e quindi un “oggetto oscuro” di interesse privato. Al confronto della “questione televisiva”, aperta ormai da più di trent’anni, anche lo scandalo dei finanziamenti pubblici ai partiti diventa in fondo una bagattella da squallidi tesorieri-faccendieri. Qui c’è ben altro. C’è, dal ’94, un partito-azienda che s’è costituito per supplire alle coperture di cui aveva goduto fino ad allora da parte del vecchio Caf (il sistema di potere con a capo Craxi, Andreotti e Forlani) e per difendere gli affari personali del suo leader. Altro …

"La perdita dell'olfatto", di Barbara Spinelli

Quando il fascismo stava per finire, nel novembre 1944, un giornalista americano che conosceva bene l’Italia, Herbert Matthews, scrisse un articolo molto scomodo, sul mensile Mercurio diretto da Alba De Céspedes. S’intitolava “Non lo avete ucciso”, e ci ritraeva, noi italianiei nostri nuovi politici, incapaci di uccidere la bestia da cui in massa eravamo stati sedotti. Una vera epurazione era impossibile, soprattutto delle menti, dei costumi. TROPPO vasti i consensi dati al tiranno, i trasformismi dell’ultima ora. Matthews racconta un episodio significativo di quegli anni. Quando il governo militare alleato volle epurare l’Università di Roma, una delegazione del Comitato di liberazione nazionale (Cln) chiese che la riorganizzazione fosse compiuta da due membri di ciascun partito: «In altre parole, una politica di partito doveva essere introdotta nel dominio dell’alta cultura: il che, mi sembra, è fascismo bello e buono». Il giornalista conclude che la lotta al fascismo doveva durare tutta la vita: «È un mostro col capo d’idra, dai molti aspetti, ma con un unico corpo. Non crediate di averlo ucciso». L’idra è tra noi, anche …

PD: Subito immediata e rigorosa riforma del finanziamento ai partiti

La Segreteria nazionale del PD ha stabilito tre criteri fondamentali per la Riforma: contenimento dei costi di tutte le campagne elettorali; ridurre, da subito, la quota di contributo pubblico per le elezioni nazionali, europee e regionali; la possibilità di un autofinaziamento diffuso con un tetto non valicabile, secondo modelli europei, in particolare quello tedesco. La Segreteria nazionale del Partito democratico, riunitasi questa mattina, ha affrontato il tema della indispensabile e indifferibile riforma del finanziamento pubblico dei partiti. La giusta difesa del finanziamento della politica proprio di ogni sistema democratico non può reggersi sul mantenimento della legge in vigore, che non prevede controlli stringenti, sanzioni vere e che presenta punti oggettivi di discutibilità sul piano delle quantità e dei riscontri. In questo contesto la Segreteria nazionale del PD ha delineato un percorso per giungere in tempi brevissimi a dare risposte concrete e aprire una nuova fase. In particolare, il PD, che dal suo atto di nascita ha fatto certificare il bilancio da una società di revisione esterna, si sta attivando in queste ore per approvare subito …

"Lavoro, donne più a rischio", di Manola Di Renzo

L’Italia ha la percentuale più bassa, rispetto agli altri paesi europei, di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La crisi economica che il nostro paese sta attraversando influisce pesantemente sull’occupazione femminile. Anche i dati presentati dalla Banca d’Italia mostrano un crollo dei redditi familiari, in particolare nei nuclei più poveri, e con a capo un componente femminile; si aggiungono a questi i numeri resi noti con il bollettino mensile della Banca centrale europea. Secondo la Bce: «le condizioni nei mercati del lavoro dell’area dell’euro continuano a deteriorarsi e le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine», di conseguenza un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione, che in Italia rischia di tradursi anche in una diminuzione dell’occupazione femminile. La riforma del lavoro proposta dal governo sembra presentare scarsi benefici alle aziende, piuttosto potrebbe portare a un aumento del costo del lavoro, ma non solo. Quando si parla di integrazione della donna nell’impresa, si dovrebbe tenere conto dei molteplici ruoli che ricopre nei diversi ambiti di vita. La donna impegnata in duplici ruoli, lavoratrice, …