Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Così la giustizia può aiutare l'economia", di Vladimiro Zagrebelsky

Ascoltando la relazione che il ministro della Giustizia Severino ha svolto in Parlamento sull’amministrazione della giustizia nell’anno decorso, si aveva la rassicurante sensazione che ella parlava di ciò che conosce. Di ciò di cui conosce in dati reali e la loro importanza, ma anche la difficoltà di affrontarne i problemi. Nessuna semplificazione o facile promessa di soluzione, quindi, ma descrizione della grave situazione e illustrazione delle sue implicazioni generali, unite all’indicazione di specifiche misure prese, da questo e dal precedente governo. Si tratta di interventi legislativi e amministrativi tutti in chiave di efficienza (o rimozione di cause dell’inefficienza). E proprio questi si richiedono al ministro della Giustizia, sia perché il principale problema della giustizia in Italia è la sua grave inefficienza (di cui la durata e onerosità dei procedimenti civili e penali è l’aspetto più vistoso), sia perché proprio questa è la responsabilità che la Costituzione assegna al ministro della Giustizia, cui spettano l’organizzazione e i servizi relativi alla giustizia. Il ministro ha impostato il suo discorso, di cui non si possono qui seguire tutti …

"L´Europa non è un Panopticon", di Barbara Spinelli

Non è del tutto chiaro come mai Monti, che tanto ha insistito sullo sguardo lungo e l´Europa, abbia deciso di frenare lo scatto iniziale. per dire d´un tratto ai tedeschi, in un´intervista alla Welt dell´11 gennaio: «Gli Stati Uniti d´Europa non li avremo mai. Non foss´altro perché non ne abbiamo bisogno». Forse è la prudenza a produrre un´affermazione così perentoria, che chiude orizzonti possibili. La battaglia contro gli egoismi di Berlino reclama compromessi. Forse è quella deferenza che lui stesso aveva stigmatizzato, il 26 giugno sul Financial Times: una sorta di virus che affligge i capi europei quando si compiacciono di sé per custodire apparenti sovranità. Nell´immediato e a casa i governi ne profittano – il potere degli esecutivi aumenta – ma in Europa quel che accampano è un diritto all´impotenza. O forse Monti non è un federalista, cosa senz´altro legittima se al diniego non aggiungesse la glossa un po´ stupefacente: della federazione «non c´è bisogno». Non ce n´è bisogno, spiega, perché l´utopia di Ventotene è già realizzata, grazie alla sussidiarietà (quel che gli Stati …

Gabaglio: lavoro giovani e donne sono le priorità

La decisione di CGIL,CISL e UIL di elaborare una piattaforma unitaria in vista dell’imminente confronto con il Governo, attraverso la riunione congiunta delle segreterie confederali come non avveniva da molto tempo, segna un significativo sviluppo della convergenza tra le maggiori organizzazioni sindacali, sempre auspicata dal PD, e rappresenta il miglior viatico per una trattativa che possa portare in tempi brevi, a scelte condivise, all’altezza dell’emergenza occupazionale che il paese sta vivendo e di cui ci sono tutte le ragioni per temere l’aggravamento nei prossimi mesi. Nell’intento di contribuire a questo approdo e senza mettere in forse il ruolo di primo piano che in questo campo spetta alle parti sociali, il Forum Lavoro ha voluto nei giorni scorsi puntualizzare gli orientamenti del PD sulla base delle deliberazioni dell’Assemblea Nazionale del maggio 2010 e delle conclusioni della Conferenza di Genova del giugno 2011 nonché delle numerose proposte presentate in sede parlamentare. Lo ha fatto con il duplice obiettivo di creare nuova occupazione specie per i giovani e le donne (sono noti in proposito i nostri differenziali con …

"Quel naufragio della responsabilità", di Giulio Sapelli

Bene ha fatto il Corriere della Sera di ieri sottolineando in prima pagina le responsabilità personali che sono emerse in merito all’evento drammatico della Costa Crociere naufragata all’Isola del Giglio, con la denuncia della gravità del comportamento del capitano della nave e bene ha fatto Pierluigi Battista a stigmatizzare l’accaduto e a invocare severità istituzionale. E questo perché, ahimè, il fatto è paradigmatico di un comportamento umano associato e non solo individuale terribilmente diffuso in tutte le organizzazioni. Certo, le conseguenze non sono sempre così drammatiche, ma scavano nel profondo dell’animo e dell’immaginario collettivo e stanno trasformando lo stesso costume sociale degli italiani (e non solo loro). Perché? Di che si tratta? Ma del fatto che sempre più è divenuto normale, ossia socialmente e culturalmente accettato, usare i poteri di comando per soddisfare i propri desideri, ricambiare piccoli e grandi favori con reciprocità collusive, creare catene di complicità dirette a soddisfare volontà non sempre criminali ma sempre, tuttavia, narcisistiche e dettate dal desiderio di dimostrare una onnipotenza che fa gonfiare il petto di soddisfazione. Un …

""Pagai le vacanze a Formigoni" l´ultimo scandalo della Regione", di Francesco Merlo

Da 17 anni governa la Lombardia mettendo d´accordo Dio e mammona. E adesso che gli arrestano il fido Ponzoni, anche lui all´estero “per lavoro” come Lavitola, di nuovo Roberto Formigoni è in guai imbarazzanti, da pio vanesio. Secondo l´ennesimo imprenditore lombardo “pentito”, che Formigoni dice di non conoscere nemmeno, il governatore, che dai suoi fedelissimi è chiamato senza ironia “il celeste”, è stato l´utilizzatore finale di tangenti che non sono più i soldi della vecchia politica e neppure i tesoretti infilati nel pouff di Lady Poggiolini o gettati nel gabinetto di De Lorenzo ma barche di lusso, alberghi a 5 stelle, aperitivi, accappatoi a bordo piscina, una fuffa vip a conforto della sua nuova identità di diva cattolica e pazzerella. Di sicuro in 17 anni di potere Roberto Formigoni da Lecco, cresciuto in Comunione Liberazione, da casto e puro è diventato esibizionista devoto e fedele sfacciato. E da 17 anni galleggia su una schiuma di faccendieri, appalti, società corruttrici, ville abusive, buchi di bilancio, false fatturazioni, finanziamenti illeciti, reati contro il patrimonio, bancarotte fraudolente…: un´orgia …

"Liberalizzazioni al via, comincia la guerra", di Gianni Del Vecchio

Ormai è ufficiale: entro questa settimana, probabilmente già giovedì, il decreto sulle liberalizzazioni verrà approvato dal consiglio dei ministri. È lo stesso Mario Monti che lo ha annunciato al termine dell’incontro col presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Intanto è già cominciata la guerra fra le corporazioni che vogliono difendere la propria rendita e chi cerca invece di eroderla, ma anche fra le stesse categorie colpite. Quest’ultimo è il caso della liberalizzazione del mercato dei carburanti, presa in maniera molto diversa dai sindacati dei benzinai. Da una parte ci sono quelli di Figisc, Anisa e Assopetroli che sono totalmente contrari, tanto da annunciare ben sette giorni di sciopero contro il decreto governativo. Secondo loro, l’apertura del mercato delle pompe di benzina finisce per «realizzare un esproprio odioso, fatto d’imperio per obbligarci a vendere i nostri impianti che sono il frutto di lavoro di una vita». Di diverso avviso invece Faib e Fegica, che giudicano lo sciopero «precipitoso e intempestivo». Per le due sigle infatti è più che giusto rivoluzionare il sistema attuale, che «spinge …

"La crisi strangola le aziende:+62% di fallimenti in un anno", di Valerio Raspelli

Cresce il numero dei fallimenti aziendali e aumenta quello delle società in perdita. Ben il 37 per cento delle aziende italiane ha il bilancio in rosso. Il dato arriva dalle ultime dichiarazioni dei redditi delle società disponibili, 2010 e 2011 sull’anno di imposta 2009. E nel diffondere i dati è lo stesso Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia a parlare della «profonda crisi economica » che «produce effetti su tutte le grandezze dichiarate dalle società ». Più aziende in rosso ma anche più crac e più imprese costrette a chiudere le serrande. Reddito medio in calo, sia per le grandi imprese che per autonomi e Pmi che rispondono agli studi di settore. Una fotografia, quella che emerge dalle dichiarazioni dei redditi, che non sorprende ma che conferma in ogni caso le difficoltà che il Paese ancora sta vivendo. In un anno le società in perdita sono aumentate di 2 punti percentuali. Sempre più aziende, poi, dalle dichiarazioni fiscali risultano fallite o estinte: «La crisi economica può spiegare il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società …