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"Il dramma del Paese:il 30% dei giovani resta senza lavoro", di Anna Livino

L’occupazione è ferma, da settembre non schioda dai suoi numeri e non apre spiragli. La disoccupazione invece aumenta e segna una distanza sempre più ampia tra i giovani e il mondo del lavoro. Il 30,1% di chi ha meno di 24 anni non ha un posto. La stima – diffusa ieri dall’Istat – è per difetto. Considera infatti solo coloro che un lavoro lo cercano attivamente: gli altri, chi ha rinunciato a muoversi perché sfiduciato, non sono registrati. SENZA SPERANZA È sempre più allarme disoccupazione in Italia. Sono i giovani e le donne i più penalizzati dalla crisi economica che ha colpito duramente il mercato del lavoro. Un giovane su tre, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, non ha un’occupazione. E si tratta solo di coloro che cercano attivamente un posto. Se poi si è giovani e donne e si vive al Sud, la situazione si fa drammatica: quattro su dieci sono disoccupate. Non è incoraggiante il quadro tracciato dall’Istat: sono le stime provvisorie di novembre e dati relativi al terzo …

"Il valore dei beni comuni", di Stefano Rodotà

Si può dire che il 2011 sia stato l´anno (anche) dei beni comuni. Espressione, questa, fino a poco tempo fa assente nella discussione pubblica, del tutto priva d´interesse per la politica, anche se il premio Nobel per l´economia era stato assegnato nel 2009 a Elinor Ostrom proprio per i suoi studi in questa materia. Poi, quasi all´improvviso, l´Italia ha cominciato ad essere percorsa da quella che Franco Cassano aveva chiamato la “ragionevole follia dei beni comuni”. E questo è avvenuto perché la forza delle cose ha imposto un mutamento dell´agenda politica con il referendum sull´acqua come “bene comune”. Da quel momento in poi è stato tutto un succedersi di iniziative concrete e di riflessioni teoriche, che hanno portato alla scoperta di un mondo nuovo e all´estensione di quel riferimento ai casi più disparati. Si parla di beni comuni per l´acqua e per la conoscenza, per la Rai e per il teatro Valle occupato, per l´impresa, e via elencando. Nelle pagine culturali di un quotidiano campeggiava qualche mese fa un titolo perentorio: “I poeti sono un …

"Orari liberi, il “sì però” democratico", di Fabrizia Bagozzi

Le lenzuolate di Monti sono di destra o di sinistra? Ne parliamo con l’ex mister prezzi. In vigore da appena cinque giorni, la deregulation su orari e apertura dei negozi non smette di alimentare polemiche al calor bianco. I commercianti – con la significativa eccezione dei grandi operatori – paventano la sostanziale soppressione dei piccoli e medi. Un agguerrito ed eterogeneo rassemblement di regioni (le rosse Toscana e Puglia, le verdi Piemonte e Veneto) annuncia ricorso alla Consulta per conflitto di competenze. Per tutta risposta il Codacons fa sapere che denucerà all’Antitrust i governatori che lo faranno. La Cgil tuona: «I nuovi orari di negozi si concordano in regione e nelle città. Non si decidono a Roma per decreto». Anche i governatori dem discutono. Burlando (Liguria) ritiene che il liberi tutti sia un’opportunità. Rossi (Toscana) che un minimo di regole «a tutela di consumatori, lavoratori e piccolo commercio» sia necessario. Ma la liberalizzazione del commercio targata Monti porterà più benefici o più problemi? Ed era questo il momento giusto per farla, ammesso che per fare …

"Adesso è possibile fare la Maastricht della politica", di Antonio Misiani*

In una fase di sacrifici chi è eletto nelle istituzioni deve essere in prima fila nel dare l’esempio, eliminando ad ogni livello prebende e privilegi non più sopportabili. L’allineamento del trattamento economico dei parlamentari italiani al livello europeo va esattamente in questa direzione. Deve essere attuato senza inseguire l’antipolitica, basandosi sui dai dati reali e ricordando che non si parte da zero. Negli anni più recenti il Parlamento è intervenuto più volte per ridimensionare il trattamento economico dei deputati e dei senatori: dal 2006 l’indennità è stata ridotta del 10%; dal 2007 è congelato ogni adeguamento; dal 1° gennaio 2011 sono stati tagliati diaria e rimborsi (12 mila euro in meno all’anno); dal 1° novembre 2011 i parlamentari pagano un contributo di solidarietà pari al 10% per la parte eccedente i 90 mila euro di reddito imponibile (5 mila euro di tasse in più all’anno). Di conseguenza, rispetto a cinque anni fa il costo lordo di ciascun deputato e senatore si è ridotto di circa il venti per cento in termini reali. Il lavoro della …

"Adesso si dimetta il leghista", di Cesare Martinetti

Va bene l’opposizione ci mancherebbe -, incalzante e persino beffarda. Va bene la denuncia che non deve esitare al cospetto di nessuno. Ma il leghista Calderoli ieri ha superato ogni limite: del buon gusto capita spesso – e dell’intelligenza politica. Denunciare come una «festa» la cena privata del professor Monti con i suoi famigliari a Palazzo Chigi la sera del 31 dicembre ed aver chiesto le dimissioni del presidente del Consiglio è semplicemente ridicolo. Calderoli ha trascorso anni in un governo il cui capo era lui sì un organizzatore di «feste» (mai denunciate dal moralizzatore leghista) e la Lega ha prodotto negli anni vere carnevalate come il trasferimento dei ministeri a Monza. E soprattutto la denuncia si è rivelata totalmente infondata. La misura e l’eleganza del professor Monti dovrebbero indurre Calderoli alle dimissioni. Temiamo non accada. La Stampan 05.01.12 ****** “La Lega: festa di Capodanno a Palazzo Chigi Il premier: cotechino e lenticchie a spese mie”. di Giovanna Casadio Il Pd attacca l´ex ministro: “Si è dimenticato i Bunga Bunga sugli aerei di Stato”. Ne …

"E il cinepanettone diventa realtà", di Massimo Gramellini

Gli economisti del mondo intero sono già in viaggio con i Re Magi verso Cortina d’Ampezzo per visitare la culla del nuovo miracolo italiano. Stavolta la realtà ha superato il cinepanettone. I dati dell’Agenzia delle Entrate riferiti al prodotto interno lordo del 30 dicembre descrivono una crescita impetuosa. Farcita di percentuali che si impennano da un anno all’altro e addirittura – ecco la grandezza di questo indomito Paese – da un giorno all’altro. Ristoranti: più 300% rispetto al Capodanno precedente e più 110% rispetto al 29 dicembre. Beni di lusso: più 400 e più 106. La sera del 29 Cortina languiva ancora, fra strade spoglie e locali deserti. I commercianti erano andati a letto distrutti. L’universo rideva di loro. Li dava per spacciati. Ma nella notte è partita la riscossa e l’alba sulle Dolomiti è stata salutata dal canto dei registratori di cassa che sputavano scontrini come petardi e dondolavano fatture fiscali come palline dell’albero di Natale. Qualche maligno penserà che il nuovo boom sia rimasto circoscritto ai cortinesi. Niente di più falso. I generosi …

"Fincantieri ad alta tensione. Passera convoca i sindacati", di Luigina Venturelli

Dopo sei ore di blocco dell’aeroporto di Genova, e dopo giorni di protesta ininterrotta a Sestri Ponente, Palermo ed Ancona, è arrivata la notizia che i lavoratori Fincantieri aspettavano: il governo ha convocato le organizzazioni sindacali per un colloquio sulla crisi del gruppo della cantieristica, da tempo al centro della protesta dei lavoratori per un piano di riorganizzazione che minaccia i livelli occupazionali e produttivi. IL PUNTO SULLA CANTIERISTICA Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera parlerà con i rappresentanti nazionali delle tute blu la prossima settimana, martedì 10 gennaio, per fare il punto sulla situazione complessiva di Fincantieri. Un risultato raggiunto grazie alla mobilitazione degli operai, che ieri hanno occupato per tutta la mattina lo scalo aereo del capoluogo ligure, bloccando i varchi dei controlli e causando ritardi e disagi sui voli per Roma e Monaco, e la cancellazione di quello per Trieste. Centinaia di passeggeri sono stati accompagnati con pullman agli aeroporti di Milano e Pisa per poter viaggiare, e l’occupazione minacciava di proseguire ad oltranza, se la comunicazione dell’incontro con Passera non …