Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L´assedio alla merkel", di Andrea Bonanni

Mario Monti si presenta all´incasso. È cominciata ieri a Parigi la tournée europea del capo del governo italiano il cui obiettivo è quello di trasformare in aiuto e solidarietà il credito politico che ha accumulato con la manovra di risanamento dei conti pubblici italiani: uno sforzo «che non ha eguali nel resto dell´Unione europea». Monti ha due valide ragioni a sostegno delle sue richieste. La prima è che effettivamente lo sforzo compiuto dal Paese è di gran lunga superiore a quello degli altri partner europei e che i conti pubblici italiani risanati non giustificano in termini razionali una così pesante penalizzazione del nostro debito pubblico. La seconda è che, proprio per questi motivi, l´Italia oggi sta pagando il prezzo di una sfiducia dei mercati che non riguarda tanto le nostre capacità intrinseche di risanare il bilancio, quanto la tenuta complessiva dell´euro e la disponibilità della Germania a difendere la moneta unica. È chiaro che chi scommette contro la valuta europea lo fa prendendo di mira gli anelli più deboli dell´Unione monetaria. Ma, se fino a …

"Lo scontrino, questo sconosciuto…", di Bianca Di Giovanni

Lo scontrino, questo sconosciuto L’«operazione Cortina» della Guardia di finanza – benemerita – nasconde tuttavia una realtà disarmante: negli ultimi anni l’Agenzia delle entrate ha ridotto i controlli su scontrini e ricevute e livelli minimi. Nel 2010 c’è stato un calo del 700% rispetto all’anno precedente, mentre rispetto al biennio 2006-7 il calo è addirittura del 2.000%. A riportarlo è un intervento di Villiam Rossi su www.fiscoequo.it, che cita la relazione al rendiconto dello Stato 2010 della Corte dei Conti. FISCOTrend negativo Oggi l’aria sembra cambiata, ma fino a ieri (cioè fino alla caduta del governo Berlusconi) la direzione era di tutt’altra natura. Nel 2008 i controlli sono a quota 66.785 (da oltre 84.091 del 2007, anno di maggiore densità di interventi), per poi scendere ancora a 34.776 nel 2009 fino a toccare il fondo nel 2010 con 4.788 controlli. «Il trend negativo non muta di molto se si considerano gli accessi per il controllo della veridicità dei dati utilizzati per l’applicazione degli studi di settore – scrive Rossi – passati da 112.187 del 2006 …

"Donne pesa la crisi ma anche l'assenza di welfare mirato", di Claudio Tucci

L’occupazione femminile continua a perdere terreno. A novembre 2011 è calata dello 0,9% rispetto al mese precedente (ottobre 2011), e dello 0,7% nel confronto con novembre 2010. A differenza di quella maschile che, a livello tendenziale, rimane stabile. Mentre addirittura cresce (+0,4%) nella congiuntura. Il numero di donne senza lavoro aumenta del 6% a livello congiunturale, e del 5,2% su base annua. E il tasso di disoccupazione femminile tra i 15 e i 24 anni, nel terzo trimestre 2011, schizza nel Mezzogiorno a un pericoloso 39 per cento (9,9 quella complessiva). La fotografia scattata ieri dall’Istat «non stupisce», ha sottolineato Paola Profeta, professoressa di scienze delle finanze alla Bocconi di Milano. La crisi ha invertito la tendenza che andava avanti dal 2000 di una (seppur modesta) crescita dell’occupazione femminile. «Ma da un paio d’anni questo non accade più. E in Europa siamo ormai maglia nera». Nei Paesi Scandinavi, ha ricordato Profeta, «esiste un sistema di stato sociale molto attento alla conciliazione lavoro-famiglia, con asili nido alla portata delle famiglie. In Germania ci sono sgravi fiscali …

"Roma violenta, il record di Alemanno", di Mariantonietta Colimberti

In un anno 35 omicidi nella Capitale: la nemesi per il sindaco che cavalcava la violenza. «È proprio l’illegalità che è stata permessa dalla sinistra che ha generato questa realtà» disse il 25 maggio 2008 Gianni Alemanno, sindaco da meno di un mese, visitando il Pigneto. Il giorno prima una squadraccia neonazista composta da una ventina di persone aveva fatto irruzione in tre negozi del quartiere gestiti da extracomunitari al grido di «sporchi stranieri» e «bastardi», rompendo vetrine e picchiando con un bastone un ragazzo del Bangladesh. Qualche tempo prima, per la sua campagna elettorale, Alemanno aveva attinto a piene mani e con grande spregiudicatezza alla drammatica vicenda dell’omicidio Reggiani, avvenuto il 30 ottobre 2007, sindaco Walter Veltroni e Romano Prodi a palazzo Chigi. Vale la pena di ricordare certi comportamenti di fronte alla nuova tragedia accaduta mercoledì sera al Pigneto, dove un papà e la sua bambina cinesi sono stati uccisi da due rapinatori. Da quel primo episodio di violenza che quasi salutò l’avvento di Alemanno in Campidoglio, infatti, molti altri gravissimi fatti sono …

"Il prezzo della vita", di Giancarlo De Cataldo

Gli assassini della piccola Joy e del suo giovane padre non hanno ancora un volto e un nome. Non sappiamo niente di loro: a parte che, per procurarsi al mercato nero il “ferro”, la pistola, non dovranno aver investito più di cinquecento euro, munizioni comprese. E che il bottino preventivato della rapina – la pista al momento più accreditata dagli inquirenti – poteva ammontare, al massimo, a cinquemila euro. La sproporzione fra azione e contesto sta diventando una drammatica costante nella Roma degli ultimi mesi. Si ammazza per un debito di gioco di poche centinaia di euro, per la spartizione controversa dei proventi di un colpo miserabile, per una consegna di “roba” non andata a buon fine; si gambizza per uno sguardo obliquo, per un´occhiata tagliente, per il presunto “sgarro” a un´altrettanto presunta leadership borgatara. Difficile non interpretare l´aumento della violenza come versione “dalla strada” di quello stesso inasprirsi dei rapporti sociali, collettivi, individuali che si coglie in ben diversi ambienti e situazioni: dalla finanza, alla politica, al mondo del lavoro. In altri termini, la …

"La destra di classe difende gli evasori", di Gad Lerner

Bentornata la politica, grazie agli ispettori dell´Agenzia delle Entrate. Un inequivocabile segno di classe contraddistingue le proteste della destra italiana contro il blitz antievasori di Cortina d´Ampezzo. Confermandoci quel che Karl Marx scriveva già nel 1859 nella sua celeberrima prefazione a «Per la critica dell´economia politica»: la coscienza dell´uomo è determinata dal suo essere sociale. Non c´è populismo che tenga, al dunque la nostra sensibilità è condizionata dal censo. E stavolta una malintesa vocazione a rappresentare gli interessi del proprio elettorato (ma ne siete sicuri, o ve lo figurate peggiore di quello che è?) precipita i malcapitati dirigenti del Pdl sulla soglia dell´autolesionismo. Da Paniz alla Santanchè, dal leghista Fugatti a Galan, è tutto un inorridire per l´«attentato alla libertà» perpetrato da «uno Stato di polizia fiscale», con tanto di solidarietà per i poveri commercianti ingiustamente accusati di disonestà e molestati a Capodanno nell´esercizio del loro lavoro. Fino al capogruppo Cicchitto che si scaglia direttamente contro il direttore dell´Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, accusato di «confezione ideologica del controllo fiscale» o, peggio, di «operazione politica …

"La precarietà ha ridotto l'occupazione", di Ronny Marzocchi

Nel nostro Paese la questione giovanile è un problema di antica data che è stato appesantito negli ultimi decenni dall’espansione indiscriminata del precariato e che ha subito un drammatico peggioramento con l’arrivo della crisi economica. Da anni i media raccontano di “bamboccioni” che rimangono con i genitori e ritardano le loro scelte di vita, di ragazzi usciti dalla famiglia di origine che sono dovuti rientrare a casa perché non ce l’hanno fatta, di giovani di talento che lasciano il paese incapaci di trovare un lavoro. Gli allarmanti dati che l’Istat ha diffuso sulla disoccupazione giovanile, quindi, non stupiscono. Le riforme del mercato del lavoro introdotte negli ultimi anni con l’idea di favorire l’occupazione dei giovani e degli altri gruppi svantaggiati si sono trasformate in un boomerang non appena il motore dell’economia ha cominciato a perdere colpi. Le analisi empiriche sull’impatto della recessione hanno mostrato come i grandi perdenti della crisi siano proprio i giovani: il dato del 2011 si va a sommare agli 854 mila posti di lavoro già persi nel biennio 2009-10. Come ha …